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Mr.G
19 Gennaio 2005, 9:34

proseguo...
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03 / 08 /99

Di che battaglione siete ? Cos&igrave; veniamo fermati da militari poco distanti dal nostro albergo.
Ale si era messo i pantaloni mimetici . Il gruppetto di miliziani ha iniziato a tempestarci di domande dopo averci preso i passaparti, ma non essendo abbastanza competenti, volevano portarci al KGB per controlli sulla regolarit&agrave;Â  dei passaporti, e per accertamenti. Alla fine , chiaccherando un po' con loro ci dicono che siamo liberi perch&egrave; bravi ragazzi . Pi&ugrave; tranquilli , gli domandiamo se esiste una birra tagika , e uno di loro decide che ci deve accompagnare alla fabbrica in Dushanb&egrave;. Andiamo, compriamo tre bottiglie da un litro e mezzo a  meno di un dollaro al litro, torniamo a beccare gli altri , che ci avevano aspettato all'angolo, e insieme beviamo due delle tre bottiglie comprate; la terza l'abbiamo portata in camera da gustare con calma. Abbiamo assaggiato pure il nos , il tabacco tagiko verde in polvere , da tenere sotto la lingua per circa cinque minuti, e poi va sputato ; la cosa bella &egrave; che mentri Ã¢â‚¬Å“fumiÃ¢â‚¬Âil nos, le persone quando parlano sembra abbiano la patata in bocca : &egrave; ridicolo sentirli.

05/08/99

La citt&agrave;Â  &egrave; sotto presidio militare, ci sono torrete di guardia ,in cemento ,con feritoie da dove pu&ograve; spuntare solo la canna di un fucile, sparse per la citt&agrave;Â ; gruppi di miliziani , armati di kalascnikov disseminati lungo le strade ogni cento metri e jeep Toyota, bianche, con la sigla U.N.ben visibile sui fianchi . 
Oggi i nostri,adesso amici pulotti ci hanno raccontato della ferma di due persone afgane, i quali facendo resistenza alla ferma, dopo averli raggiunti e bloccati, uno  dei due &egrave; stato colpito con il calcio della pistola in testa, provocandogli una fontana di sangue. I pulotti ci raccontavano questo con orgoglio e soddidfazione.Tornati in albergo, abbiamo anche fatto la conoscenza di un militare russo , impegnato a controllare i confini.E' un pilota e meccanico d'aerei , che ogni tre mesi si alerna in missione.
La sera, di ritorno in albergo, ci fermiamo a bere una birra al bar dell'hotel, quando arriva uno sbruffone,facendo roteare sull'indice, la sua macarov e si incammina verso uno dei due Ã¢â‚¬Å“ramboÃ¢â‚¬Â seduti ad un tavolino;uno di questi subito pronto arma il kalaschnikov, poi si scambiano battutine e sguardi minacciosi , ed infine lo sbruffone, trascinato da un amico, si allontana dall'albergo. 

06/05/99

GISSAR
qui si vedono i resti di una fortezza di seicento anni fa , non si sa appartenente a quale civilt&agrave;Â .C'&egrave; un caldo torrido, ed il paesaggio circostante &egrave; secco e desolato.
Assistiamo anche all'ultima giornata di qualificazioni alla coppa d'Asia ,Libano 2000, e ,come da nostro pronostico, il turno lo ha passato l'Iraq.

08/08/99

Partiti due giorni fa da Duscamb&egrave;, ci siamo diretti, a bordo di un taxi, verso Kurgan-Tyube(collina)e poi pi&ugrave; a sud, sotto Shartus, ancora pi&ugrave; vicino al confine afgano.La strada per giungerci &egrave; stata incredibile.Una lingua nera d'asfalto in mezzo a montagne desertiche. Montagne completamente sgombre di alcuna vegetazione. Il suolo ricoperto di erba gialla secca, pietre, terra.All'improvviso piante verdi, campi coltivati:impossibile eppure.
La gente ai bordi delle strade vende cocomeri e meloni enormi, benzina, sigarette e merende confezionate, queste sicuramente scadute.Un lungo acquedotto dissestato, ai bordi della strada, porta a spasso l'acqua.Ogni tanto delle pozze, alimentate da ci&ograve; che fuoriesce dall'acquedotto, creano divertimento per i bambini.
Arrivati ad uno dei tanti posti di blocco, ci vengono chiesti i documenti:siamo in zona di confine .
Ci chiedono se abbiamo il permesso per passare in certe zone, e noi senza gli diciamo che siamo due reporter italiani , mandati dalle Nazioni Unite, per fare filmati e foto.Allora il comandante del posto inizia ha sfogliare dei fascicoli alla ricerca dei nostri nomi, ma non riesce a trovarli e noi, pronti, gli suggeriamo che noi siamo arrivati da poco ed i fascicoli non sono stati aggiornati.
Poi ci chiedono se abbiamo con noi macchine fotografiche , ci piazzano in spalla un lanciarazzi anticarro, ad Ale, e a me una pesantissima mitragliatrice con nastri di munizioni, richiamano nelle vicinanze tutti i militari presenti nel posto, e dopo esserci messi in posa scattiamo una bella foto di gruppo. Un momento emozionante.
Finalmente riusciamo a proseguire il nostro viaggio.


