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Luda Mila
09 Febbraio 2019, 13:23

Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
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[b]Per racconti fatti da mia moglie e da altre persone russe conosciute,  ho un'immagine di file molto lunghe davanti a negozi vuoti perchè, ad esempio, il mercoledì sarebbe arrivato un camion carico di polli e bisognava mettersi in fila molto presto se si voleva prenderne uno. Già l'idea di un negozio vuoto è molto lontana dalla mia concezione d'esercizio commerciale, ma mi viene la curiosità di chiederti come funzionava ? E negli altri giorni come vi organizzavate?[/b]
 
Noi tutti, nati e cresciuti nell’Urss, eravamo abituati ad adattarci a qualsiasi circostanza o ostacolo.
Premetto che il mio racconto si riferisce alla vita in una piccola citta` della regione di Smolensk, a 300 km da Mosca, -  perche` la vita nelle citta` piu` grandi era un po’ diversa.
  Nei miei ricordi riferiti agli anni ’60 si sono impresse le immagini delle vetrine vuote del riparto macelleria, a volte con le grandissime ossa di vacche ( si prendevano per fare del brodo)   o, molto spesso, con i pezzi di trippa o mammella di mucca che non costavano molto e si mangiavano volentieri. Raramente si vendeva la carne di maiale che era piuttosto grasso e non carne..
  Dunque, lo Stato non potendo fornire sufficienti alimentari, la gente se la cavava in altri modi.
Prima di tutto, quasi ogni famiglia teneva un porcellino che stava nella baracca di legno davanti alla casa (queste linee di baracche venivano costruite accanto a tutti i palazzi, divise in piccole sezioni previste per abitanti di ogni appartamento).   Quel povero porcellino veniva macellato a novembre, con i primi freddi, e la carne coperta di sale si teneva nella stessa baracca  per tutto l’inverno, congelata nel modo piu` naturale.  
Chi non voleva o non poteva allevare il suo proprio porcellino andava al mercato; li` si trovava  pollo, oca, carne di maiale e – a volte – il manzo o vitello che costava due volte piu` di quella di maiale (5 – 6 rubli per un chilo). 
Un’altra fonte vivificante era di avere i nonni che stavano in campagna, a pochi chilometri dalla citta`,   con i porci, mucche, galline ed oche. Era solito andare a trovarli tornando poi con le borse piene zeppe e facendo cosi` una scorta di viveri.
Inoltre, gli abitanti delle regioni limitrofe di Mosca usufruivano quel privilegio facendo dei viaggi  “gastronomici”  per la capitale: si prendeva  il treno di mezzanotte e arrivati alle  6 di mattina ci si dedicava a una “gita” per tutti i negozi di generi alimentari che si trovavano nelle vicinanze della stazione ferroviaria,  per poi a mezzanotte prendere lo stesso treno e tornare a casa il mattino dopo. Si comprava prima di tutto salame e carne, ma anche altre “rarita`” che si procuravano solo nella capitale – tipo salsicce, maionnese, grano saraceno, latte condensato in scatole, arance…
E` cosi` che ci si sopravviveva. 
Quanto alle file in attesa davanti ai negozi, era una cosa solita e molto semplice: avendo sentito la notizia sull’arrivo di un furgone la gente stava in fila, aspettando, rassegnata e con pazienza, il permesso di entrarci e sperando che i prodotti desiderati bastassero per tutti.


