https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=5&t=22467&p=6854012#p6854012
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n4italia
12 Febbraio 2019, 13:23

Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
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Ecco una mia domanda per Luda.


[b]Come saprai, Luda, ero in servizio come Sottufficiale dell'Esercito e vorrei farti una domanda che riguarda il mondo militare sovietico, ovviamente se tu ne hai conoscenza per poter rispondere.

Una cosa che ricordo abbastanza bene, anche se sono ormai passati tanti anni, è un video che ci fecero vedere in una scuola militare, un video che presentava la "giornata tipo" del soldato sovietico.

Veniva spiegato che i soldati dell'Armata Rossa iniziavano la loro giornata con la sveglia alle 5.00 del mattino, seguita immediatamente da tre ore di indottrinamento politico, poi si passava alla prima colazione - costituita sempre o quasi sempre da una tazza di kasha - e ancora l'addestramento fino all'ora del pranzo, pausa per il pranzo, addestramento fino all'ora di cena - che avveniva in ore serali già avanzate e -così come per il pranzo - costituita da alimenti decisamente semplici, e alla fine la libera uscita per chi non era impegnato in qualche servizio o punito per qualche infrazione ai regolamenti. La libera uscita consisteva nell'andare in giro per la caserma, inquadrati e a passo di marcia, cantando gl'inni militari, quelli politici e quelli patriottici. Dopo questa libera uscita, in tarda serata tutti a letto in attesa della mattina dopo per ricominciare il ciclo giornaliero.
Dieci o quindici giorni di licenza all'anno per i due-tre anni di leva che si facevano allora e in pratica possibilità di andare a trovare la famiglia una sola volta all'anno per questi pochi giorni, soprattutto a causa delle distanze tra caserma e abitazione della famiglia.

Ricordo che facevo un parallelo mentale tra queste condizioni di vita e le condizioni dei nostri giovani sottoposti al servizio militare in Italia, che sicuramente facevano una vacanza in confronto ai loro colleghi sovietici.

Oggi, dopo aver vissuto da militare gli ultimi anni della Guerra Fredda - che vedevano noi facenti parte della NATO contrapposti all'Unione Sovietica e al blocco del Patto di Varsavia - e dopo aver assistito ai profondi cambiamenti che sono intervenuti nel mondo e negli stessi ambienti militari, non posso fare a meno di chiedermi se ciò che ci veniva riferito allora sull'Unione Sovietica, sulla sua presunta volontà di aggredire l'Occidente, sulla vita della popolazione e delle Forze Armate nell'URSS era vero del tutto, in parte, o se ci fosse stata una sorta di malafede negli ambienti politici e militari occidentali che dirigevano le cose in quegli anni.

Oggi non posso non rendermi conto del fatto che la NATO - istituita proprio per fronteggiare il "pericolo sovietico" ipotizzato durante la Guerra Fredda e che avrebbe dovuto automaticamente estinguersi con il cessare di questo pericolo - sia ancora in piedi con compiti apparentemente legati ai vari problemi e alle crisi internazionali in diverse parti del mondo, ma fondamentalmente - nei fatti e  nelle dichiarazioni dei responsabili che si sono succeduti negli anni - ancora in chiave oggi anti-russa, continuando a raccontare ai Paesi suoi membri di quanto ancora possa essere pericolosa la Russia per l'Occidente, per l'Europa, per la NATO e - secondo loro - per il mondo intero.[/b]


