Beslan: nuove proteste dei parenti delle vittime del commando ceceno
Sono passati al contrattacco i parenti delle vittime di Beslan: hanno occupato, ormai da giovedì scorso, una delle principali autostrade della Russia meridionale, hanno rinnovato la richiesta di dimissioni del presidente dell'Ossezia e chiesto ancora giustizia."Questo governo deve andarsene.
Se non dà le dimissioni, dice un manifestante, noi non ci fermeremo, resteremo qui sino alla fine."Il presidente Putin ha sì promesso l'apertura di un'inchiesta sui fatti di Bezlan, tutt'ora in corso, ma gli abitanti sono scettici, convinti che la polizia locale abbia chiuso un occhio sull'infiltrazione del commando pro ceceno nell'Ossezia del nord. Anzi, le sue armi sarebbero state introdotte nella scuola con la connivenza delle autorità in cambio di denaro.Il sequestro di Beslan durò dal primo al tre settembre scorsi. Mille e trecento persone vennero tenute prigioniere nella palestra di una scuola, sino all'intervento delle forze speciali russe. Il dramma si concluse con la morte di trecento trenta persone, la metà bambini.












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