https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=5&t=22467&p=6854236#p6854236
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Luda Mila
02 Marzo 2019, 8:44

Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
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[quote user="n4italia" post="6854097"] ... mi rimaneva la curiosità di sapere quanta realtà potesse esserci in quel video che dicevo nel mio primo intervento.[/quote]

Sono riuscita finalmente ad “intervistare” un amico, mio coetaneo  e militare di professione che alla fine degli anni ’70 faceva il comandante in un’unita` militare; gli ho tradotto la descrizione  di quel video chiedendo di commentarlo; ha detto subito che lo trova  troppo “propagandistico”. Mi ha spiegato com’era organizzata una giornata dei soldati; teneva tanto a farmi capire che i dettagli del programma quotidiano dipendevano da varie circostanze e prima di tutto dal tipo dell’esercito; in ogni caso, una giornata tipo era poi` o meno cosi`:

6.00 levata
6.30 ginnastica; poi lavarsi, vestirsi ecc. 
8.00 colazione 
9.00 – 13.00 addestramento, vari impegni secondo il programma; due volte alla settimana –  60-90 minuti di “indottrinamente politico” (in russo si chiama “polit-informazia”)
13.00 – 14.00 pranzo
poi seguono due ore di riposo, o tempo libero – per fare il bucato, scrivere le lettere, leggere, guardare la TV, chiacchierare con i compagni.
16.00 – 19.00 “auto-addestramento” , cioe`, come ho capito io, gli impegni individuali: chi vuole esercita il tiro, chi vuole studia qualcosa, o pulisce l’AKM, o va in palestra ecc.
20.00 cena
Dopo cena  si fanno varie preparazioni per la giornata in arrivo.
22.00 tutti a letto. 

Ogni 8 giorni ogni soldato aveva il permesso di libera uscita, dalle 8.00 alle 24.00; abbandonava la caserma e  si  divertiva in citta`.
Quanto alla licenza, normalmente i soldati non ce l’avevano; la licenza era un tipo di premio che andava meritato. 
Questo si` che mi ricordo anch’io: niente vacanze,  i miei cugini, o i ragazzi vicini di casa, o compagni di classe – nessuno veniva a casa durante gli anni di servizio militare, solo dopo averlo finito. Era normale; anzi, aggiungerei che finito il servizio militare i ragazzi tornavano a casa, forti, robusti  ed  orgogliosi, e diventavano proprio “eroi” del cortile, raccontando del suo soggiorno militare.


