La risoluzione della Dieta polacca e la posizione della Russia
La Russia ritiene che la risoluzione della Dieta polacca riguardante gli avvenimenti del 17 Settembre 1939, che condanna “l’aggressione” dell’URSS contro la Polonia, arrechi un grave danno agli sforzi per l’avvio di normali rapporti di buon vicinato tra i nostri Paesi. Lo dice un commento diffuso oggi dal Dipartimento “Informazione e Stampa” del Ministero degli Esteri della Federazione Russa. Nella risoluzione, votata mercoledì, per la prima volta nei confronti delle azioni dell’URSS contro la Polonia durante la Seconda Guerra Mondiale si usa la parola “genocidio”. Il dicastero diplomatico russo constata che Mosca ha dato un chiaro segnale che la Russia è pronta a costruire con la Polonia rapporti costruttivi, basati sul rispetto reciproco, compreso nei confronti dei delicati problemi storici. In questo senso ci spiace di dovere constatare che il massimo organo legislativo della Polonia, trattando questo tema sensibile non solo per i polacchi ma anche per i russi, ucraini e bielorussi, vi immettere tendenziosità e politicizzazione,- dice il commento del Ministero degli Esteri russo.
La Russia e la Nato intendono riprendere la cooperazione
La Russia e la Nato intendono riprendere la cooperazione a pieno regime. Il problema è stato discusso ad un incontro che il Ministro degli Estrei russo Serghej Lavrov ha avuto a New-York con il Segretario Generale della Nato Anders Fog Rasmussen. Come comunica il nostro corrispondente, le Parti hanno esaminato le prospettive della ripresa del lavoro del Consilio Russia-Nato. All’incontro si è parlato anche dell’eventuale transito, attraverso il territorio russo, dei carichi militari americani per i bisogni delle forze internazionali presenti in Afganistan. La Russia e la Nato sono interessate anche alla lotta congiunta contro il terrorismo, la pirateria, a garantire un’efficace difesa antimissile e il regime della non proliferazione dell’arma nucleare. È stato deciso che Rasmussen compierà una visita a Mosca entro la fine di quet’anno.
Il Caucaso del Nord può essere un modello di tolleranza nei rapporti interetnici
Il Caucaso del Nord dove vivono fianco a fianco più di cento popoli può essere un modello di tolleranza nei rapporti interetnici per le altre regioni della Russia. Il Ministro della Cultura della Federazione Russa Alexandr Avdeev lo ha detto nella sua intervista all’agenzia ITAR-TASS a Nalcik, capitale della Kabardino-Balkaria dove è in corso una seduta del Consiglio di coordinamento per la cultura. Il Ministro ha sottolineato che la tolleranza è un principio fondamentale e una condizione necessaria per il mantenimento della pace e lo sviluppo economico-sociale del Paese.