Uno storico ritorno: Georgia.
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Ad ora ho visto solo le foto mi piacciono molto....soprattutto quelle del cibo....ma scherzi a parte anche le altre fanno venire voglia di scoprire nuovi luoghi a me sconosciuti....che spero che prima o poi siano meta di un mio viaggio da quelle parti.... :smt023 ora appena rimessa in pari mi dedicherò alle vostre letture del presente topic.... :wink:
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Grazie ragazzi, sono viaggi che in ogni caso non lasciano indifferenti.
E poi, un grazie va anche alla mogliettina, perché con bambini così piccoli non è facile accettare di fare avventure del genere e soprattutto realizzarle. Non so quante donne/ragazze(russe o italiane che siano) riuscirebbero ad affrontare viaggi del genere. Anzitutto fisicamente, perché davvero non è semplice muoversi tra gli sbattimenti di questo tipo di viaggi; carrozzina, zainetto-porta bambino, biberon, allattamento nelle varie situazioni, bambino che ha le sue esigenze, che a volte piange; poi l'altro che ha le sue, che a volte sclera, mantenere la calma, la pazienza, ecc..... Poi l'adattarsi a certe situazioni; al su e giu tra i mezzi di trasporto; a certe condizioni scomode di permanenza, ecc...
Insomma, brava la mogliettina e bravi i pupetti!! :lol:
E bravo il Gringox a "guidare" la banda :lol:
Gringox
E poi, un grazie va anche alla mogliettina, perché con bambini così piccoli non è facile accettare di fare avventure del genere e soprattutto realizzarle. Non so quante donne/ragazze(russe o italiane che siano) riuscirebbero ad affrontare viaggi del genere. Anzitutto fisicamente, perché davvero non è semplice muoversi tra gli sbattimenti di questo tipo di viaggi; carrozzina, zainetto-porta bambino, biberon, allattamento nelle varie situazioni, bambino che ha le sue esigenze, che a volte piange; poi l'altro che ha le sue, che a volte sclera, mantenere la calma, la pazienza, ecc..... Poi l'adattarsi a certe situazioni; al su e giu tra i mezzi di trasporto; a certe condizioni scomode di permanenza, ecc...
Insomma, brava la mogliettina e bravi i pupetti!! :lol:
E bravo il Gringox a "guidare" la banda :lol:
Gringox
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Ciao Gringhetto anche se non ho figli, ti condivido in pieno nel tuo pensiero perché è il pensiero delle mie amiche che hanno due o tre figli che affrontano un viaggio anche se meno avventuroso del vostro ma sempre pieno di problemi da affrontare come figli, moglie, ecc.... ecc...ma comunque appena mi sarà passata la mia infezione agli occhi darò una lettura al tuo meraviglioso viaggio in Georgia dove spero di riuscire ad andarci presto....perché mi sta affascinando il mondo del viaggio ON THE ROAD.... :smt023
Ultima modifica di Butterfly77 il 11 Luglio 2016, 11:58, modificato 1 volta in totale
gringox ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ciao Gringhetto anche se non ho figli, ti condivido in pieno nel tuo pensiero perché è il pensiero delle mie amiche che hanno due o tre figli che affrontano un viaggio anche se meno avventuroso del vostro ma sempre pieno di problemi da affrontare come figli, moglie, ecc.... ecc...ma comunque appena mi sarà passata la mia infezione agli occhi darò una lettura al tuo meraviglioso viaggio in Georgia dove spero di riuscire ad andarci presto....perché mi sta affascinando il mondo del viaggio ON THE ROAD.... :smt023
Ultima modifica di Butterfly77 il 11 Luglio 2016, 11:58, modificato 1 volta in totale
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Il "weekendino" georgiano è andato alla grande! Un tuffo nella primavera staccando dal freddo kievliano che già inizia a pungere seriamente.
E un’immersione nel “kolorit” di una Terra e di un popolo che non finisce mai di stupire...
Questo fine settimana l’avevo pianificato esclusivamente per ritrovarmi con gli amici fraterni che ho a Tbilisi e che avevo voglia di rivedere (era oltre un anno che non ci si vedeva). Far conoscere tra loro i miei e i loro bambini, e trascorrere in città un paio di serate divertenti, approfittando del fatto che proprio nel week end in questione si festeggia la “Tbilisoba” (la festa della città di Tbilisi e insieme festa del “raccolto” – con manifestazioni ed eventi “mangerecci e beverecci” un pò sparsi per la città). Una ricarica dunque, che è poi un’esigenza per lo spirito e per la mente, di un’amicizia che mi coinvolge pienamente e che necessita di tanto in tanto anche del contatto fisico.
La serata di benritrovati a Tbilisi trascorre all’insegna della tradizione georgiana. In tutto e per tutto: nell’azzecatissimo locale, “alla buona” e famigliare come ce ne sono tanti in città – bella la consuetudine di poter portare con sè il proprio beveraggio. Nel menù che ha visto da protagonisti dei magnifici kinkhali, della tenerissima Khashlama e del libidinoso shashliciok... e nella dose elevata di vino “domashnoe” (accompagnato anche da un “assaggio” di chacha) che ha contribuito a proiettarci nella dimensione euforica georgiana... in breve ci dimentichiamo che solo poche ore prima eravamo ancora nella gelida Kiev...
Che si debba trattare di una bella serata lo si capisce già in aeroporto, quando seduti nella macchina del buon Zvjadi (che ci accoglie) lui ci mostra la “boccia” da 5 l. del suo vino, esclamando con una risata sonora: “siete pronti ragazzi per stasera?...”

A capotavola Gheorghi (che come ricorda il mio Paolino è quello che ringrazia sempre Dio nei suoi “tost”); alla sua sinistra Zvjadi, io di fronte a lui; e alla sinistra di Zvjadi, a fianco a paolino, il caro Merab. In questa serata di benritrovati ho dovuto fare io il “tamadà”, anche se spesso e volentieri era Gheorghi ad alzarsi e pronunciare solenni alcuni “tost”.
Tra i canonici e commoventi “tost” – quello dedicato ai cari morti, dopo il quale segue la bevuta rigorosamente “alla goccia”.
Il venerdì lo trascorriamo a zonzo per Tbilisi. Tra le attrazioni più divertenti, soprattutto per i bambini, c’è la cabinovia che ti porta alle rovine della rocca di Narikala, da dove si domina la città e si può fare una bella passeggiata fin sotto la “rodina Mat’”, l’imponente statua che rappresenta la “madre” Georgia, che tiene in mano da una parte la coppa di vino, simbolo dell’amicizia, da offrire agli stranieri che giungono in pace; e dall’altra la spada, simbolo della forza, da utilizzare nel caso lo straniero giunga con cattive intenzioni...
La vista dalla cabinovia: qui sopra la piazza Europa;
Il fiume Mtkvari (Kurà, in russo) e la chiesa Metekhi;
La città vecchia che si estende fin quasi la rocca Narikala, che si intravede in alto.
Ancora la chiesa Metekhi e la statua del sovrano Vakhtang Gorgasali a cavallo, lo “zar” che visse nel V sec. d.C e che è considerato uno dei fondatori dello stato georgiano.
Al centro la “rodina Mat’” Georgia.
...passeggiando tra le viette della vecchia Tbilisi...
La facciata della antichissima chiesetta Amchiskhati...
Gente sulle strade per la “Tbilisoba”, la festa della città di Tbilisi...
Bancarelle dove si può degustare vino georgiano delle varie cantine, chacha e “guda”, un formaggio stagionato molto saporito, davvero buono che ricorda un pò un parmigiano di mezza stagionatura, ma più salato (diverso dal classico “suluguni” che, per intenderci è quello che si usa per il kachapuri).
Sabato 15.10.16
Conoscendo ormai bene i georgiani, so che sono capaci di sorprendere sempre nella loro micidiale ed efficacissima improvvisazione.
E così, mentre passeggiamo coi bambini tra le bancarelle di una Tbilisi festosa, tra degustazioni di vino, attrazioni per i bambini, musica, balli e tanto altro, giunge verso l’una la telefonata di Zvjadi che ci avvisa che è già arrivato in zona e ci sta venendo incontro... Qui gatta ci cova, penso io...
In un attimo veniamo “sequestrati” e caricati in macchina. Con lui c’è anche Gheorghi e il suo figlioletto Ivan. È chiaro allora che hanno un programma diverso per trascorrere la seconda parte della giornata...
Volevamo rivedere la restante parte della famiglia di Zvjadi, moglie e figli, in modo che i bambini potessero conoscersi tra loro? Loro adesso sono in Kakheti (la regione georgiana famosa per il vino), nella casa di campagna, a oltre 100 km da Tbilisi; ebbene, là ci dirigiamo! “Tranquilli, abbiamo sgozzato un toro di 200 kg, e la compagnia è già a tavola, e sta aspettando noi... oggi si conclude la “Alaverdoba”, dopo tre settimane di festeggiamenti e sarà bellissimo avervi con noi”. “Tbilisoba”, “Alaverdoba”?... penso che questi georgiani sono sempre in festa, eheh...
Beh, anche se lo volessimo, a questo punto ci risulterebbe impossibile rifiutare una proposta del genere. E noi che pensavamo di terminare la giornata a Tbilisi...
Il viaggio non è brevissimo (circa un’ora e mezza), strada in buono stato, pochissime macchine sul percorso, una curva dietro l’altra tra le montagne prima di giungere a Telavi e poi oltre, verso la campagna di Zvjadi.
Prima di unirci alla famiglia allargata (circa una ventina di persone) già con le gambe sotto il tavolo da ore, è d’obbligo una sosta di preghiera e ringraziamento al Padre Eterno. La religiosità di questi ragazzi è sorprendente, non è per nulla superficiale, e non cade neppure nel fanatismo; è intima, è interiore, è sincera. Ed è davvero parte integrante della loro quotidianità.
Giungiamo così presso il monastero di Alaverdi. Rimango a bocca aperta! Questa cattedrale mastodontica, a tratti diroccata, in mezzo alla pianura e circondata dalle montagne è davvero suggestiva. Qui vive tuttora una comunità di monaci che coltiva uva, vive di preghiera e produce vino e miele.
E così un tassello si aggiunge alla mia conoscenza della Georgia.
La cattedrale di san Giorgio che aveva la cupola più alta della Georgia (circa 50 m.), prima che costruissero la cattedrale Tsminda Sameba a Tbilisi. Questo monastero, costruito nell’XI sec. è patrimonio dell’Unesco.
La spettacolare cornice naturale in cui si trova il monastero...
Le montagne in lontananza, e al di là la regione montuosa di Tusheti...
La tenda dove la famiglia di Zvjadi da tre settimane festeggia “Alaverdoba”...
La tavolata degli uomini (uomini e donne siedono tradizionalmente separati): a sinistra Gheorghi, a destra Zvjadi.
Ciò che resta del povero toro di 200 kg... comunque davvero squisito!
...non contenti del toro, la cena si conclude con un mega-shashlyk di vitellino...
...bello questo mangal...
Che mangiata! Peccato che non ho fotografato la tanica... di vino... da 25 l.!!
Rientriamo a Tbilisi che è già buio. Mentre siamo in macchina Jana chiede a Zvjadi il segreto di come riuscissero loro a bere così tanto. “Hahahaha” sbotta il ragazzo con la sua usuale bonacciona e sonora risata, “perchè mangiamo tanto”... Mah...
Per concludere in bellezza la giornata Gheorghi ci convince a fare un salto a casa sua, per farci conoscere sua moglie e fare un’ultimo brindisi con lui e la sua famiglia. E così facciamo.
Il giorno successivo – la domenica 16 ottobre – è quello del ritorno a Kiev. Zvjadi, quasi fosse in dovere di farlo, ci accompagna in aeroporto e ci porta fino a su, al controllo passaporti, continuando a salutarci fino a che non scompariamo nelle sale del duty free, visibilmente triste e commosso, quasi a non voler troncare il distacco.
Si chiude così questa breve, ma come sempre qui, intensissima parentesi georgiana. La Georgia, me ne rendo conto ogni volta di più, è tutto questo; è nei gesti delle persone, come in queste scene di commiato che racchiudono la profondità dell’amicizia, dell’ospitalità e della schiettezza del rapporto umano.
Gringox
E un’immersione nel “kolorit” di una Terra e di un popolo che non finisce mai di stupire...
Questo fine settimana l’avevo pianificato esclusivamente per ritrovarmi con gli amici fraterni che ho a Tbilisi e che avevo voglia di rivedere (era oltre un anno che non ci si vedeva). Far conoscere tra loro i miei e i loro bambini, e trascorrere in città un paio di serate divertenti, approfittando del fatto che proprio nel week end in questione si festeggia la “Tbilisoba” (la festa della città di Tbilisi e insieme festa del “raccolto” – con manifestazioni ed eventi “mangerecci e beverecci” un pò sparsi per la città). Una ricarica dunque, che è poi un’esigenza per lo spirito e per la mente, di un’amicizia che mi coinvolge pienamente e che necessita di tanto in tanto anche del contatto fisico.
La serata di benritrovati a Tbilisi trascorre all’insegna della tradizione georgiana. In tutto e per tutto: nell’azzecatissimo locale, “alla buona” e famigliare come ce ne sono tanti in città – bella la consuetudine di poter portare con sè il proprio beveraggio. Nel menù che ha visto da protagonisti dei magnifici kinkhali, della tenerissima Khashlama e del libidinoso shashliciok... e nella dose elevata di vino “domashnoe” (accompagnato anche da un “assaggio” di chacha) che ha contribuito a proiettarci nella dimensione euforica georgiana... in breve ci dimentichiamo che solo poche ore prima eravamo ancora nella gelida Kiev...
Che si debba trattare di una bella serata lo si capisce già in aeroporto, quando seduti nella macchina del buon Zvjadi (che ci accoglie) lui ci mostra la “boccia” da 5 l. del suo vino, esclamando con una risata sonora: “siete pronti ragazzi per stasera?...”
A capotavola Gheorghi (che come ricorda il mio Paolino è quello che ringrazia sempre Dio nei suoi “tost”); alla sua sinistra Zvjadi, io di fronte a lui; e alla sinistra di Zvjadi, a fianco a paolino, il caro Merab. In questa serata di benritrovati ho dovuto fare io il “tamadà”, anche se spesso e volentieri era Gheorghi ad alzarsi e pronunciare solenni alcuni “tost”.
Tra i canonici e commoventi “tost” – quello dedicato ai cari morti, dopo il quale segue la bevuta rigorosamente “alla goccia”.
Il venerdì lo trascorriamo a zonzo per Tbilisi. Tra le attrazioni più divertenti, soprattutto per i bambini, c’è la cabinovia che ti porta alle rovine della rocca di Narikala, da dove si domina la città e si può fare una bella passeggiata fin sotto la “rodina Mat’”, l’imponente statua che rappresenta la “madre” Georgia, che tiene in mano da una parte la coppa di vino, simbolo dell’amicizia, da offrire agli stranieri che giungono in pace; e dall’altra la spada, simbolo della forza, da utilizzare nel caso lo straniero giunga con cattive intenzioni...
La vista dalla cabinovia: qui sopra la piazza Europa;
Il fiume Mtkvari (Kurà, in russo) e la chiesa Metekhi;
La città vecchia che si estende fin quasi la rocca Narikala, che si intravede in alto.
Ancora la chiesa Metekhi e la statua del sovrano Vakhtang Gorgasali a cavallo, lo “zar” che visse nel V sec. d.C e che è considerato uno dei fondatori dello stato georgiano.
Al centro la “rodina Mat’” Georgia.
...passeggiando tra le viette della vecchia Tbilisi...
La facciata della antichissima chiesetta Amchiskhati...
Gente sulle strade per la “Tbilisoba”, la festa della città di Tbilisi...
Bancarelle dove si può degustare vino georgiano delle varie cantine, chacha e “guda”, un formaggio stagionato molto saporito, davvero buono che ricorda un pò un parmigiano di mezza stagionatura, ma più salato (diverso dal classico “suluguni” che, per intenderci è quello che si usa per il kachapuri).
Sabato 15.10.16
Conoscendo ormai bene i georgiani, so che sono capaci di sorprendere sempre nella loro micidiale ed efficacissima improvvisazione.
E così, mentre passeggiamo coi bambini tra le bancarelle di una Tbilisi festosa, tra degustazioni di vino, attrazioni per i bambini, musica, balli e tanto altro, giunge verso l’una la telefonata di Zvjadi che ci avvisa che è già arrivato in zona e ci sta venendo incontro... Qui gatta ci cova, penso io...
In un attimo veniamo “sequestrati” e caricati in macchina. Con lui c’è anche Gheorghi e il suo figlioletto Ivan. È chiaro allora che hanno un programma diverso per trascorrere la seconda parte della giornata...
Volevamo rivedere la restante parte della famiglia di Zvjadi, moglie e figli, in modo che i bambini potessero conoscersi tra loro? Loro adesso sono in Kakheti (la regione georgiana famosa per il vino), nella casa di campagna, a oltre 100 km da Tbilisi; ebbene, là ci dirigiamo! “Tranquilli, abbiamo sgozzato un toro di 200 kg, e la compagnia è già a tavola, e sta aspettando noi... oggi si conclude la “Alaverdoba”, dopo tre settimane di festeggiamenti e sarà bellissimo avervi con noi”. “Tbilisoba”, “Alaverdoba”?... penso che questi georgiani sono sempre in festa, eheh...
Beh, anche se lo volessimo, a questo punto ci risulterebbe impossibile rifiutare una proposta del genere. E noi che pensavamo di terminare la giornata a Tbilisi...
Il viaggio non è brevissimo (circa un’ora e mezza), strada in buono stato, pochissime macchine sul percorso, una curva dietro l’altra tra le montagne prima di giungere a Telavi e poi oltre, verso la campagna di Zvjadi.
Prima di unirci alla famiglia allargata (circa una ventina di persone) già con le gambe sotto il tavolo da ore, è d’obbligo una sosta di preghiera e ringraziamento al Padre Eterno. La religiosità di questi ragazzi è sorprendente, non è per nulla superficiale, e non cade neppure nel fanatismo; è intima, è interiore, è sincera. Ed è davvero parte integrante della loro quotidianità.
Giungiamo così presso il monastero di Alaverdi. Rimango a bocca aperta! Questa cattedrale mastodontica, a tratti diroccata, in mezzo alla pianura e circondata dalle montagne è davvero suggestiva. Qui vive tuttora una comunità di monaci che coltiva uva, vive di preghiera e produce vino e miele.
E così un tassello si aggiunge alla mia conoscenza della Georgia.
La cattedrale di san Giorgio che aveva la cupola più alta della Georgia (circa 50 m.), prima che costruissero la cattedrale Tsminda Sameba a Tbilisi. Questo monastero, costruito nell’XI sec. è patrimonio dell’Unesco.
La spettacolare cornice naturale in cui si trova il monastero...
Le montagne in lontananza, e al di là la regione montuosa di Tusheti...
La tenda dove la famiglia di Zvjadi da tre settimane festeggia “Alaverdoba”...
La tavolata degli uomini (uomini e donne siedono tradizionalmente separati): a sinistra Gheorghi, a destra Zvjadi.
Ciò che resta del povero toro di 200 kg... comunque davvero squisito!
...non contenti del toro, la cena si conclude con un mega-shashlyk di vitellino...
...bello questo mangal...
Che mangiata! Peccato che non ho fotografato la tanica... di vino... da 25 l.!!
Rientriamo a Tbilisi che è già buio. Mentre siamo in macchina Jana chiede a Zvjadi il segreto di come riuscissero loro a bere così tanto. “Hahahaha” sbotta il ragazzo con la sua usuale bonacciona e sonora risata, “perchè mangiamo tanto”... Mah...
Per concludere in bellezza la giornata Gheorghi ci convince a fare un salto a casa sua, per farci conoscere sua moglie e fare un’ultimo brindisi con lui e la sua famiglia. E così facciamo.
Il giorno successivo – la domenica 16 ottobre – è quello del ritorno a Kiev. Zvjadi, quasi fosse in dovere di farlo, ci accompagna in aeroporto e ci porta fino a su, al controllo passaporti, continuando a salutarci fino a che non scompariamo nelle sale del duty free, visibilmente triste e commosso, quasi a non voler troncare il distacco.
Si chiude così questa breve, ma come sempre qui, intensissima parentesi georgiana. La Georgia, me ne rendo conto ogni volta di più, è tutto questo; è nei gesti delle persone, come in queste scene di commiato che racchiudono la profondità dell’amicizia, dell’ospitalità e della schiettezza del rapporto umano.
Gringox
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Ennesimo fantastico resoconto,grande Generale! :smt023 :smt041
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Grandissimo Generale :smt023 Adoro il tuo stile nel raccontare i viaggi, riesco a sentire il profumo dei luoghi da te visitati e ho la sensazione di aver partecipato alla tavolata. Magnifico resoconto, grazie per aver condiviso questa nuova esperienza. :smt038 :smt038
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Uau Gringox che bel racconto..... :wink: mi hai catturato molto....belle foto e soprattutto quelle del cibo....da quale buona forchetta quale sono....peccato non aver visto la foto della tanica di vino da 25 lt. sarà per la prossima..... :smt023
Un saluto.... :smt045
Butterfly77.
Un saluto.... :smt045
Butterfly77.
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
...e mercoledì 28/06 si ritorna a Batumi :lol: , a distanza di un anno ne approfitto per il "solito" ponte del giorno della Costituzione, per fare una puntatina nella mia amata Georgia, sperando di trovare bel tempo :lol: con tutta la banda (la famigliola) e con tanta voglia di avventura :smile:
Poi vi racconterò...
Gringox
Poi vi racconterò...
Gringox
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
E anche questa volta si è concluso il viaggetto a Batumi, che ormai da tradizione faccio da qualche anno insieme alla famiglia proprio in questo periodo.
Quest'anno non eravamo soli... bensì in compagnia del geom_calboni (con Paolo, forumista di Otra), e abbiamo trascorso 4 giorni di avventure stupendi (qui il link al topic sull'estemporaneo transcaucasico: http://www.russia-italia.com/estemp...6.html#p6847856) .
Più avanti posterò qualche foto e qualche racconto...
Gringox
Quest'anno non eravamo soli... bensì in compagnia del geom_calboni (con Paolo, forumista di Otra), e abbiamo trascorso 4 giorni di avventure stupendi (qui il link al topic sull'estemporaneo transcaucasico: http://www.russia-italia.com/estemp...6.html#p6847856) .
Più avanti posterò qualche foto e qualche racconto...
Gringox
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Georgia-Turchia, giugno 2017.
Il bello di tornare negli stessi posti, oltre perché banalmente piacciono e ci si trova bene, è che in ogni ritorno si impara sempre qualcosa di nuovo, che era sfuggito la volta precedente. Ciò arricchisce la conoscenza del posto e ti lega ancor più ad esso.
Così quest'anno finalmente è capitato per la "mitica" spiaggetta turca, quell'angolo sperduto di Anatolia Orientale sul Mar Nero, conosciuto per caso qualche anno fa durante un'avventura verso l'ignoto in terra turca insieme alla mogliettina. Qui, già per la terza volta sono tornato con la famiglia (e quest'anno insieme al forumista di Otra Paolo di BG). Conoscendo ormai il posto, a pensarci bene a mente fredda, non so se vale più la pena sopportare tutti gli “sbattimenti” del valico di frontiera georgiano-turco per trascorrerci una giornata, sebbene bellissima ed intensa... Il sudore che gronda sulla pelle per il caldo, per la calca di gente variopinta (è un crocevia di diverse razze, quest’anno abbiamo incontrato diversi iraniani) che disordinatamente ti pressa, ti spinge è indescrivibile, e costituisce l’aspetto più massacrante del passaggio di questa frontiera, sopratttuto per i bambini. Quest’anno tra l’altro la parte turca è in fase di ristrutturazione, pare che debbano realizzare una mega costruzione di frontiera e ciò ha complicato ulteriormente l'attraversamento.
la spiaggia di Sarpi (Georgia) vista dalla parte turca...
la prima moschea a Sarp, in terra turca, appena oltre il confine (il confine divide in sostanza in due lo stesso paesino chiamato Sarpi dai georgiani, e Sarp dai turchi). Si tira indietro l'orologio di un'ora rispetto alla Georgia, e si "entra" in Medio Oriente, in terra musulmana...
E così, ogni anno mi dico "basta"... ma poi, chissà perché, ci torniamo sempre... forse proprio perché la "giornata turca" - come l'ho definita io nella descrizione della vacanza estiva georgiana, costituisce quel "rito" che racchiude in sé emozioni di viaggio forti per me e per i bambini, relax in un angolo sperduto di mare dove non c'è né turismo, né popolarità, mini-shopping di abbigliamento turco in un "duty free" di confine assolutamente esilarante, e infine "mangiatina turca" a base di kebab - quello originale strapiccante - che solo qui trovo così eccezionale.
Ebbene quest'anno finalmente ho conosciuto il "mitico" nome di tale spiaggetta, così le prossime volte non dovrò più mostrare la foto del posto per arrivarci: si tratta della “kiyicik plaji”, ovvero la “spiaggia di kichik”, sconosciuta al mondo ma rinomatissimo posto per la gioventù del piccolo e tipico paese di Arhavi, a letteralmente 30 km. dal confine turco-georgiano. E pensare che per percorrerli occorrono, per la gioia del mio figlio grande che ogni anno che passa sembra divertirsi sempre di più, addirittura tre marshrutke: la prima dal confine (Sarp) a Hopa, la città più grande della zona; la seconda da Hopa ad Arhavi e la terza che da Arhavi ti “scarica” all’altezza della spiaggia, che dista 5 km. dal paese.
Eccola qui la spiaggia di kichik...
Per il resto su Batumi e la vacanzina non ci sono molte cose da aggiungere rispetto al racconto dell’anno scorso. La novità di quest’anno è, come già ho avuto mdo di raccontare, la presenza del Geometra e dell’otrista Paolo di BG, coi quali abbiamo di fatto trascorso le nostre serate e parte delle giornate batumiane (link: http://www.russia-italia.com/estemp...html?highlight= ). Poi, il tempo buono, l’acqua del mare caldina, le mangiate di khachapuri e di shashlyk, le serate insieme ai ragazzi, le passeggiate sul lungomare e tutto il resto hanno reso questa parentesi come sempre positiva e rivitalizzante.
Batumi l’ho trovata in pieno sviluppo edilizio... la zona che dall’aeroporto si estende verso il centro città è tutta un cantiere; e poi quest’anno mi è parso di vedere molto più turismo (come sempre proveniente da Paesi russofoni, Russia in primis, e turchi) rispetto all’estate scorsa, sebbene la stagione qui cominci solo ai primi di luglio. E, come sempre, un turismo di tipo “famigliare”. Cioè qui per lo più passano le vacanze famiglie con bambini, mentre manca la “movida” tipica di altre realtà di mare. Questo è anche evidente nella carenza di locali per giovani, tipo le discoteche, che lasciano spazio invece ad un lungomare lunghissimo spazioso, verde con aree per bambini, pista ciclabile e appunto pochi locali e attrazioni di divertimento. I pub e i locali per la gioventù, che pure ci sono e sono pure discretamente “sciccosi”, si trovano più nel centro città.
Un paio di nuove escursioni hanno alternato la nostra permanenza allo “svacco” in spiaggia. Grazie al supporto del nostro buon vecchio Nodari (l’autista conosciuto l’anno scorso e divenuto già un amico) abbiamo potuto visitare la chiesa Sameba, poco lontano da Batumi ed in cima ad una ripida collina, da cui si ha una vista spettacolare su Batumi e sul mare.
La Sameba.
...il panorama stupendo su Batumi dalla Sameba.
E abbiamo potuto spingerci verso l’interno, nella zona di Chakvi, oltre Batumi, verso le montagne, fino a raggiungere un posticino sperduto nel bosco, lungo ad un ruscello dove si trova un ristorantino incredibile. Solo conoscendo persone locali si può arrivare a conoscere tali posti... Qui il padrone alleva trote ed ha pure una sorta di bed&breakfast. E ovviamente, come abbiamo fatto noi, si può degustare un ottimo pranzo a base di trote fresche o di succulento shashlyk in una cornice magica...
Infine, insieme al Geometra e a Paolo di BG, siamo saliti in cabinovia al Belvedere sopra Batumi. Io ovviamente ci ero già stato in precedenza, i ragazzi ci tenevano a vederlo. Nulla d che...
Un saluto da Kiev,
Gringox
Il bello di tornare negli stessi posti, oltre perché banalmente piacciono e ci si trova bene, è che in ogni ritorno si impara sempre qualcosa di nuovo, che era sfuggito la volta precedente. Ciò arricchisce la conoscenza del posto e ti lega ancor più ad esso.
Così quest'anno finalmente è capitato per la "mitica" spiaggetta turca, quell'angolo sperduto di Anatolia Orientale sul Mar Nero, conosciuto per caso qualche anno fa durante un'avventura verso l'ignoto in terra turca insieme alla mogliettina. Qui, già per la terza volta sono tornato con la famiglia (e quest'anno insieme al forumista di Otra Paolo di BG). Conoscendo ormai il posto, a pensarci bene a mente fredda, non so se vale più la pena sopportare tutti gli “sbattimenti” del valico di frontiera georgiano-turco per trascorrerci una giornata, sebbene bellissima ed intensa... Il sudore che gronda sulla pelle per il caldo, per la calca di gente variopinta (è un crocevia di diverse razze, quest’anno abbiamo incontrato diversi iraniani) che disordinatamente ti pressa, ti spinge è indescrivibile, e costituisce l’aspetto più massacrante del passaggio di questa frontiera, sopratttuto per i bambini. Quest’anno tra l’altro la parte turca è in fase di ristrutturazione, pare che debbano realizzare una mega costruzione di frontiera e ciò ha complicato ulteriormente l'attraversamento.
la spiaggia di Sarpi (Georgia) vista dalla parte turca...
la prima moschea a Sarp, in terra turca, appena oltre il confine (il confine divide in sostanza in due lo stesso paesino chiamato Sarpi dai georgiani, e Sarp dai turchi). Si tira indietro l'orologio di un'ora rispetto alla Georgia, e si "entra" in Medio Oriente, in terra musulmana...
E così, ogni anno mi dico "basta"... ma poi, chissà perché, ci torniamo sempre... forse proprio perché la "giornata turca" - come l'ho definita io nella descrizione della vacanza estiva georgiana, costituisce quel "rito" che racchiude in sé emozioni di viaggio forti per me e per i bambini, relax in un angolo sperduto di mare dove non c'è né turismo, né popolarità, mini-shopping di abbigliamento turco in un "duty free" di confine assolutamente esilarante, e infine "mangiatina turca" a base di kebab - quello originale strapiccante - che solo qui trovo così eccezionale.
Ebbene quest'anno finalmente ho conosciuto il "mitico" nome di tale spiaggetta, così le prossime volte non dovrò più mostrare la foto del posto per arrivarci: si tratta della “kiyicik plaji”, ovvero la “spiaggia di kichik”, sconosciuta al mondo ma rinomatissimo posto per la gioventù del piccolo e tipico paese di Arhavi, a letteralmente 30 km. dal confine turco-georgiano. E pensare che per percorrerli occorrono, per la gioia del mio figlio grande che ogni anno che passa sembra divertirsi sempre di più, addirittura tre marshrutke: la prima dal confine (Sarp) a Hopa, la città più grande della zona; la seconda da Hopa ad Arhavi e la terza che da Arhavi ti “scarica” all’altezza della spiaggia, che dista 5 km. dal paese.
Eccola qui la spiaggia di kichik...
Per il resto su Batumi e la vacanzina non ci sono molte cose da aggiungere rispetto al racconto dell’anno scorso. La novità di quest’anno è, come già ho avuto mdo di raccontare, la presenza del Geometra e dell’otrista Paolo di BG, coi quali abbiamo di fatto trascorso le nostre serate e parte delle giornate batumiane (link: http://www.russia-italia.com/estemp...html?highlight= ). Poi, il tempo buono, l’acqua del mare caldina, le mangiate di khachapuri e di shashlyk, le serate insieme ai ragazzi, le passeggiate sul lungomare e tutto il resto hanno reso questa parentesi come sempre positiva e rivitalizzante.
Batumi l’ho trovata in pieno sviluppo edilizio... la zona che dall’aeroporto si estende verso il centro città è tutta un cantiere; e poi quest’anno mi è parso di vedere molto più turismo (come sempre proveniente da Paesi russofoni, Russia in primis, e turchi) rispetto all’estate scorsa, sebbene la stagione qui cominci solo ai primi di luglio. E, come sempre, un turismo di tipo “famigliare”. Cioè qui per lo più passano le vacanze famiglie con bambini, mentre manca la “movida” tipica di altre realtà di mare. Questo è anche evidente nella carenza di locali per giovani, tipo le discoteche, che lasciano spazio invece ad un lungomare lunghissimo spazioso, verde con aree per bambini, pista ciclabile e appunto pochi locali e attrazioni di divertimento. I pub e i locali per la gioventù, che pure ci sono e sono pure discretamente “sciccosi”, si trovano più nel centro città.
Un paio di nuove escursioni hanno alternato la nostra permanenza allo “svacco” in spiaggia. Grazie al supporto del nostro buon vecchio Nodari (l’autista conosciuto l’anno scorso e divenuto già un amico) abbiamo potuto visitare la chiesa Sameba, poco lontano da Batumi ed in cima ad una ripida collina, da cui si ha una vista spettacolare su Batumi e sul mare.
La Sameba.
...il panorama stupendo su Batumi dalla Sameba.
E abbiamo potuto spingerci verso l’interno, nella zona di Chakvi, oltre Batumi, verso le montagne, fino a raggiungere un posticino sperduto nel bosco, lungo ad un ruscello dove si trova un ristorantino incredibile. Solo conoscendo persone locali si può arrivare a conoscere tali posti... Qui il padrone alleva trote ed ha pure una sorta di bed&breakfast. E ovviamente, come abbiamo fatto noi, si può degustare un ottimo pranzo a base di trote fresche o di succulento shashlyk in una cornice magica...
Infine, insieme al Geometra e a Paolo di BG, siamo saliti in cabinovia al Belvedere sopra Batumi. Io ovviamente ci ero già stato in precedenza, i ragazzi ci tenevano a vederlo. Nulla d che...
Un saluto da Kiev,
Gringox
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Gran bel racconto Gringo!!! La Turchia tira tanto anche a me fino dalla notte dei tempi della scuola quando organizzai un tour, del tutto fac-simile, alla zona in cui sei andato tu quest'anno. Chissà se prima o poi una capatina in questi posti a dir poco meravigliosi... :smt023 la possa fare.... :smt023
Ad ora la Turchia ho visto solo Smirne che mi ha molto affascinato..... :wink:
Ad ora la Turchia ho visto solo Smirne che mi ha molto affascinato..... :wink:
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Splendido resoconto come sempre generà!!
Io purtroppo,ultimamente,posso solo fare i resoconti del traffico che c'è qui da me,che non ha nulla da invidiare a quello di Mosca :lol: :lol:
E meno male che ho lo scooter!!
Io purtroppo,ultimamente,posso solo fare i resoconti del traffico che c'è qui da me,che non ha nulla da invidiare a quello di Mosca :lol: :lol:
E meno male che ho lo scooter!!
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Bel resoconto!
A Batumi non ci sono ancora stato, ci sarei dovuto passare quest'estate, ma poi è saltata, ho fatto il bagno nel mar nero in Samegrelo, ma le spiagge e il mare non mi sono piaciute (a differenza dell'entroterra, per non parlare poi della regione montagnosa di Svaneti, che è stata proprio stupenda).
gringox ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Bel resoconto!
A Batumi non ci sono ancora stato, ci sarei dovuto passare quest'estate, ma poi è saltata, ho fatto il bagno nel mar nero in Samegrelo, ma le spiagge e il mare non mi sono piaciute (a differenza dell'entroterra, per non parlare poi della regione montagnosa di Svaneti, che è stata proprio stupenda).
Titolo: Re: Uno Storico Ritorno: Georgia.
Montecristo ciao, Batumi è per me tappa fissa una volta all'anno a fine giugno; chissà, se ti organizzi magari l'anno prossimo ci possiamo beccare da quelle parti :wink:
Ciao,
Gringox
Montecristo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Montecristo ciao, Batumi è per me tappa fissa una volta all'anno a fine giugno; chissà, se ti organizzi magari l'anno prossimo ci possiamo beccare da quelle parti :wink:
Ciao,
Gringox
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