Nel prosieguo del forum che era partito da un grido di dolore di un amico, fortunatamente rivelatosi allarmistico (NON SI DANNO PIU' VISTI FINO AL 20 DICEMBRE 2007), un altro molodoy chelovek aveva chiesto perché non si apre un Consolato a Novosibirsk o in altre città.
Tento di dare qualche elemento.
Aprire un Consolato costa e poi bisogna trovare personale di ruolo del Ministero degli Esteri che ci voglia andare. Non è vero che le indennità (retribuzioni) percepite all'estero, stabilite per legge e non negoziate caso per caso, siano sempre così allettanti da scegliere sedi obiettivamente difficili.
Ciò premesso, ai nostri tempi, finite le ondate di emigrazione italiana, la decisione di aprire può scattare quando in una certa regione si consolida una tale presenza italiana (e questo succede per concentrazione di aziende che delocalizzano) che lo giustifica. Il caso classico più recente è quello di Timisoara. Fino a vent'anni fa nessuno avrebbe pensato di aprire un Consolato in una città periferica della Romania, ed invece è successo. Adesso è urgente aprire una Sede a Chisinau, poiché Bucarest continua a fare i visti per i moldovi ed ha smesso di fare quelli per i romeni, oltre al fatto che è giunta l'ora di gestire sul terreno i fatti italo-moldovi.
Non si intravede al momento un caso analogo in Russia, a parte Lipetsk, a meno che non siamo a corto di informazioni. Però teniamo d'occhio città come Krasnodar o NIzhniy Novgorod.
Traggo intanto una conclusione concreta da questa premessa: chi abita e lavora in città russe prive di Consolato è benvenuto a fornire dati sulla presenza italiana, eventualmente con concreti recapiti. Ora, non pensiate che si parta da zero assoluto: abbiamo Consoli Onorari a Kaliningrad, Ekaterinburg e Samara che hanno già fornito tale quadro e con i quali siamo in continuo contatto. Tutte le informazioni sono comunque benventute e, si capisce, sono trattate nel rispetto della privacy di ognuno.
Adesso uno squarcio sul futuro. Tempo fa uscì su Repubblica un articolo di Federico Rampini ancora disponibile sul web all' indirizzo:
http://www.repubblica.it/2006/12/se...isti-india.html
Vi si nomina la società VFS, indiana. Orbene, la VFS oggi tratta documentazione visti per 40 Governi in 120 Paesi. I suoi clienti sono USA, UK, Italia, e via dicendo, e tra poco sembra anche la Russia. Le sue filiali operative sono sparse in India, Cina, Messico, Ucraina, Russia e via dicendo. In Ucraina, la VFS raccoglie anche documentazione visti per conto della nostra Ambasciata a Kiev.
Abbiamo visto che a Mosca è stato necessario istituire la fila virtuale mediante appuntamenti telefonici: questa fila passa attraverso una porta che l'utente percepisce essere stretta. Cosa si fa quando una porta è stretta? La si allarga o la si elimina. Poiché a Mosca ragioniamo in grande, è probabile che VFS finisca per avere tra i suoi clienti anche il nostro Consolato. In tal caso, aprirà un Ufficio da qualche parte a Mosca con .... 40 sportelli, eliminando così le code.
Ma non finisce qui: la stessa società offre di aprire Uffici anche in città della sterminata periferia russa: e qui cercheremo di capire da dove vengono i turisti (ricordiamo che rappresentano il 90% delle richieste di visto) per decidere dove. Chiaramente, la VFS NON può sostituirsi al Consolato per i servizi ai cittadini italiani, anche se la raccolta documenti (e non la loro trattazione, che VFS non può minimamente fare) forse consentirà loro di effettuare qualche operazione in tale settore.
Chi paga? I 40 Governi che usano VFS non sborsano una lira. Il costo si tradurrà (parlo della Russia) in un pagamento a cura dell'utente, che non raggiungerà MAI i livelli anche minimi delle Agenzie turistiche. Come reagiranno queste ultime? Interessante quesito. E' probabile che all'inizio non venderano pacchetti se non comprensivi di visto, ma alla lunga dovranno cambiare strategia.
Cosa succede se, grazie all'abbattimento della porta stretta, il flusso di visti aumenterà dai 400.000 di oggi a, poniamo, 600.000? Non lo so, ma non vorrei esserci. Scherzo, ma fino ad un certo punto. La capacità di trattazione sostanziale delle pratiche, che avviene solo dentro il Consolato, non aumenterà con l'arrivo di VFS e qui si tratterà di prendere decisioni interne parlando delle quali vi annoierei. Dovremo far fronte anche a questo e ne usciremo.
I russi che hanno chiesto visti per UK, Olanda, Francia o Belgio hanno già visto VFS in azione e sanno già di cosa si parla.
Saluti
Q












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