Pazzesco , al solo pensiero mi viene freddo , mi vedo meglio steso al sole di SHARM :D :D
Da repubblica.it
Nella tundra a meno 70
dove il gelo allunga la vita
Viaggio a Oimjakon, il villaggio siberiano che da sempre detiene il record del gelo. Ottocento anime sorprendentemente sane e longeve
dal nostro corrispondente LEONARDO COEN
Un cameraman davanti al monumento che attesta il
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MOSCA - Oggi il cielo è parzialmente nuvoloso, dalle parti della sperduta Oimjakon (qualcuno la scrive all'inglese: Oymyakon), il posto abitato più freddo del mondo, come testimoniò lo scienziato Sergej Obrucev il 26 gennaio del 1926, quando registrò la temperatura di -71,2 gradi sottozero. C'è persino il monumento che lo ricorda e lo celebra, anche se quella misurazione fu effettuata "non ufficialmente". Quella "ufficiale" è un po' meno draconiana, -67,7° nel 1933. Ma c'è la concorrente Verkhojansk che vorrebbe strapparle il primato: nel 1892 il gelo scese sino a -67,8°. Robina, obiettano a Oimjakon. Qui, nel 1916, abbiamo avuto un mostruoso -81,2 e addirittura uno spaventoso -83 inaugurò il Ventesimo secolo. Purtroppo, furono rilevazioni non professionali. Solo in Antartide può accadere di peggio, ma lì non ci sono insediamenti umani stabili.
Di recente, il 22 dicembre del 2007, il termometro della ministazione meteo di Oimjakon (una gabbietta di legno in cima ad un paletto di larice) ha fissato un notevole -61°C. Comunque, tutti i russi seguono - giorno dopo giorno - l'evoluzione climatica di questo paese con le sue ottocento anime: le temperature quotidiane di Oimjakon sono riportate accanto a quelle delle grandi città russe sia in tv sia sui quotidiani. Ed esiste persino il sito internet della cittadina, con tanto di chat e forum. In una delle pagine web si vede la foto di una bella ragazza che regge un cartello con su scritto, in inglese, "I love Bereguardo", località tra Pavia e Milano sul fiume Ticino. E il bello e' che nelle corte estati la temperatura può superare i 30 gradi. Sopra zero: in altre parole, in questo luogo l'escursione termica teorica tra inverno ed estate può superare i 100 gradi.
Dunque, dicevamo che oggi il cielo sopra Oimjakon è velato e questo è un bene perché vuol dire che farà meno freddo. Anzi, qui dicono addirittura che fa caldo. Perché, a dispetto dell'agghiacciante fama che circonda questo villaggio in riva al fiume Indighirka, 1050 chilometri di distanza, a nord-est di Jakustk, la capitale della repubblica siberiana di Sakha Jakuzia, ci sono appena 33 gradi sottozero. Tant'è che i ragazzini dopo aver frequentato la scuola, si sono messi a giocare fuori. E qualche oimiakese ne ha approfittato per tagliare legna, per andare a fare la spesa e per sistemare le stalle.
Chi abita qui è gente in salute. Misteriosamente longeva. Tutta la provincia di Oimjakon è famosa per il fatto che ci vivono parecchi ultracentenari: in Russia l'età media dei maschi è la più bassa d'Europa, supera di poco i sessant'anni. Per colpa delle condizioni climatiche, della vodka, dell'inquinamento, dicono. Ma qui il clima infame non uccide. Come riesce la gente a sopravvivere con un freddo così intenso che solo a pensarci vengono i brividi?
Intanto, una precisazione. Oimjakon non è solo il nome del paese, ma di tutto il territorio attorno - un vasto altopiano circondato dalle montagne, come una corona. Sono proprio queste mura naturali, rivestite di boschi, a creare condizioni climatiche così insolite: la parte più bassa dell'altopiano ha la forma di una conca - il paese si trova a 720 metri di quota - ed è qui che si accumula d'inverno l'aria fredda che abbassa la temperatura sino agli estremi assoluti. Un inverno infinito, che dura anche nove mesi. Tant'è che nella lingua degli eveni, l'etnìa che abita queste lande - denominati "lamuti" (vuol dire "popolo del mare") sono poco più di 19mila quelli censiti in Russia - la parola Oimjakon deriverebbe da "ejumu" che significa "l'acqua di navi sciolte", mentre tradotta dalla lingua jacuta vuol dire invece molto più efficacemente "freddo cane". Propendo per questa etimologia: l'imprecazione più comune di queste gente che ha casette basse e ben riscaldate ma quasi tutte senza bagno perché Oimjakon non ha fognature: ragion per cui gli abitanti sono costretti ad usare gabinetti all'esterno (a caduta).
Insomma, nonostante Freddo Cane, gli abitanti vivono così a lungo da sfidare ogni logica. Un enigma. Persino il fiume Indighirka si comporta in modo assai strano: mentre gli altri fiumi ghiacciano sino al greto (di solito tra i meno 30 e i meno 40), lui continua a scorrere impavido anche a meno 70. Inoltre, lo spessore del ghiaccio non è superiore a quello del vetro ed in certi posti l'acqua rimane accessibile in superficie per tutto l'inverno. Come nel laghetto vicino, riscaldato da una sorgente di acqua calda. Di quali proprietà dispone quest'acqua? Gli scienziati stanno studiando a fondo la zona. Gli eveni dicono che è da sempre così, e che le uniche lamentele che hanno è sul rincaro costante dei prezzi alimentari, "qui da noi il cibo costa molto di più che a Irkutsk", la capitale. E il lavoro è sempre meno redditizio. In paese tira avanti una cooperativa per l'estrazione dell'oro, c'è un panificio, un salumificio che funge pure da lattificio. Più in là, c'è una piccola fattoria in cui si allevano cavalli. Per finire in bistecca: i cavalli servono quasi esclusivamente per essere mangiati: la loro carne grassa e nutriente aiuta l'uomo ad affrontare il freddo più selvaggio.
Per spostarsi, un tempo, gli eveni utilizzavano slitte trainate da renne. Oggi, camioncini, auto e trattori funzionano grazie ad alcuni espedienti: motori messi in moto ogni giorno, dispositivi scaldacandele, carburanti collaudati per reagire a temperature ultrarigide (quelli usati dalle compagnie che estraggono petrolio e gas nell'Artico). Certo, quando la temperatura arriva a meno 60, tutto cambia. Uscir fuori è rischioso. Non come la "zona della morte" dell'Everest. Però, persino i suoni cambiano: l'uomo non riconosce più la propria voce, i suoi hanno strani riverberi, l'aria pare indurirsi come cristallo. Guai a non coprirsi il volto: la faccia si congela in pochi secondi, la pelle si sgretola. E tuttavia, si racconta di un pullman con diciassette giovani che stava tornando da Uciughej, dove c'era stato un concerto. A metà strada, il pullman rimane senza carburante. Un'ora dopo, la batteria salta per il freddo. Quasi tutti i ragazzi erano vestiti, si fa per dire, leggeri, rispetto agli indumenti stagionali (scarponi con suole isolanti, materiali antigelo, pellicce). Rapidamente, la temperatura sprofonda a meno 60: non possono nemmeno accendere un falò, con queste temperature è del tutto inutile.
Ebbene, i ragazzi e le ragazze sono rimasti 11 ore dentro il bus prima che arrivassero i primi soccorsi: nessuno stava male, nemmeno un raffreddore. Tra di loro, c'era un ragazzo russo, macché, pure lui è uscito indenne dall'avvenura, senza neanche starnutire. Dicono che sia una caratteristica di Oimjakon: se arriva gente da regioni più calde e lontani, gente che a stento sopporta i -10°, qui si trasforma immediatamente, diventa all'improvviso molto resistente. Il segreto di Oimjakon. La setta degli Ibernauti.
Oggi le previsioni danno una minima di -35 ed una massima di -27
mi sa che sono in giro in maglietta :-D :-D :-D :-D
Vivere A - 70 Gradi
Titolo: Re: Vivere A - 70 Gradi
stupendo!!! -70 gradi.... non basta una damigiana di vodka x riscaldarsi :lol:
Titolo: Re: Vivere A - 70 Gradi
Sembra irreale, ma gli indigeni ci sono abituati a vivere in quelli condizioni naturali. Perche` in Siberia finora vivono molte popolazioni come чукчи, ханты, манси ecc, e sapete una cosa strana? Piu` volte le autorita` hanno tentato di costruire le case per loro per farli accomodare bene, farli abituare alla vita civilizzata, ma questi rappresentanti delle etnie nordiche poco numerose cominciavano a soffrire negli edifici con tutte le comodita`, con bagno e elettricita` , e infine se ne andavano per continuare a vivere nei loro alloggi che si chiamano cium (чум). Non e` una favola, vi assicuro, ho un cugino che vive in una cittadina nel territorio del Circolo Polare, e questi ciukci lui li vede ogni giorno. Sono contenti di stare in mezzo alla neve, con le loro renne e cani. Forse i loro figli potranno mettere fine a quella esistenza tradizionale, chissa...
Titolo: Re: Vivere A - 70 Gradi
Penso che sia una cosa normalissima e non trovo nulla di strano perchè toglierli dal loro habitat naturale per loro è sofferenza. E' una legge che esiste da sempre nel regno animale. Alla fine pur essendo umani anche noi sotto sotto vi apparteniamo.
Come vedresti un Husky, insomma quei cani utilizzati per il traino delle slitte, abituati a temperature rigide e chiusi in un appartamento da mille e una notte oppure sulle calde isole caraibiche?
Come vedresti, se fosse possibile tenerlo, un giaguaro chiuso in un giardino di soli 3 metri quadrati?
E' vero, sono pur sempre animali, si possono abituare ma alla fine, nonostante siano amorevolmente coccolati, nel loro inconscio soffrono perchè non è il loro habitat naturale. :wink:
Ultima modifica di Speck il 29 Gennaio 2009, 12:36, modificato 2 volte in totale
Luda Mila ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Penso che sia una cosa normalissima e non trovo nulla di strano perchè toglierli dal loro habitat naturale per loro è sofferenza. E' una legge che esiste da sempre nel regno animale. Alla fine pur essendo umani anche noi sotto sotto vi apparteniamo.
Come vedresti un Husky, insomma quei cani utilizzati per il traino delle slitte, abituati a temperature rigide e chiusi in un appartamento da mille e una notte oppure sulle calde isole caraibiche?
Come vedresti, se fosse possibile tenerlo, un giaguaro chiuso in un giardino di soli 3 metri quadrati?
E' vero, sono pur sempre animali, si possono abituare ma alla fine, nonostante siano amorevolmente coccolati, nel loro inconscio soffrono perchè non è il loro habitat naturale. :wink:
Ultima modifica di Speck il 29 Gennaio 2009, 12:36, modificato 2 volte in totale
Titolo: Re: Vivere A - 70 Gradi
giusto, speck
reportage
la lenta morte dei popoli del Nord
i " ciukci " , gli abitanti dell' estremo nord orientale della Siberia stanno affogando in un mare disperato di vodka e solitudine . la terra dei ghiacci torna a essere il regno di orsi bianchi e sciamani
DAL NOSTRO INVIATO VILLAGGIO BILLINGS (Ciukotka) . Gli orsi bianchi tornano a regnare sulle distese di ghiaccio dell' Artico. I russi se ne vanno. E il popolo del grande Nord muore in un lago di vodka. Si chiamano "ciukci". Abitano l' estremo lembo nord orientale della Siberia, di fronte all' Alaska. Sono i progenitori degli indiani d' America, ai quali assomigliano in modo sorprendente. Gli etnografi dicono che novemila anni fa attraversarono la striscia di terra che allora collegava i due continenti e che poi e' sprofondata nello stretto di Bering. Ma la migrazione, in realta' , non si e' mai fermata. Basta aspettare l' inverno per superare le poche miglia dello stretto a piedi, sul mare ghiacciato. Da secoli, i ciukci vivono nella tundra e lungo le rive dell' oceano gelato, allevando la renna, cacciando il tricheco, custodendo i loro idoli di pietra e di legno in scatole amorosamente intarsiate. Ma un bel giorno arrivo' il potere sovietico, e si prese cura di loro. Le renne furono nazionalizzate. La caccia ai "kulaki", gli allevatori "ricchi", duro' molti anni perche' i ciukci prendevano le loro mandrie, le loro tende e si nascondevano nella tundra piu' profonda e inesplorata. Alla fine pero' si arresero. L' ultimo ribelle fu catturato non lontano dal villaggio di Ust Ciaun. Oggi i suoi figli pascolano le renne del sovkoz "Pevek". Poi gli uomini venuti da Mosca decisero che le condizioni di vita nella tundra erano fisicamente e culturalmente insalubri. Le donne incinte, al quarto mese di gravidanza venivano trasferite d' autorita' negli ospedali, dove restavano fino a un anno dopo il parto. I bambini potevano stare con le madri fino a sei anni, quando erano costretti a lasciare la famiglia e trascorrere dieci anni negli internati, "per ricevere un' educazione". "Sono tornata nella tundra che avevo sedici anni, non vedevo i miei da oltre dieci . ricorda Galina Raktina, 31 anni, infermiera nel dispensario di Billings, un sovkoz sulla costa artica .. Quando mi riportarono qui al villaggio c' era un gruppo di donne ad attenderci. Mi dissero: "Ecco, quella e' tua madre", ma io non la riconoscevo. Poi vidi una vecchia che piangeva e mi guardava. Anch' io piangevo. Allora capii che quella doveva essere la mia mamma". Oggi questo popolo di orfani di Stato affoga nella vodka, nell' alcool, nella ricerca disperata e vana di una identita' . I giovani, usciti dagli internati, non se la sentono piu' di affrontare i rigori e i disagi della tundra dove si vive seguendo le renne al pascolo. Ma non riescono comunque a integrarsi nella societa' "civile". "Ho sposato un ucraino . racconta ancora Galina . e una volta mi ha portato a casa sua, a Dnepopetrovsk. Ma mi sentivo male. Il clima, i rumori, i ritmi della grande citta' non fanno per me". "Fino all' arrivo del potere sovietico, abbiamo condotto una vita primitiva, ma naturale. Poi, con i russi, abbiamo fatto un salto di qualche secolo . dice Gennadi Velvin, 27 anni, uno dei pochi giovani che sia tornato nella tundra ad allevare renne .. Ma il potere sovietico ci ha trattato e continua a trattarci come minorati. Ci hanno staccato dalle famiglie come fossimo pulcini nell' incubatrice. E adesso ci spigono a cadere sempre di piu' . Ci danno da bere. Loro sanno che noi non siamo capaci di rifiutare, che non reggiamo l' alcool. E lo fanno apposta. La gente e' pronta a vendersi tutto per una bottiglia, anche i buoni della privatizzazione. Cosi' , proprio nel momento in cui i bianchi se ne vanno e la riforma potrebbe restituirci la proprieta' delle renne, tutto andra' in fumo ancora una volta. Dopo molte traversie, i nostri vecchi avevano cominciato a credere nel comunismo. Ma adesso i giovani sono perplessi: vedono quello che succede, e non sanno piu' a che cosa credere". L' effetto dell' etilismo dilagante tra i ciukci non si traduce solo in un ottundimento collettivo, ma trova precisi riscontri nella altissima mortalita' . Girando per i villaggi e tra le "yaranga", le tende di pelle dei pastori, si incontrano pochi vecchi. La vita media di questo popolo non supera di molto i quarant' anni, anche se mancano statistiche precise. "Le cause piu' frequenti di mortalita' sono quasi tutte direttamente o indirettamente legate all' abuso di alcool . spiega Salavat Suleimanov, un medico dell' universita' di Kabarovsk che da sempre si occupa dei popoli del Nord .: risse, violenze, omicidi, incidenti sul lavoro sono molto frequenti. Le morti per congelamento costituiscono una autentica piaga: quando sono ubriachi, i ciukci si dimenticano di coprirsi adeguatamente, o magari crollano addormentati in mezzo alla neve, e non si svegliano piu' . La tubercolosi e' una malattia endemica, favorita anche dalla malnutrizione: questo popolo era abituato a mangiare quasi esclusivamente carne. Noi abbiamo imposto loro una dieta a base di farinacei, ma non hanno gli enzimi per metabolizzare questi cibi". Quando muoiono nella tundra, fuori dal raggio d' azione dei loro "tutori" russi, i ciukci non vengono sepolti. Parenti e amici coprono loro gli occhi e la bocca con un pezzo di carne di renna, e portano il corpo lontano dalle tende, dove sara' divorato dagli animali selvatici. Ma gli usi religiosi di questo popolo sono stati perseguitati talmente a lungo, che ancora oggi gli sciamani vivono in clandestinita' e non si fanno riconoscere dai "bianchi". E la gente, pur ammettendo di adorare i propri idoli, non ne parla volentieri con gli stranieri. "Ogni famiglia ha le proprie divinita' . racconta Olga Tumnetguvghe, deputata al Soviet Supremo, una dei pochi ciukci che sia riuscito a integrarsi nella societa' sovietica . e le custodisce gelosamente nella "yaranga". "Gli idoli simboleggiano di solito le forze della natura: il sole, il mare, la luna . continua .. Ricordo che nella mia famiglia si tiravano fuori queste teste scolpite nella pietra o nel legno quando il sole tornava a spuntare oltre l' orizzonte, in primavera, e si offriva loro da mangiare. No: il nostro popolo non ha rinunciato alla propria religione. Gli sciamani continuano a lavorare e a curare gli ammalati, ma si nascondono ancora, perche' un tempo rischiavano la prigione o peggio. Ma i vecchi se ne stanno andando, e noi non siamo riusciti a ereditare da loro tutto quello che avrebbero potuto darci". In teoria, la Ciukotka costituiva la perfetta realizzazione dell' ateismo di Stato voluto dal potere comunista. Fino all' anno scorso in tutta la regione, grande come Italia e Spagna insieme, non esisteva una sola chiesa, ne' un prete. Adesso, con la democrazia, e' scattata la corsa per la conquista di questa terra vergine: ortodossi, cattolici, musulmani e perfino i coreani del reverendo Moon si sono mobilitati in un gigantesco sforzo di proselitismo. Ma i ciukci, fino a che sopravviveranno, resteranno legati ai loro malconci idoli di pietra e di legno. "Io, in teoria, sarei atea, come mi hanno insegnato all' internato .dice ancora Galina Raktina .. Ma quando esco dal villaggio e vado nella tundra ritrovo il senso della natura e del tempo che avevano i miei antenati. E ritrovo i loro idoli. Non so neppure io se ci credo o no. Ma e' una atmosfera magica, da cui non si puo' fuggire".
Bonanni Andrea
reportage
la lenta morte dei popoli del Nord
i " ciukci " , gli abitanti dell' estremo nord orientale della Siberia stanno affogando in un mare disperato di vodka e solitudine . la terra dei ghiacci torna a essere il regno di orsi bianchi e sciamani
DAL NOSTRO INVIATO VILLAGGIO BILLINGS (Ciukotka) . Gli orsi bianchi tornano a regnare sulle distese di ghiaccio dell' Artico. I russi se ne vanno. E il popolo del grande Nord muore in un lago di vodka. Si chiamano "ciukci". Abitano l' estremo lembo nord orientale della Siberia, di fronte all' Alaska. Sono i progenitori degli indiani d' America, ai quali assomigliano in modo sorprendente. Gli etnografi dicono che novemila anni fa attraversarono la striscia di terra che allora collegava i due continenti e che poi e' sprofondata nello stretto di Bering. Ma la migrazione, in realta' , non si e' mai fermata. Basta aspettare l' inverno per superare le poche miglia dello stretto a piedi, sul mare ghiacciato. Da secoli, i ciukci vivono nella tundra e lungo le rive dell' oceano gelato, allevando la renna, cacciando il tricheco, custodendo i loro idoli di pietra e di legno in scatole amorosamente intarsiate. Ma un bel giorno arrivo' il potere sovietico, e si prese cura di loro. Le renne furono nazionalizzate. La caccia ai "kulaki", gli allevatori "ricchi", duro' molti anni perche' i ciukci prendevano le loro mandrie, le loro tende e si nascondevano nella tundra piu' profonda e inesplorata. Alla fine pero' si arresero. L' ultimo ribelle fu catturato non lontano dal villaggio di Ust Ciaun. Oggi i suoi figli pascolano le renne del sovkoz "Pevek". Poi gli uomini venuti da Mosca decisero che le condizioni di vita nella tundra erano fisicamente e culturalmente insalubri. Le donne incinte, al quarto mese di gravidanza venivano trasferite d' autorita' negli ospedali, dove restavano fino a un anno dopo il parto. I bambini potevano stare con le madri fino a sei anni, quando erano costretti a lasciare la famiglia e trascorrere dieci anni negli internati, "per ricevere un' educazione". "Sono tornata nella tundra che avevo sedici anni, non vedevo i miei da oltre dieci . ricorda Galina Raktina, 31 anni, infermiera nel dispensario di Billings, un sovkoz sulla costa artica .. Quando mi riportarono qui al villaggio c' era un gruppo di donne ad attenderci. Mi dissero: "Ecco, quella e' tua madre", ma io non la riconoscevo. Poi vidi una vecchia che piangeva e mi guardava. Anch' io piangevo. Allora capii che quella doveva essere la mia mamma". Oggi questo popolo di orfani di Stato affoga nella vodka, nell' alcool, nella ricerca disperata e vana di una identita' . I giovani, usciti dagli internati, non se la sentono piu' di affrontare i rigori e i disagi della tundra dove si vive seguendo le renne al pascolo. Ma non riescono comunque a integrarsi nella societa' "civile". "Ho sposato un ucraino . racconta ancora Galina . e una volta mi ha portato a casa sua, a Dnepopetrovsk. Ma mi sentivo male. Il clima, i rumori, i ritmi della grande citta' non fanno per me". "Fino all' arrivo del potere sovietico, abbiamo condotto una vita primitiva, ma naturale. Poi, con i russi, abbiamo fatto un salto di qualche secolo . dice Gennadi Velvin, 27 anni, uno dei pochi giovani che sia tornato nella tundra ad allevare renne .. Ma il potere sovietico ci ha trattato e continua a trattarci come minorati. Ci hanno staccato dalle famiglie come fossimo pulcini nell' incubatrice. E adesso ci spigono a cadere sempre di piu' . Ci danno da bere. Loro sanno che noi non siamo capaci di rifiutare, che non reggiamo l' alcool. E lo fanno apposta. La gente e' pronta a vendersi tutto per una bottiglia, anche i buoni della privatizzazione. Cosi' , proprio nel momento in cui i bianchi se ne vanno e la riforma potrebbe restituirci la proprieta' delle renne, tutto andra' in fumo ancora una volta. Dopo molte traversie, i nostri vecchi avevano cominciato a credere nel comunismo. Ma adesso i giovani sono perplessi: vedono quello che succede, e non sanno piu' a che cosa credere". L' effetto dell' etilismo dilagante tra i ciukci non si traduce solo in un ottundimento collettivo, ma trova precisi riscontri nella altissima mortalita' . Girando per i villaggi e tra le "yaranga", le tende di pelle dei pastori, si incontrano pochi vecchi. La vita media di questo popolo non supera di molto i quarant' anni, anche se mancano statistiche precise. "Le cause piu' frequenti di mortalita' sono quasi tutte direttamente o indirettamente legate all' abuso di alcool . spiega Salavat Suleimanov, un medico dell' universita' di Kabarovsk che da sempre si occupa dei popoli del Nord .: risse, violenze, omicidi, incidenti sul lavoro sono molto frequenti. Le morti per congelamento costituiscono una autentica piaga: quando sono ubriachi, i ciukci si dimenticano di coprirsi adeguatamente, o magari crollano addormentati in mezzo alla neve, e non si svegliano piu' . La tubercolosi e' una malattia endemica, favorita anche dalla malnutrizione: questo popolo era abituato a mangiare quasi esclusivamente carne. Noi abbiamo imposto loro una dieta a base di farinacei, ma non hanno gli enzimi per metabolizzare questi cibi". Quando muoiono nella tundra, fuori dal raggio d' azione dei loro "tutori" russi, i ciukci non vengono sepolti. Parenti e amici coprono loro gli occhi e la bocca con un pezzo di carne di renna, e portano il corpo lontano dalle tende, dove sara' divorato dagli animali selvatici. Ma gli usi religiosi di questo popolo sono stati perseguitati talmente a lungo, che ancora oggi gli sciamani vivono in clandestinita' e non si fanno riconoscere dai "bianchi". E la gente, pur ammettendo di adorare i propri idoli, non ne parla volentieri con gli stranieri. "Ogni famiglia ha le proprie divinita' . racconta Olga Tumnetguvghe, deputata al Soviet Supremo, una dei pochi ciukci che sia riuscito a integrarsi nella societa' sovietica . e le custodisce gelosamente nella "yaranga". "Gli idoli simboleggiano di solito le forze della natura: il sole, il mare, la luna . continua .. Ricordo che nella mia famiglia si tiravano fuori queste teste scolpite nella pietra o nel legno quando il sole tornava a spuntare oltre l' orizzonte, in primavera, e si offriva loro da mangiare. No: il nostro popolo non ha rinunciato alla propria religione. Gli sciamani continuano a lavorare e a curare gli ammalati, ma si nascondono ancora, perche' un tempo rischiavano la prigione o peggio. Ma i vecchi se ne stanno andando, e noi non siamo riusciti a ereditare da loro tutto quello che avrebbero potuto darci". In teoria, la Ciukotka costituiva la perfetta realizzazione dell' ateismo di Stato voluto dal potere comunista. Fino all' anno scorso in tutta la regione, grande come Italia e Spagna insieme, non esisteva una sola chiesa, ne' un prete. Adesso, con la democrazia, e' scattata la corsa per la conquista di questa terra vergine: ortodossi, cattolici, musulmani e perfino i coreani del reverendo Moon si sono mobilitati in un gigantesco sforzo di proselitismo. Ma i ciukci, fino a che sopravviveranno, resteranno legati ai loro malconci idoli di pietra e di legno. "Io, in teoria, sarei atea, come mi hanno insegnato all' internato .dice ancora Galina Raktina .. Ma quando esco dal villaggio e vado nella tundra ritrovo il senso della natura e del tempo che avevano i miei antenati. E ritrovo i loro idoli. Non so neppure io se ci credo o no. Ma e' una atmosfera magica, da cui non si puo' fuggire".
Bonanni Andrea
Titolo: Re: Vivere A - 70 Gradi
E` un articolo molto interessante, purtroppo non sono riuscita a capire di quando e`. Molte cose descritte sono vere, pero` il quadro generale lo trovo dipinto un po' troppo in nero. Ormai e` cambiata anche la Ciukotka! :-?
Infatti durante gli anni dell'Unione Sovietica esisteva quella tendenza di creare gli internati per bambini di tundra, cosi` si realizzava l'intenzione dei comunisti di fare tutti felici, ma la felicita` la comprendevano a modo loro, quindi a volte esageravano nel voler bene. :-D Comunque anche adesso i piccoli
ciukci (o nenzi, o khanti, o quelli delle altre etnie del Nord) vengono portati a scuola in un paesino piu` vicino , tutti studiano e finiscono almeno la scuola media (perche` in Russia l'istruzione media e` obbligatoria). E` chiaro che dopo la scuola non partono per Mosca a cercare lavoro, pero` non tutti ritornano dalle renne, molti continuano a stare in citta` e fanno qualche lavoro, spesso sono impegnati in dei piccoli atelier di artigianato che producono diversi oggetti in stile etnico, cioe` capi di abbigliamento, stivali, borsette e roba simile, tutto fatto di pelle di renna, tutto ricamato e ornato, tutto bello e caratteristico. Siccome si cerca di conservare la loro cultura vengono organizzati gruppi di balli etnici, e alcuni addirittura vanno in tornee negli altri paesi. Quanto agli indigeni anziani anche loro possono avere scelta: quando sono stufi di stare dentro la casa vanno nelle loro jaranghe che si trovano anche nei dintorni delle cittadine, lo si puo` veder sul video. http://ru.youtube.com/watch?v=yf7hyCjqkLQ&feature=related
E poi, non dimenticate che dopo che l'aveva governata Roma Abramovich la Ciukotka e` diventata la terra benedetta. :-D Lui ha aumentato gli stipendi, ha inventato i suoi sussudi per le famiglie con bambini e il livello della vita in Ciukotka e` cresciuto notevolmente. Abramovich ha fatto costruire case, strade, scuole, ospitali, piscine e palestre, un nuovo aeroporto ecc, per quelli che vivono in quella regione lui e` stato un benefattore vero e proprio. Forse l'unica cosa che non e` riuscito a cambiare e` il clima: la Ciukotka rimane sempre la terra ghiacciata e innevata. :-D
Se vi interessa sapere qualcosa in piu` sui chiukci lo potete vedere qui:
http://ru.youtube.com/watch?v=7lTbbMf3BSg&feature=related lo show etnico
http://ru.youtube.com/watch?v=X9Tb01h-8mc&feature=related i ciukci in discoteca
Infatti durante gli anni dell'Unione Sovietica esisteva quella tendenza di creare gli internati per bambini di tundra, cosi` si realizzava l'intenzione dei comunisti di fare tutti felici, ma la felicita` la comprendevano a modo loro, quindi a volte esageravano nel voler bene. :-D Comunque anche adesso i piccoli
ciukci (o nenzi, o khanti, o quelli delle altre etnie del Nord) vengono portati a scuola in un paesino piu` vicino , tutti studiano e finiscono almeno la scuola media (perche` in Russia l'istruzione media e` obbligatoria). E` chiaro che dopo la scuola non partono per Mosca a cercare lavoro, pero` non tutti ritornano dalle renne, molti continuano a stare in citta` e fanno qualche lavoro, spesso sono impegnati in dei piccoli atelier di artigianato che producono diversi oggetti in stile etnico, cioe` capi di abbigliamento, stivali, borsette e roba simile, tutto fatto di pelle di renna, tutto ricamato e ornato, tutto bello e caratteristico. Siccome si cerca di conservare la loro cultura vengono organizzati gruppi di balli etnici, e alcuni addirittura vanno in tornee negli altri paesi. Quanto agli indigeni anziani anche loro possono avere scelta: quando sono stufi di stare dentro la casa vanno nelle loro jaranghe che si trovano anche nei dintorni delle cittadine, lo si puo` veder sul video. http://ru.youtube.com/watch?v=yf7hyCjqkLQ&feature=related
E poi, non dimenticate che dopo che l'aveva governata Roma Abramovich la Ciukotka e` diventata la terra benedetta. :-D Lui ha aumentato gli stipendi, ha inventato i suoi sussudi per le famiglie con bambini e il livello della vita in Ciukotka e` cresciuto notevolmente. Abramovich ha fatto costruire case, strade, scuole, ospitali, piscine e palestre, un nuovo aeroporto ecc, per quelli che vivono in quella regione lui e` stato un benefattore vero e proprio. Forse l'unica cosa che non e` riuscito a cambiare e` il clima: la Ciukotka rimane sempre la terra ghiacciata e innevata. :-D
Se vi interessa sapere qualcosa in piu` sui chiukci lo potete vedere qui:
http://ru.youtube.com/watch?v=7lTbbMf3BSg&feature=related lo show etnico
http://ru.youtube.com/watch?v=X9Tb01h-8mc&feature=related i ciukci in discoteca
Titolo: Re: Vivere A - 70 Gradi
:shock: :shock:
:oops:
mi sono appena innamorato di una bella ciukcina
:oops:
che carinaaaaa :oops:
Ultima modifica di Speck il 01 Febbraio 2009, 9:37, modificato 1 volta in totale
Luda Mila ha scritto: [Visualizza Messaggio]
:shock: :shock:
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mi sono appena innamorato di una bella ciukcina
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Ultima modifica di Speck il 01 Febbraio 2009, 9:37, modificato 1 volta in totale
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