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Da Domani Estonia Adotta Euro
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Messaggio Da Domani Estonia Adotta Euro 
 
31/12/2010 : Dal 1 gennaio l'Estonia primo tra i paesi nati dalla disgregazione dell'Unione sovietica, userà banconote e monete in euro.
Con enormi sacrifici, ha stretto legami anche economici, dopo quelli politici e militari, con l'Europa. Ha abbandonato la corona, importante simbolo di indipendenza dall'Unione sovietica, ma solo per chiudere definitivamente le porte a un passato che non rimpiange.
Ora comincia però un'altra avventura. Un po' di inquietudine, tra gli estoni, non manca. Ai racconti dei tedeschi, degli spagnoli e degli italiani, che parlano di prezzi in aumento in pochissimo tempo – un'eventualità temuta dai più poveri, dalle tante famiglie che dipendono dalla Eesti Toidupank, la banca del cibo – si aggiunge la sensazione, cavalcata dagli euroscettici, di salire su un Titanic destinato al naufragio, in cui Tallin oltretutto non conterà nulla. Di fronte all'euro "estone" pende la minaccia di diventare il capro espiatorio di un'inflazione che promette di ripartire, tra la pressione dei prezzi alimentari in rialzo in tutto il mondo e quella di un mercato del lavoro molto piccolo, in cui mancano molte competenze, giustamente strapagate anche se la disoccupazione è del 18 per cento.
Sarà anche difficile accorgersi subito dell'assenza delle difficoltà che avrebbe comportato restare a galla con un'economia così piccola: i 14 miliardi di euro dell'Estonia sono meno di un centesimo del Pil italiano, meno di un decimo di quello irlandese. L'Estonia è poco più di un microstato, con una popolazione appena superiore a quella di Milano città. Troppo piccola, insomma, per sopravvivere davvero da sola, con una propria moneta, e un passato "sovietico", sia pure subìto e contrastato, da far dimenticare.
Il governo spera che si vedano almeno quegli investimenti esteri su cui ha puntato tutto. Perché mantenere infatti uno stato relativamente leggero, con un debito pubblico pari all'8% del Pil, un deficit che non ha mai superato, neanche nei momenti neri, la soglia del 3 per cento, un'aliquota fiscale flat del 22% e un tessuto economico favorevole al business? Per un solo motivo: attirare gli stranieri, finora piuttosto timidi. La strategia Estonia 2020 punta a questo: spingere la produttività, anche con un aumento delle spese di ricerca e sviluppo del paese al 3% del Pil, quasi un record (l'Italia è all'1%).
Per Eurolandia l'ingresso dell'Estonia ha un valore soprattutto simbolico. L'Estonia può infatti fare da traino agli altri paesi baltici, Lituania e Lettonia,  e potrebbe persino - con un meccanismo di imitazione e stimolo "in periferia" tipico delle vicende europee - spingere altri paesi dell'est, ormai in ritardo, ad avvicinarsi all'euro. Le ripicche polacche degli anni scorsi, la decisione ungherese di ridurre fortemente la libertà di stampa sono rigurgiti autoritari che, malgrado la diversa etichetta politica, guardano a un passato da dimenticare. In politica come in economia, a oriente come a occidente.

Articolo tratto da Il Sole 24 Ore
 




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