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Mystero
22 Gennaio 2005, 15:26

Con la poesia cerco la Â«terza viaÂ»
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Con la poesia cerco la Ã‚Â«terza viaÃ‚Â» 

di Alessandro Zaccuri 


Sostiene di non dormire pi&ugrave; di tre, quattro ore per notte. Ã‚Â«Devo assolutamente portare a termine quest'opera - dice -, &egrave; diventata la mia missioneÃ‚Â». Una volta tanto, non &egrave; un libro suo. O forse s&igrave;, perch&egrave; &egrave; difficile immaginare che Evgenij Evtushenko riesca ad allestire una monumentale antologia della poesia russa (Ã‚Â«Dieci secoli di letteratura - annuncia -, in tre volumi di mille pagine ciascunoÃ‚Â») senza imprimerle, in un modo o nell'altro, il proprio inconfondibile egocentrismo. 
Raccontata da lui, anche la storia della defunta Unione sovietica si trasforma in una tempestosa, trascinante autobiografia. A Torino per ricevere il riconoscimento assegnatogli dal Grinzane Cavour, l'ex enfant prodige si muove con destrezza tra gli aneddoti di una memoria che sembra pi&ugrave; lunga dei suoi imminenti 72 anni. Ã‚Â«Alla fine degli anni Ottanta - racconta - mi arriva una telefonata nel cuore della notte: "Sono il presidente Gorbaciov". A quell'epoca ero parlamentare, pensavo volesse consultarmi su qualche questione politica. Invece no. "Sono qui con mia moglie Raissa", prosegue Gorbaciov, "stavamo ripercorrendo il nostro passato. E ci siamo ricordati di quella volta che lei, giovane poeta, venne a leggere i suoi versi nella mensa dell'universit&agrave;Â . Prima di allora, non avevo mai neppure immaginato che si potesse parlare in quel modo di libert&agrave;Â , di apertura delle frontiere, di speranza. Per questo, mia moglie e io, volevamo ringraziarla"Ã‚Â». 
Evtushenko profeta della perestrojka, insomma, altro che cantore di regime. Ripete che no, non &egrave; vero che fosse il poeta prediletto dal vecchio Stalin. Ã‚Â«Qualcuno si era pure inventato che mi invitasse al Cremlino per ascoltare i miei versi. Figurarsi, mai incontratoÃ‚Â». Con Krusciov, invece, fu tutta un'altra storia: Ã‚Â«Durante un incontro pubblico se l'era presa con un artista, che tra l'altro era anche un veterano di guerra. "Se non ti piace questo Paese, vattene", gli aveva gridato. Lo avevo contestato e tutti i lacch&egrave; a gridare "Via, se ne vada anche Evtushenko". Krusciov invece si volt&ograve; verso di me e mi applaud&igrave;. Credo che negli adulatori di quel momento avesse riconosciuto i suoi futuri traditoriÃ‚Â». 
Per non dire del segretario particolare di Breznev, che lo convoca poco dopo la morte del compagno Leonida e gli mostra la lettera, sottoscritta da numerosi intellettuali, con la quale si invitava il governo a prendere provvedimenti contro Evtushenko, colpevole - quella volta - di aver criticato l'invio dei carri armati a Praga nel fatidico agosto del 1968... Ã‚Â«Eltsin? Non aveva mai letto Tolstoj, &egrave; stata questa la sua colpa - assicura il poeta -. Se avesse conosciuto "Chadzi-Murat", avrebbe capito che alla Russia non conveniva adoperare la forza in Cecenia. Meglio fare quattro chiacchiere con Dudaev, offrirgli un po' di vodka, risolvere tutto in amiciziaÃ‚Â». 
Inutile provare a tendergli un tranello, per esempio ricordandogli che anche Putin non ha fama di grande lettore. Ã‚Â«Per&ograve; va spesso a teatro - risponde - e ha avuto il merito, se non altro, di non intervenire in Iraq senza per questo entrare in conflitto con gli Stati UnitiÃ‚Â». La Russia di oggi non lo entusiasma. A preoccuparlo, tra l'altro, &egrave; il fenomeno (inedito per il suo Paese) della suddivisione in diverse classi sociali. Ã‚Â«Per&ograve; stiamo vivendo un processo irreversibile - insiste -, i giovani di oggi non sono nati in cattivit&agrave;Â  e nessuno pi&ugrave; potr&agrave;Â  rinchiuderli in una gabbia. Il vero problema, piuttosto, &egrave; su scala mondiale: dovremmo avere il coraggio di riscoprire l'insegnamento di Sacharov, costruendo un "terzo sistema" nel quale convergano tutto il meglio del socialismo e tutto il meglio del capitalismo, evitan do per&ograve; di ripetere i tragici errori del passato. Bisognerebbe seguire l'esempio di Giovanni Paolo II, che ha voluto chiedere perdono per i peccati commessi dai cristiani nel corso della storia. Anche per questo sono convinto che una visita del Papa in Russia sarebbe un fatto di estrema importanza. E non soltanto per la Russia, sia chiaroÃ‚Â». Un Evtushenko cristiano? Ã‚Â«Lo sono sempre stato - rivendica -, fin da quando mia nonna mi battezz&ograve; nella Chiesa ortodossa, di nascosto a mia madre. E sono anche convinto di aver incontrato spesso Ges&ugrave; Cristo nella mia vita, per esempio in tutte le persone che, durane la guerra, si prodigavano per salvare gli altri. In pi&ugrave; di un'occasione, anzi, mi &egrave; capitato di pensare che Dio stava assumendo le sembianze di una donna, perch&egrave; proprio dalle donne ho visto compiere azioni straordinarieÃ‚Â». Anche in questo caso, comunque, non riesce a resistere al richiamo dell'aneddoto: Ã‚Â«Quindici anni fa, quando nacque mio figlio Zenia, c'era questo fatto che il bambino non prendeva il latte. I medici non sapevano che fare. "Vada in chiesa", mi dissero. Obbedii, ma non sapevo a quale icona rivolgermi. Allora chiesi consiglio alle babuske che erano l&igrave; a pregare. Quelle ci pensarono un po', poi si trovarono d'accordo su san Pantaleone. Davanti alla sua icona c'era una coda lunghissima, ma la feci tutta, con pazienza , e baciai l'immagine esattamente nel punto dove l'aveva baciata la vecchietta prima di me. Il giorno dopo, il bambino si attacc&ograve; al senoÃ‚Â». Guarda, l'interlocutore, sorride e lascia intendere che con le parole, quando vuole, il vecchio poeta fa ancora miracoli. 

(fonte L'Avvenire)


