In Russia il Fisco ancora protagonista: ora è il turno di Vimpelcom
Non avrà riflessi sul debito sovrano, ma sicuramente non farà bene ai corporate questa nuova offensiva del Fisco russo. Nel mirino Vimpelcom, società telefonica che non ha mire politiche, ma forse dà fastidio a "qualcuno"...
L'evento principale della settimana passata è stata l'accusa che le autorità fiscali federali hanno formalmente rivolto a Vimpelcom (il secondo operatore di telefonia mobile in Russia) per evasione fiscale relativa a 157 milioni di dollari imposte non pagate nel 2001. Secondo la società la maggior parte della richiesta da parte delle autorità fiscali si riferisce a transazioni intrasocietarie con KB Impulse, la controllata che detiene le licenze di telecomunicazione nella regione di Mosca. L'ammontare della richiesta (circa 52 mln$ di imposte sul reddito e 30 mln$ di IVA, piu' penalità ed interessi) appare considerevole se comparata con il reddito ante imposte consolidato della società nello stesso periodo, pari a 69 mln$. La richiesta mette Vimpelcom in una situazione piuttosto precaria e non è ancora chiaro se seguiranno ulteriori richieste e che impatto avranno sulle covenant delle obbligazioni che la società ha in circolazione sul mercato.
In questo momento non ci aspettiamo che la situazione porti ad un default tecnico, anche se bisogna ammettere che questo tipo di richieste da parte dell'autorità fiscale in Russia potrebbe essere sufficiente per giustificare un allargamento considerevole degli spread. Inoltre la situazione potrebbe aggravarsi se Vimpelcom dovesse fallire nell'ottenere il rinnovo delle sue licenze di telefonia mobile che dovrebbe avvenire prima del 24 dicembre. Non è ancora chiaro se l'accusa di evasione è l'unica o la prima di una serie di richieste che l'autorità presenterà .
Da un'analisi dei bilanci della società abbiamo notato che nel periodo 2000-04 sono state corrisposte imposte relative a un'aliquota fiscale effettiva del 25% - 30%, in linea con la media del settore e con l'altro principale operatore, MTS; sebbene le società russe siano tassate su una base indipendente e il consolidamento a fini fiscali non è consentito.
Molti osservatori vedono questo attacco fiscale come parte di un confronto più grande che vede schierati sui lati opposti il gruppo Alfa (che controlla Vimpelcom) e Telekominvest (una holding che si ritiene essere molto vicina a al ministro delle telecomunicazioni Leonid Reinman). Noi riteniamo che il “caso Vimplecom†non seguirà le stesse sorti di Yukos, poichè il gruppo Alfa non ha ambizioni politiche ed è probabile che il tutto venga risolto per via negoziale. Non escludiamo comunque il verificarsi di un evento molto negativo e raccomandiamo di vendere gli Eurobond di Vimpelcom ed Alfa Bank.
Al tempo stesso, secondo noi, non sono molto probabili azioni di questo genere verso altre società russe e non ci aspettiamo un impatto negativo sul rating del debito sovrano russo.
(fonte web articolo di Angelo Sartoni)
In Russia il Fisco ancora protagonista 15/12/2004
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