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La Storia del Forum

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La legge è uguale per tutti...
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Messaggio La legge è uguale per tutti... 
 
La più grande ingiustizia è che la legge è uguale per tutti. Non ricordo chi lo ha detto ma dopo alcune riflessioni ho capito che è vero. Per inquadrare l'argomento riporto di seguito la risposta ad una mia lettera inviata agli esperti del sito www.ilpassaporto.it. Risponde il sig. Buttazzo, che saluto, avvocato esperto nella condizione dello straniero sotto il profilo legale e sociologico.

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Discriminazione tra italiani

 Ho da poco scoperto il vostro sito e vi scrivo in merito ad una questione di immigrazione sulla quale vorrei sentire il vostro parere.
Ho l'impressione che i miei diritti di cittadino italiano non siano uguali a quelli dei miei connazionali. Io infatti non posso convivere con la mia ragazza perchè lei è di nazionalità  russa e quindi extra-comunitaria.
Non cito qui le regole riguardanti l'immigrazione perchè posso comprendere che siano fatte per garantire una certa sicurezza nazionale, ma il fatto è che io, cittadino italiano, non ho neanche la possibilità  di farmi garante per la mia ragazza, che ha due lauree ed un regolare lavoro in patria, e che non è affatto un pericolo per lo stato italiano.
Correggetemi se sbaglio ma mi sembra che ci siano diritti diversi per i cittadini europei e non (un cittadino della comunità  europea può vivere in Italia senza problemi) ma anche tra cittadini italiani (io non posso convivere con la mia ragazza). Secondo voi come posso far valere i miei diritti?
 
La questione che lei pone è molto interessante e non si può esaurire nel poco spazio a disposizione. Inoltre investe molti piani, non ultimi quelli di natura filosofica che riguardano i diritti fondamentali dell'uomo. Tuttavia i singoli Stati possono, a volte devono, avere delle politiche di immigrazione che dipendono da diverse circostanze. Tali norme appaiono spesso limitative anche di diritti fondamentali ma è facile comprendere quanto siano necessarie.
Nel caso specifico, la sua fidanzata potrà  venire in Italia con il rilascio di un visto turistico oppure con un visto per motivi di lavoro. In quest'ultimo caso si dovrà  attendere che il governo italiano emani un nuovo decreto, dopo quello di febbraio, con le quote di lavoratori extracomunitari necessarie, a quel punto si potrà  presentare la relativa domanda. Allo stato attuale, la pura e semplice volontà  di convivere non trova adeguata tutela nel nostro ordinamento giuridico.
Antonio Buttazzo (09 maggio 2005 - ore 17.46)
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Questa risposta non dice nulla di nuovo per risolvere il problema ma evidenzia due spunti interessanti: i diritti dell'uomo e la sicurezza nazionale. I singoli stati devono avere delle politiche di immigrazione adeguate alle circostanze, cioè alla criminalità , al terrorismo, al contrabbando e via dicendo. Ma fino a che punto questa politica può arrivare a ledere i diritti dell'uomo? Il fatto che lo stato non consideri affatto la convivenza tra due persone può essere vista come una limitazione della libertà  del cittadino italiano. D'accordo che uno straniero può arrivare in Italia come lavoratore (sempre che riesca ad imparare l'italiano e a trovare un lavoro pur non risiedendo in Italia), ma non è affatto facile rientrare nelle quote prescritte dal governo e non è affatto sicuro che chiunque presenti domanda sia accolto.
Non è molto carino che un onesto cittadino sia paragonato ad un criminale e che la sua vita e la sua libertà  siano ostacolate dal proprio governo.
Vorrei davvero sentire i vostri commenti per una riflessione sul tema perchè fra di voi ci sono esperti di diritto, filosofia, sociologia e ci sono persone che davvero capiscono questa situazione.
 



 
hitman Invia Messaggio Privato MSN Live
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Caro Hitman, la questione è davvero interessantissima e bellissima, almeno per me, in quanto amico dei russi, in quanto non ostile allo "straniero" e in quanto studioso di questi argomenti.
Credo di aver già  sostenuto tante volte in altri post che le leggi restrittive sull'immigrazione favoriscono solo l'immigrazione illegale su cui prosperano tanti soggetti anche criminali. Inoltre, questa restrittività  è funzionale alle esigenze del mercato del lavoro interno, che è il vero nodo da guardare quando parliamo di migrazioni. Subordinare il permesso di soggiorno al contratto di lavoro è chiaro che rende tutti più ricattabili. Ovviamente questo è solo il tema, che andrebbe poi sviluppato e lo farò, come ti ho detto nella pagina del sondaggio, al ritorno dal mio viaggio.
Il problema della relazione stato-nazione/diritti dell'uomo è strettamente connesso a questo problema, ma sarebbe un discorso molto complesso su cui ragionare. Mi scuso se a qualcuno sembrerà  al solito che io voglia vantarmi e fare il professore, ma, solo per darti una idea di quanto sia complesso il problema, a questo tema ho dedicato il mio corso universitario di Sociologia delle relazioni etniche di questo anno: "razzismo, stato nazione e cittadinanza".
Quello che intanto posso dirti è questo, solo per avviare una prima riflessione.
In primo luogo non è possibile prescindere dalla storicità  di ogni istituzione e la vicenda storica dello stato moderno (aggettivo in realtà  pleonastico) è fondamentale per comprendere le problematiche e le contraddizioni che devono affrontare coloro che compongono i flussi delle migrazioni internazionali. La politica di uno stato e l'ideologia su cui si fonda è sempre il frutto di complesse stratificazioni storiche e complesse sedimentazioni ideologiche, utili a ottenere il consenso interno e la coesione dello stato e utile anche a gestire il potere e le relazioni che da esso dipendono. Questo per esempio può già  essere un elemento utile per comprendere perchè tanto da destra che da sinistra le politiche sull'immigrazione siano state restrittive (anche se a destra sono poi condite dal razzismo, da una certa idea dei rapporti tra le culture, da una certa idea dell'appartenenza nazionale e via dicendo).
In secondo luogo, l'altro problema è che i diritti di cittadinanza, strettamente connessi con i diritti dell'uomo (nascono entrambi con la Rivoluzione francese), vivono una contraddizione fondamentale: cioè il fatto che la nozione di cittadinanza indica la piena e attiva appartenenza a uno stato-nazione. Comprendi bene che uno stato oltre a includere [i:8e5e6a2957]esclude[/i:8e5e6a2957]. Quindi chi non vi appartiene non ha gli stessi diritti di cittadinanza e questo entra in contraddizione con la nozione di diritti dell'uomo (il caso della convivenza da te citato è uno di questi, ma è uno dei tanti possibili). Quindi la cittadinanza, e i diritti ad essa connessi, sono uno strumento indispensabile di esclusione sociale, soprattutto nei confronti degli stranieri.
Ripeto questo è solo il tema, va poi sviluppato. Ma già  da questi eleemti si può cominciare una riflessione.
Spero di avere dato un buon contributo e di essere stato chiaro. Ne riparliamo!

Lo avevo già  fatto mesi fa, quando segnalai la nascita del sito ilpassaporto.it, ma voglio farlo ancora adesso sulla scia della segnalazione di Hitman. Questo sito è davvero ottimo e interessante, anche io ho sottoposto quesiti agli esperti e sono molto preparati e disponibili.

Rodofetto
 




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Rodofetto Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live Skype
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Rodofetto,
grazie dell'intervento. Diciamo che io in Italia mi sento come te nel forum (in questi giorni). Non condivido le idee di talune persone e non capisco l'utilità  di certe leggi. Forse perchè non conosco così bene la storia passata o la società  moderna. Credo comunque che i riferimenti su cui spesso si basa la politica siano sbagliati. Si parla di persone come numeri, come “stranieri” non in tono dispregiativo, ma senza avere la piena coscienza che le persone sono tutte uguali, molta gente vede gli stranieri come delle persone poco affidabili. Poi è stata data loro l'etichetta di extra-comunitari. Spesso indice di una qualche inferiorità . Dammi un'etichetta e mi avrai negato. Ma anche gli svizzeri sono extra-comunitari. Questo comunque è un altro discorso. Credo davvero che i riferimenti della classe politica, della società , delle istituzioni siano sbagliati. Forse il mondo sarebbe migliore se il riferimento fosse l'amore, come hanno raccontato tanti profeti. Ma forse è una cosa così semplice che la gente fatica a rendersene conto.

Stefano,
solo ora ho pensato bene alla tua situazione. Una di quelle cose che ti fa venire voglia di non essere più italiano. Ma scusa perchè hai scritto al wwf? Sei una specie protetta? ;)


p.s. Rodofetto, se vorrai inviarmi qualche scritto a proposito di quel corso universitario te ne sarei grato. Forse non risolverà  niente ma forse mi aiuterà  a capire qualcosa di più.
 



 
hitman Invia Messaggio Privato MSN Live
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[quote:8ff7c436d9="hitman"]Rodofetto,
grazie dell'intervento. Diciamo che io in Italia mi sento come te nel forum (in questi giorni). Non condivido le idee di talune persone e non capisco l'utilità  di certe leggi. Forse perchè non conosco così bene la storia passata o la società  moderna. Credo comunque che i riferimenti su cui spesso si basa la politica siano sbagliati. Si parla di persone come numeri, come “stranieri” non in tono dispregiativo, ma senza avere la piena coscienza che le persone sono tutte uguali, molta gente vede gli stranieri come delle persone poco affidabili. Poi è stata data loro l'etichetta di extra-comunitari. Spesso indice di una qualche inferiorità . Dammi un'etichetta e mi avrai negato. Ma anche gli svizzeri sono extra-comunitari. Questo comunque è un altro discorso. Credo davvero che i riferimenti della classe politica, della società , delle istituzioni siano sbagliati. Forse il mondo sarebbe migliore se il riferimento fosse l'amore, come hanno raccontato tanti profeti. Ma forse è una cosa così semplice che la gente fatica a rendersene conto.
[b:8ff7c436d9]
Beh allora siamo in due! Anche io in Italia mi sento come me stesso nel Forum Quello che dici sul modo in cui si parla delle persone immigrate, cioè come numeri o con etichette, come in generale una categoria indistinta, è il vero problema, figlio del nazionalismo. Infatti la Nazione ci fa dire NOI e gli ALTRI, contrapponendoci. Bisognerebbe approfondire meglio e lo faremo, ma io adesso sono in partenza arriva la mia lei   e la vado a prendere.[/b:8ff7c436d9]


p.s. Rodofetto, se vorrai inviarmi qualche scritto a proposito di quel corso universitario te ne sarei grato. Forse non risolverà  niente ma forse mi aiuterà  a capire qualcosa di più.
[b:8ff7c436d9]
Se mi fai avere il tuo indirizzo posso spedirti intanto il mio libro sulle migrazioni internazionali, tralaltro devo spedirne copia anche a luchetto. Al mio ritrno ti manderò anche altre cose non mie[/b:8ff7c436d9][/quote:8ff7c436d9]

Un abbraccio

Rodofetto
 




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Rodofetto Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live Skype
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Messaggio Re: La legge è uguale per tutti... 
 
[quote="spakkio"][quote:dae25d0d2a="hitman"]La più grande ingiustizia è che la legge è uguale per tutti. [/quote:dae25d0d2a]
Purtroppo "hitman" la legge non è uguale per tutti. Tra un cittadino extracomunitario che entra legalmente ed illegalmente c'è un'enorme differenza. Ora come ora è più tutelato quello irregolare che quello regolare, questo è quello che mi sembra di vedere e di capire.
Purtroppo le leggi italiane, (come quelle europee) seppur nuove(??) sono vecchie e becere. Anzichè avere un'occhio di riguardo per cittadini extracomunitari, il bello solo "alcuni", (evitare interpretazioni razzistiche, il perchè dell'utilizzo "alcuni" sarà  spiegato più avanti) che entrano legalmente in italia, pertanto si parte dal presupposto che essi siano onesti, con l'intenzione di arrivare in tale nazione per turismo o per lavoro, come per i cittadini italiani (europei) sposati con una persona extracomunitaria, tali leggi se ne fregano calpestando così la dignità  umana del cittadino stesso come quella del suo bene più caro, come anche quella dell'extracomunitario onesto.

Sulle quote di lavoro potrei essere anche d'accordo, anche se ciò mi lascia molto perplesso sul come vengono attuati i controlli. Oppure se non hai nessuno che ti offre un lavoro che ci vieni a fare?? Infatti in germania, extracomunitario e non, se non si poteva e tuttora dimostrare un lavoro sicuro e certo, col cavolo che lo straniero entra oppure soggiornare per un periodo superiore a quello prestabilito (quest'ultimo punto era e presumo sia valido tuttora in austria, nazione che venne definita, in un reportage giornalistico di alcuni anni fa andato in onda sulla RAI, come la culla del nuovo neonazismo europep). Sarà , è o era una forma xenofoba? Io credo proprio di no. E' solo una tutela nei confronti dei cittadini stessi come per il cittadino straniero che in quelle nazioni ci lavora. Se tu hai lavoro bene, altrimenti te ne stai o te ne ritorni a casa tua. Di qua cosa vieni a fare se non hai lavoro oppure se noi non siamo è in grado di fornirti o di trovarti un lavoro. Potrebbe essere una forma di pensiero, giusto, attuato da queste due nazioni. Certo potremmo stare qua a discutere per secoli e sicuramente qualcuno mi ridirà  che sono razzista, però per lo meno, in questo caso, la dignità  umana è tutelata e non viene calpestata come invece avviene qua in italia, "ora". Chi ha orecchie per intendere intenda altrimenti chissenefrega.
E' anche vero che si potrebbero avvantaggiare quei cittadini extracomunitari che sono sposati o che hanno intenzione di sposarsi perchè fidanzati con un cittadino italiano (purtroppo non so come il tutto funziona nelle altre nazioni europee), come il creare matrimoni programmati in base alle quote lavoro prestabilite di anno in anno (pura utopia), o attuando un qualcosa che possa essere d'aiuto per la ricerca di un lavoro da applicare nel momento in cui il cittadino italiano dimostra di non avere un sostentamento adeguato per condurre una vita di coppia (pertanto farsi garante della futura sposa). Ma anche qua subentrerebbe il discorso di discrimazione, ovvero uno/a che richiede il matrimonio sì, uno/a che non lo richiede no? Di certo con una situazione di questo tipo subentrerebbero altri fattori, quali eventuali divorzi nel momento in cui l'obbiettivo è stato raggiunto. Ma se succede ciò è anche per una non profonda conoscenza della persona con la quale si ha intenzione di portare a termine un legame affettivo, ovvero il matrimonio, causato da un diniego da parte dello stato di poter far arrivare in tutta pace e tranquillità  la propria persona amata. Ditemi voi come fanno due persone che si vedono 2 volte in nemmeno sei mesi, per 40-50 giorni complessivi, a parlare di matrimonio dopo sei mesi dal giorno che si sono conosciuti? Colpo di fulmine oppure innalzamento vertiginoso di testosterone portando costoro ad una forma di arrappamento matrimoniale? Mah!! e poi se si sposano e dopo nemmeno 3 mesi capita il fattaccio, perchè tutti i nodi vengono a galla, come incompatibilità  di carattere, magari si credeva che si andava d'amore d'accordo, e tutto il resto ed ora sono li che piangono? Certo il matrimonio in alcuni paesi è una cosa abbastanza leggera, oggi mi sposo domani mi divorzio e così via, mentre da noi, mi pare, che sia considerato come il culmine di una vita di coppia, come le mie considerazioni sono solo farneticazioni. Ho letto e continuo a leggere molte storie su questo tema, non qua fortunatamente, ma da altre parti, dove molti piangono per matrimoni, veloci, terminati con ragazze extracomunitarie (non solo dell'est ma anche sudamericane in genere) dicendo non proprio paroline belle rivolte alla dolce ex altra metà ....ma io l'amavo e lei mi amava...come mai? perchè??. Certo, queste cose succedono anche tra connazionali, dopo anni e anni di matrimonio. E' anche vero che dopo anni possono nascere delle discrepanze che portano così al divorzio, ma un lasso di tempo irrisorio (3-6 mesi) mi pare che sia solo per un interesse economico o per eventuali altre tipologie di interesse.

Le leggi per il rilascio del visto sono discriminatori a favore di "alcune" nazioni rispetto ad altre. Perchè un cittadino della ex unione sovietica, come cittadini di altre nazioni extracomunitarie devono fare una trafila burocratica mentre cittadini di altre nazioni, sempre extracomuntarie, (USA, Brasile, Cile, Perù, Giappone, etc etc etc, basta andare sul sito del ministero degli esteri troverete un bel elenco di tutte le nazioni con obbligo di visto e non), tale trafila non la devono fare ma hanno solo l'obbligo di registrazione presso il comissariato di zona e richiesta di permesso di soggiorno turismo nel caso in cui la permanenza sia di oltre un mese? In base a cosa la comunità  europea ha stabilito ciò? Economia di un paese rispetto ad un'altro, tenore di vita di un cittadino rispetto ad un'altro cittadino extracomunitario? Questo mi piace quell'altro no? In quella nazione ci sono tantissime/i intelligenti ma soprattutto belle ragazze/i rispetto quell'altra nazione, mentre qua (in italia) no? Sotterfugi politici?? Insomma sembra una barzelletta ma purtroppo è vero...Sono domande che noi non avremo mai una risposta. Noi comuni mortali possiamo fare solo supposizioni senza senso per non arrivare, ad una conclusione logica, un pò come dire, "le vie del signore sono infinite".

Per quanto riguarda il libero soggiorno di una persona europea all'interno degli stati membri, (rif. articolo riportato da hitman) in teoria sono tutte balle.
Secondo le leggi vigenti negli stati membri, anche il cittadino europeo ha l'obbligo di registrarsi, entro le famose 48 ore dal suo ingresso ma tale operazione non viene e non verrà  mai fatta, come il richiedere il permesso di soggiorno oltre il mese di permanenza.  Si può dire che tale legge, seppur esistente ma mai applicata dall'interessato, anche perchè sono pochissimi che ne sono a conoscenza, ha una enorme lacuna: il diretto interessato come fà  a dimostrare la data del primo ingresso in una nazione, ora che le frontiere sono pressochè inesistenti? Tale legge (solo teorica ma siccome è scritta esiste), mette giustamente il cittadino comunitario sullo stesso piano di quello extracomunitario di molte nazioni ad eccenzion fatta di quelle che sono soggette a visto perchè hanno una pratica burocratica in più da svolgere.

La nota dolente è che l'america, tanto odiata e tanto razzista, dimostra per l'ennesima volta di essere avanti anni luce a noi europei. Infatti rilascia la Fiancee Visa (ovvero visto per fidanzati) senza alcuna difficoltà  Questa è una soluzione davvero intelligente in quanto solo vedendosi spesso, convivendo per parecchio tempo assieme si ha la vera possibilità  di conoscersi meglio e a fondo e magari l'altra dolce metà , nel frattempo, può avere anche la possibilità  di trovarsi o crearsi un lavoro dignitoso attinente alle sue capacità  intelletive. L'unica differenza è che i burocrati di tale nazione di questo fatto ne sono a conoscenza, mentre i nostri, se ne infischiano.

Morale di tutto ciò, noi possiamo parlare, discutere, incavolarci l'uno con l'altro senza cambiare nulla. Purtroppo noi non abbiamo voce in capitolo. Puoi votare l'uno o l'altro, ma alla fine il tram tram rimarrà  sempre lo stesso. Sono solo i politici ad aver voce in capitolo ma non avendo un loro interesse (tornaconto personale), se ne fregano altamente inventando, creando e modificando leggi ed articoli, che per coloro che vivono nella legalità  e nell'onestà , non hanno ragione di esistere, facendo diventare questa nazione un covo di persone clandestine che vivono nell'illegalità  tramite le più svariate forme di sostentamento. Forse è qua il guadagno dei nostri cari illustri uomini politici? Purtroppo sono solo domande che noi ci poniamo e che purtroppo rimarranno senza una risposta.
 




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È appurato che: "L'imbecillità di certe persone non conosce confini ed è inevitabile come il sole, la pioggia, il buio e la luna."
 
Ultima modifica di Speck il 18 Mag 2005, 13:44, modificato 18 volte in totale 
Speck Invia Messaggio Privato ICQ
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Certo Spakkio, una chiara analisi. Soprattutto riguardo il punto su come fa una persona a capire se è pronto per il matrimonio oppure no dato che non ha la possibilità  di convivere con il partner? Proprio una bella discriminazione! Complimenti all'Italia ed alla Comunità  Europea tutta. C.E. che, come dici tu, discrimina la persone in base al loro paese d'origine. Tu vieni da uno stato ricco? Bene, non hai bisogno del visto. Tu vieni da uno stato dove l'economia non è proprio stabile? Mi spiace, non c'è posto per te. E ti faccio sudare e ti faccio pagare dei soldi anche se vuoi entrare nello stato come turista.
Io capisco la sicurezza nazionale ma ci sono casi in cui queste misure di sicurezza fanno più male che bene. A chi fanno male? Vedere il sondaggio nell'altro topic.
 



 
hitman Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio un bell'esempio per rimanere in tema 
 
Su Repubblica l'articolo "Mohamed Salim, il migrante fantasma " http://www.repubblica.it/2005/b/rub.../moha/moha.html
racconta la solita storia di burocrazia italiana. Ciao Rago Ecco l'incipit:

"Chissà  se ha senso raccontare la storia di Mohamed Salim.
C'è un dubbio fondamentale: non è certo che egli esista. Alcune testimonianze fanno ritenere di sì. Per esempio, la senatrice Tana de Zulueta sostiene di avergli parlato, un avvocato afferma addirittura d'essere in possesso di un documento firmato da lui. Indizi pesanti. Eppure altri elementi fanno propendere per la tesi dell'inesistenza. Il più importante di tutti è l'incondizionata fiducia che si deve avere nella sensibilità  del nostro governo in materia di diritti umani. Infatti, se per ipotesi si dimostrasse l'esistenza al mondo di Mohamed Salim (e d'altri cinquantatrè migranti approdati a Lampedusa assieme a lui) bisognerebbe concludere che il nostro paese ha, rispetto ai diritti umani, un atteggiamento un po' distratto.
 




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rago Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage Skype
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Grazie Rago,

ma non solo lo stato è distratto. Ho fatto un preventivo via internet con una nota assicurazione. Ho ipotizzato di assicurare un'auto italiana di piccola cilindrata, nuova. L'assicurato è un maschio di 30 anni, vive a Milano, custodisce l'auto in un box e non percorre più di 10.000 km l'anno. Il massimale è di 1.600.000 euro.
Bene, mantenendo questi dati invariati ho cambiato la nazionalità  dell'assicurato.
Se l'assicurato è italiano il prezzo annuo dell'assicurazione rca è di 680 euro.
Se l'assicurato è russo, marocchino, albanese, afganistano il costo annuo è di 999 euro.
Strano anche il fatto che solo per il cittadino italiano l'assicurazione ha previsto sul proprio sito web la possibilità  di assicurare anche contro furto/incendio.
 



 
hitman Invia Messaggio Privato MSN Live
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Solo un saluto da Roma, non ho tempo per affrontare adesso questioni così delicate e complesse come quelle fin qui sollevate.

Un piccolo inciso sulla nuova firma di Hitman, che mi piace tanto. Un vecchio barbuto nato a Treviri qualche tempo fa nella [i:eedd5a3245]Critica al programma di Gotha [/i:eedd5a3245]aveva scritto che il diritto per essere giusto doveva essere diseguale!!! Chissà  perchè?

Rodofetto
 




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Rodofetto Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live Skype
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Be', sai Hitman, è una questione di statistiche. Gli extracomunitari fanno più incidenti degli italiani? Facciamo pagar loro più soldi per  l'assicurazione.
I furti sono concentrati soprattutto tra immigrati di nazionalità  albanese? Non facciamoli entrare in Italia. Pragmatismo ci vuole, nell'interesse comune.
Che poi qualche brava persona ci vada di mezzo, è un prezzo ragionevole per il bene pubblico, no?
Ah, dimenticavo...  le statistiche dicono anche che oltre il 90% dei delitti in Italia  è commesso da maschi di età  compresa tra i 20 e i 40 anni.
Devo suggerire una soluzione?
Magari preparate le valigie, prima  
 



 
Kesha Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: un bell'esempio per rimanere in tema 
 
[quote:8b136f4468="rago"]
Infatti, se per ipotesi si dimostrasse l'esistenza al mondo di Mohamed Salim (e d'altri cinquantatrè migranti approdati a Lampedusa assieme a lui) bisognerebbe concludere che il nostro paese ha, rispetto ai diritti umani, un atteggiamento un po' distratto.[/quote:8b136f4468]
Diciamo che il nostro paese su certi temi ha le mani molto legate per non dire non ha le palle, perchè siamo bigotti come in america (ecco cosa ci accomuna), ma anche perchè ha creato un precedente una decina di anni fa, precedente non creato dall'australia nonostante l'indignazione di molte nazioni, guardacaso europee in primis l'italia.
Purtroppo all'epoca eravamo in balia di giornalisti che non vedevano l'ora di dire che l'italia era xenofoba (basta vedere ciò che dissero in quegli anni nei riguardi dell'austria in un servizio mandato in onda su RAI 3, se mi ricordo bene, come dibattito durante lo scoppio dell'ondata xenofoba in germania. Il bello era che tale servizio, nonostante le castronate che dicevano coloro che erano in sala come ospiti a riguardo del servizio proposto, era ben distante da quello che stava realmente succedendo in germania). Tutt'ora siamo in balia di un'europa, che ci disse apertamente "sono caxxi vostri" ma alla prima occasione ci bacchetta per colpa di una nostra debolezza politica e forse anche per quanto riguarda il nostro bigottismo. (vedi straburgo giorni or sono sul discorso dei nostri rimpatri forzati).
 




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Speck Invia Messaggio Privato ICQ
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[quote:5f45cbc196="Rodofetto"]Solo un saluto da Roma, non ho tempo per affrontare adesso questioni così delicate e complesse come quelle fin qui sollevate.

Un piccolo inciso sulla nuova firma di Hitman, che mi piace tanto. Un vecchio barbuto nato a Treviri qualche tempo fa nella [i:5f45cbc196]Critica al programma di Gotha [/i:5f45cbc196]aveva scritto che il diritto per essere giusto doveva essere diseguale!!! Chissà  perchè?

Rodofetto[/quote:5f45cbc196]

"Summa iustitia, summa iniuria. "
 



 
eyes Invia Messaggio Privato
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[quote:e3590fbf84="hitman"]Grazie Rago,

ma non solo lo stato è distratto. Ho fatto un preventivo via internet con una nota assicurazione. Ho ipotizzato di assicurare un'auto italiana di piccola cilindrata, nuova. L'assicurato è un maschio di 30 anni, vive a Milano, custodisce l'auto in un box e non percorre più di 10.000 km l'anno. Il massimale è di 1.600.000 euro.
Bene, mantenendo questi dati invariati ho cambiato la nazionalità  dell'assicurato.
Se l'assicurato è italiano il prezzo annuo dell'assicurazione rca è di 680 euro.
Se l'assicurato è russo, marocchino, albanese, afganistano il costo annuo è di 999 euro.
Strano anche il fatto che solo per il cittadino italiano l'assicurazione ha previsto sul proprio sito web la possibilità  di assicurare anche contro furto/incendio.[/quote:e3590fbf84]


è normale.....il premio si basa sul rischio.....e anche il bomus-malus è parametrato al rischio calcolato sul "curriculum" dell'assicurato. Le polizze a napoli costano piu che ad Aosta perche l'incidente è fenomeno molto piu comune e secondariamente anche perche le truffe a danno delle assicurazioni sono numerosissime. le persone di certi paesi commettono mediamente piu incidenti. Questo è un dato di fatto., è matematica e quindi è indiscusso. è normale quindi che ogni circostanza che puo aumentare il rischio, aumenta il premio. ( precedenti incidenti, e ogni altro dato utile a "definire" il potenziale rischio che un cliente puo portare all'Assicurazione). Lo stesso avviene per ogni tipo di polizza. ( es banale: assicurazione sulla vita di 25 enne e di 65 enne)
 



 
eyes Invia Messaggio Privato
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certo l'esempio dell'assicurazione non calza a pennello, è comunque un altro esempio in cui le normative uguali per tutti portano ad una discriminazione. io devo pagare un certo prezzo solo perchè rientro in una fascia d'età  considerata a rischio. questo anche se non ho mai fatto alcun incidente.
 



 
hitman Invia Messaggio Privato MSN Live
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[quote:a656e11b09="hitman"]certo l'esempio dell'assicurazione non calza a pennello, è comunque un altro esempio in cui le normative uguali per tutti portano ad una discriminazione. io devo pagare un certo prezzo solo perchè rientro in una fascia d'età  considerata a rischio. questo anche se non ho mai fatto alcun incidente.[/quote:a656e11b09]

e allora perchè devo pagare una rc piena e sentirmi dire, quando mi sfasciano la macchina non per negligenza mia ma per colpa del rincoglionito di turno che non rispetta il diritto di precendenza ("mi scusi sapevo che c'era il cartello, sà ! piove ho frenato anche se ho le gomme nuove la macchinata è scivolotata... " ma vai a farti inc....e da un cammello asiatico gli volevo rispondere) e sentirmi dire "le [i:a656e11b09]diamo 1200 euro perchè la sua macchina è vecchia e il contachilometri segna 330.000 km??? [/i:a656e11b09] " "e allora....[i:a656e11b09]la mia old hrenovo car può anche avere 1.000.000 di km e allora???? della mia hrenovo sport car io sono contentissimo, io voglio quel modello trovatemene una uguale, sempre se la trovate altrimenti c****e fuori i soldi.[/i:a656e11b09] "   
 




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È appurato che: "L'imbecillità di certe persone non conosce confini ed è inevitabile come il sole, la pioggia, il buio e la luna."
 
Speck Invia Messaggio Privato ICQ
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[quote:4101da6262="hitman"]certo l'esempio dell'assicurazione non calza a pennello, è comunque un altro esempio in cui le normative uguali per tutti portano ad una discriminazione. io devo pagare un certo prezzo solo perchè rientro in una fascia d'età  considerata a rischio. questo anche se non ho mai fatto alcun incidente.[/quote:4101da6262]

leggi questa piccola provocazione: perche i ricchi pagano piu tasse dei poveri? è una discriminazione?
 



 
eyes Invia Messaggio Privato
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Spakkio,

ma l'assicurazione non la si paga in base al valore dell'auto? Se l'auto vale 1200 non ti danno di più. Poi è ovvio che quando si stratta di ricevere non ci sono problemi per le assicurazioni ma quando si tratta di dare...

Eyes,

credo che sia una discriminazione anche quella. In Russia ad esempio tutti pagano il 13% mi sembra. Non trovo giusto che una persona che guadagna più di un'altra perchè magari si fa il mazzo per tirare avanti un'azienda che da' lavoro ad altre persone debba pagare di più.
 



 
hitman Invia Messaggio Privato MSN Live
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hitman, ma come fai a dire che è una discriminazione?

"Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità  contributiva. Il sistema tributario è uniformato a criteri di progressività ."  

Questo articolo della nostra Costituzione che traduce il concetto che “più uno è ricco più deve pagare”  è alla base di tutte le moderne forme di Stato, ed è stato ribadito sia dalla Rivoluzione inglese che da quella francese. Questi movimenti si erano infatti già  resi conto che non può esserci giustizia, intesa come equilibrio dei gruppi di una collettività , se non vi è una corretta perequazione dei beni. Lo Stato dovrebbe quindi pretendere una maggior contribuzione da parte dei benestanti così da non gravare sui meno abbienti e ridurre il più possibile il divario tra ricchi e poveri in modo da ottenere società  più equilibrate e durature.
 



 
Kesha Invia Messaggio Privato
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Certo sul fatto di ridurre il divario tra ricchi e poveri sono d'accordo. Se funzionasse. Non ci ho pensato abbastanza dato che non ho il problema di essere ricco ;) e non posso neanche evadere le tasse dato che il salario mi arriva già  scremato.  
 



 
hitman Invia Messaggio Privato MSN Live
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Caro hitman, come ti capisco.

Ogni commento sulla evasione fiscale in Italia, oltre che superfluo, sarebbe oltremodo offensivo della intera categoria di soggetti a reddito fisso (lavoro dipendente) che, si badi bene, non sono più onesti degli altri, ma semplicemente privi di alcuna difesa, sia pure legittima quando trattasi di pura sopravvivenza, di fronte alla voracità  dello Stato.

Secondo statistiche attendibili, il 70% delle entrate tributarie è rappresentato da:
· Ritenute alla fonte effettuate dal Sostituto d'imposta (Datore di lavoro) al lavoratore dipendente;
· Imposizione indiretta sui consumi (IVA, accise sui prodotti petroliferi etc.).

L'intero popolo delle partite IVA (con il beneficio di qualche eccezione per non essere accusati di eccessiva generalizzazione), quali persone giuridiche, ditte individuali, professionisti etc., pagano quello che vogliono e/o ritengono giusto.

Questo è attualmente il quadro della realtà  italiana  
 



 
Kesha Invia Messaggio Privato
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