CICLISMO: Le classiche del nord


morello
Titolo: CICLISMO: Le classiche del nord
92° GIRO DELLE FIANDRE




Devolder si prende il Fiandre


Il campione belga della Quick Step beffa il gruppo e si aggiudica in solitaria il Giro delle Fiandre. Quarto Ballan, vincitore nel 2007, sesto Pozzato


MEERBEKE (Belgio) - I grandi si guardano e nel finale hanno le gambe in riserva. Così il 92° Giro della Fiandre premia il belga Stijn Devolder, 28 anni, campione nazionale, che vince con un attacco sull’Eikenmolen, il 15° Muro, a 25 chilometri dall’arrivo. Sul traguardo di Meerbeke ha preceduto di 15" il connazionale Nick Nuyens e lo spagnolo Juan Antonio Flecha; quarto, a 21", Alessandro Ballan, che ha battuto Hincapie e Pozzato.
TALENTO - Devolder, che corre nella Quick Step di Tom Boonen, non è un gregario qualsiasi. Anzi, viene considerato uno dei migliori giovani della sua generazione. Professionista dal 2002, è cresciuto nella Us Postal di Lance Armstrong, che poi l’ha voluto anche alla Discovery Channel. Fortissimo a cronometro e nelle brevi gare a tappe, ha indossato la maglia di leader della Vuelta nel 2007. Da questa stagione è nella corazzata belga. Anche se non avesse vinto, Devolder al Fiandre è stato il più forte: capace di proporre almeno quattro attacchi di gran qualità, per scardinare la corsa a vantaggio del suo capitano Boonen. Il primo sul Koppenberg (7° Muro, km 195), quando ha consentito a Boonen di accelerare e intimorire tutti; poi sul Leberg (11° Muro, km 216), sul Valkenberg (km 13, km 227) quando era in fuga con Ballan, e infine sull’Eikenmolen. Doveva essere un’azione per favorire Boonen, in realtà Devolder è andato così forte che dietro nessuno ha cercato veramente di inseguirlo. Anche perché Boonen, per quanto aveva dimostrato, faceva paura in volata. "E’ un sogno vincere questa gara con la maglia di campione nazionale", ha detto commosso Devolder.
ITALIANI - Alessandro Ballan, primo nel 2007, ha onorato il numero uno. Ha subìto una caduta dopo una settantina di chilometri (coinvolto anche Enrico Franzoi: ha battuto il ginocchio, ma nessuna frattura), si è rialzato e a 41 km dalla conclusione, dopo un bel testa a testa con Boonen sul Berendries, ha tirato fuori la fuga con Devolder, Hincapie, Kroon e Langeveld. Hanno avuto fino a 26" ai meno 30 km, quando la Liquigas di Pozzato ha tirato alla morte per chiudere. "Ci ho provato, se Devolder avesse collaborato si sarebbe potuti arrivare. E in quell’azione ho sprecato un po’ troppo. A quel punto ho cercato il piazzamento: e fare quarto, battendo Pozzato e Boonen in volata, vuol dire che c’ero". Sul Grammont il primo a scattare è stato lo spagnolo Flecha, imitato poi da Nuyens. Ma Devolder è passato in cima con 16" di vantaggio, e li ha gestiti agevolmente nel finale. Deluso Filippo Pozzato: "Abbiamo corso benissimo come squadra, ma mi sono mancate le gambe, non cerco scuse". La campagna del pavé prosegue mercoledì con la Gand-Wevelgem e domenica con la Parigi-Roubaix. In gara sia Ballan sia Pozzato. (fonte gazzetta.it)

ORDINE D'ARRIVO

1 Stijn Devolder (Bel) Quick Step 6.24.02 (41.246 km/h)
2 Nick Nuyens (Bel) Cofidis - Le Crédit par Téléphone 0.15
3 Juan Antonio Flecha Giannoni (Spa) Rabobank
4 Alessandro Ballan (Ita) Lampre - Fondital 0.21
5 George Hincapie (USA) Team High Road
6 Filippo Pozzato (Ita) Liquigas
7 Kurt-Asle Arvesen (Nor) Team CSC
8 Greg Van Avermaet (Bel) Silence - Lotto
9 Simon Spilak (Slo) Lampre - Fondital
10 Allan Johansen (Den) Team CSC
36 Serguei Ivanov (Rus) Astana 3.18
37 Manuel Quinziato (Ita) Liquigas
38 Marco Marcato (Ita) Cycle Collstrop

59 Guennadi Mikhailov (Rus) Mitsubishi-Jartazi 9.14
60 Matteo Tosatto (Ita) Quick Step

Stijn Devolder, 28 anni, vincitore delle Fiandre

Filippo Pozzato (Liquigas) 6° classificato, primo degli italiani

Serguei Ivanov (Astana) 1° dei ciclisti russi

morello
Titolo: Re: CICLISMO: Le classiche del nord
70^ Gent-Wevelgem (209 Km)


Freire, una volata d'autore


Lo spagnolo vince la Gand-Wevelgem battendo allo sprint Clerc e Weylandt. "Sono partito lunghissimo, ma forse gli altri erano più stanchi di me". Quarto posto per Zabel, sesto Paolini. Pozzato deluso

WEVELGEM (Belgio), 9 aprile 2008 - Nelle giornate così, gli riesce perfino di cambiare repertorio. Tutti conoscono Oscar Freire per il suo micidiale oppurtunismo, ma pochi ricordavano una volata di 300 metri come quella di oggi alla Gand-Wevelgem. L’Hombre del Mundial è il primo a confermarlo, quando dice: "Sono partito lunghissimo, pensavo che mi superassero. Normalmente uno sprint così lo perdi sempre. Ma forse gli altri erano più stanchi di me".
VOCAZIONE - Così lo spagnolo della Rabobank ha colto un’altra pietra preziosa, accanto ai 3 Mondiali e alle 2 Milano-Sanremo. In Belgio aveva vinto anche 3 Freccia del Brabante: caso più unico che raro, per un corridore nato in un paese con la tradizione delle grandi corse a tappe. Eppure Oscarito, 32 anni, resta legato alla sua vocazione, sbocciata nel 1999 quando era al secondo anno da pro’ (alla Vitalicio Seguros) e stupì il mondo conquistando la maglia iridata a Verona.
RISCATTO - L’ultima Sanremo non gli aveva detto bene. Sulla sua strada aveva incrociato super Cancellara. Ma il campione di Torrelavega, già vincitore quest’anno di 2 tappe alla Tirreno-Adriatico, si è subito rifatto nella campagna del Nord. "Avevo le gambe per vincere anche la Sanremo. Ma è acqua passata. E’ importante aver vinto questa corsa: una delle grandi classiche per velocisti, accanto a Sanremo, Amburgo e Parigi-Tours". Per inciso, a lui manca solo l’ultima.
ITALIA NO - Peccato che le sue giornate d’oro coincidano quasi sempre con quelle più deludenti per gli italiani, a cui Freire ha spesso regalato dispiaceri. Oggi, però, non era il caso. Filippo Pozzato si è giocato (male) le sue carte, partendo già al primo passaggio sul Kemmel. Mancavano 63 chilometri all’arrivo: troppi per chiunque. E il capitano della Liquigas, rimasto solo con Breschel e poi con Gilbert, ha avuto la sfortuna di non trovare altri alleati. La Liquigas ci ha allora riprovato (bene) con Manuel Quinziato, scattato nel finale con altri quattro attaccanti e ripreso ai meno 2 km. Unica consolazione la bella fuga di Ermanno Capelli, che è rimasto allo scoperto per quasi 100 km, togliendosi lo sfizio di scollinare due volte primo in cima al Kemmel.

ORDINE D'ARRIVO

1 Oscar Freire Gomez (Spa) Rabobank 4.53.06 (42.784 km/h)
2 Aurélien Clerc (Swi) Bouygues Telecom
3 Wouter Weylandt (Bel) Quick Step
4 Erik Zabel (Ger) Team Milram
5 Kenny De Haes (Bel) Topsport Vlaanderen
6 Luca Paolini (Ita) Acqua Sapone - Caffe Mokambo
7 Jose Joaquin Rojas Gil (Spa) Caisse d'Epargne
8 Stuart O'Grady (Aus) Team CSC
9 Heinrich Haussler (Ger) Gerolsteiner
10 Roger Hammond (GBr) Team High Road
16 Guennadi Mikhailov (Rus) Mitsubishi-Jartazi


Lo sprint vincente di Freire

L'italiano Ermanno Capelli in fuga solitaria per quasi 100 Km

morello
Titolo: Re: CICLISMO: Le classiche del nord
106^ PARIGI ROUBAIX (259,5 Km)


IL PERCORSO





Roubaix, bis di Boonen


Il belga della Quick Step bissa il successo del 2005 bruciando allo sprint nel velodromo Cancellara e Ballan. Decisiva l'azione dei tre giunti sul traguardo con 3' sugli inseguitori. Bene anche Baldato, all'ultima partecipazione



ROUBAIX (Francia), 13 aprile 2008 -
La più bella Parigi-Roubaix degli ultimi anni, con un podio daveri intenditori del pavé: primo il belga Tom Boonen, secondo lo svizzero Fabian Cancellara, terzo il nostro Alessandro Ballan. La Regina delle classiche è stata entusiasmante come poche altre volte, perché in prima fila ci sono stati i big, non comparse o atleti di secondo piano. Il duello tra i grandi: ecco quello che la gente vuole vedere.
TOM TOM - Tom Boonen aveva già conquistato la Roubaix nel 2005, Cancellara si era imposto due anni fa, quando Ballan fu terzo. Si sono giocati la vittoria nel velodromo della città francese, una pista in cemento di 500 metri dopo 52,8 chilometri massacranti di pavé. Si sapeva che Boonen era il più forte, e infatti a metà dell’ultima curva, ai 180 metri, ha passato all’esterno i due rivali e sul traguardo ha sfogato con un urlo bestiale la rabbia accumulata da oltre un anno. Lui, 27 anni, fiammingo di Mol, nato sulle pietre e già trionfatore in due Giri delle Fiandre, non conquistava una grande classica dal Fiandre 2006; sul pavè, l’ultimo successo era stato il Gp Harelbeke 2007. "Ero sicuro di aver vinto ma ho voluto pedalare sino all’ultimo proprio perché non facevo uno sprint vero da tanto tempo. La pressione su di me era tanta, non è facile correre così", ha detto Boonen, l’idolo di una nazione. La sua Quick Step ha fatto doppietta, dopo il successo di Devolder domenica scorsa nel Fiandre.
BALLAN E BALDATO - Alessandro Ballan è stato superbo, e ha avuto uno scudiero eccezionale in Fabio Baldato, 39 anni, alla 14ª e ultima Roubaix, decimo al traguardo. Ballan ha risparmiato energie sino al momento cruciale, a 53 chilometri dall’arrivo. Si era sull’11° dei 28 settori di pavé, il tratto di 1200 metri da Auchy lez Orchies a Berseé. L’accelerazione del belga Van Summeren, gregario di Hoste, spezza il gruppo dei 34 al comando. Restano in 8, tra loro Boonen, Cancellara, Ballan, Hoste, O’Grady, Maaskant. Poco dopo, a 35 km dall’arrivo, in un tratto in asfalto all’uscita dall’8° settore di pavé, è Cancellara a fare un’accelerazione pazzesca. Gli rispondono prima Boonen e poi Ballan. E’ fatta. In pochi chilometri, il terzetto ha più di 1’ di vantaggio. Sul Carrefour de l’Arbre, a 16 km dal traguardo, sul pavé più micidiale della Roubaix e con 30 mila persone a bordo strada da giorni, Cancellara ci prova un paio di volte; anche Ballan abbozza un attacco, ma Boonen, per come reagisce, si dimostra il più forte. Ma lealmente, pur sapendo di essere battuti, Ballan e Cancellara collaborano con il belga sino al velodromo.
BILANCIO - "Rifarei tutto, anche se forse mi sarei potuto giocar meglio la volata del secondo posto - spiega Ballan, 28 anni, quarto al Fiandre -. Un podio alle spalle di due campioni del mondo (Boonen su strada nel 2005, Cancellara a cronometro nel 2006 e 2007, ndr), per giunta già vincitori della Roubaix, è un grande risultato. Ho dimostrato che il piazzamento di due anni fa era meritato: so di poter vincere un giorno questa grande classica che ho nel cuore". Sfortunato invece Filippo Pozzato, caduto con lo spagnolo Flecha due chilometri prima della Foresta di Arenberg, a 99 km dall’arrivo: il icentino ha battuto il fianco destro e il ginocchio sinistro, ha lottato per rientrare sui primi, ci è riuscito, ma si è staccato quando è cominciata la lotta. Ha chiuso a oltre 15’.

ORDINE D'ARRIVO

1 Tom Boonen (Bel) Quick Step 5.58.42 (43.407 km/h)
2 Fabian Cancellara (Swi) Team CSC 0.01
3 Alessandro Ballan (Ita) Lampre
4 Martijn Maaskant (Ned) Slipstream Chipotle Presented By H30 3.39
5 Stuart O'Grady (Aus) Team CSC 3.57
6 Leif Hoste (Bel) Silence - Lotto
7 Stijn Devolder (Bel) Quick Step 3.59
8 Johan Van Summeren (Bel) Silence - Lotto 4.35
9 George Hincapie (USA) Team High Road 5.12
10 Fabio Baldato (Ita) Lampre
109 Mikhail Ignatiev (Rus) Tinkoff Credit Systems 18.53 Unico ciclista russo a finire la corsa

Il vincitore Tom Bonen

Alessandro Ballan primo degli italiani

Una caduta sul pavè

Alexander Serov alla partenza

Il passaggio nella foresta dell'Aremberg

morello
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43^ Amstel Gold Race


IL PERCORSO




Amstel: trionfa Cunego


Il veneto della Lampre, autore di uno sprint prepotente, vince la classica olandese precedendo nel finale il lussemburghese Schleck. "Ancora non ci credo, ora voglio la Liegi". Terzo Valverde, quarto Rebellin

VALKENBURG (Olanda), 20 aprile 2008 - C’è chi la chiama "la collina dell'onore". Perché lì, su quei 140 metri che fanno del Cauberg un punto alto dei Paesi Bassi, vince solo il migliore. E il migliore è stato Damiano Cunego. Dei nove che hanno affrontato insieme l’ultimo chilometro con una pendenza di oltre il 10 per cento, il veronese era l'unico ad andare a doppia velocità. Prima si è incollato alla ruota dello spagnolo Joaquin Rodriguez, poi si è appiccicato a quella del lussemburghese Frank Schleck, infine l'ha saltato con la facilità di uno che viaggia su una moto e non su una bici. E così la sua prima volta nell’Amstel Gold Race, la classica olandese del calendario internazionale, è diventata trionfale.
DAMIANO CON REBELLIN - L'Amstel è una sequenza di 31 strappi disseminati in 257 km. Ma è anche un labirinto di stradine di campagna, curve a gomito, spartitraffico, piste ciclabili, corsie preferenziali, marciapiedi, rotonde, dove sembra valere tutto: salire, scendere, tagliare. La più lunga e tormentata gimkana al mondo. E quando alla maggioranza dei corridori si spengono le luci, lì comincia la vera corsa. Dei novi sopravvissuti, due italiani: oltre a Cunego, l'eterno Davide Rebellin. Pur ingolfato da una faticosa digestione, Rebellin si è dimostrato campione di resistenza: e in cima al Cauberg è passato quarto. Bene anche Alessandro Ballan e tutti i gregari della Lampre, che hanno coperto, aiutato, alleviato Cunego finché sorretti dalle energie. E coraggioso un tentativo di Dario Cataldo, allo scoperto, da solo, quando al traguardo mancavano 23 km.
OBIETTIVO LIEGI - Cunego giura di essere sorpreso di questa vittoria: "Avevo in testa, e nel cuore, la Liegi-Bastogne-Liegi. Così pensavo di interpretare l'Amstel come una prova generale per verificare la mia condizione. Ma nel finale ho giocato le mie carte". Vincenti. "A pochi chilometri dall'arrivo, quando gli altri hanno cominciato a scattare, mi sono detto che non potevo andare a chiudere sempre io. Mi sarei sfinito. Ho rischiato, mi è andata bene". E adesso? "Stasera vado a letto felice e contento. E domani si ricomincia. Questa è una settimana importante. Domenica ci sarà la Liegi. Nonostante questa
vittoria, la Liegi continua a essere la corsa che sento di più".


ORDINE D'ARRIVO

1 Damiano Cunego (Ita) Lampre 6.35.29 (39.051 km/h)
2 Frank Schleck (Lux) Team CSC
3 Alejandro Valverde Belmonte (Spa) Caisse d'Epargne 0.02
4 Davide Rebellin (Ita) Gerolsteiner
5 Thomas Dekker (Ned) Rabobank 0.06
6 Christian Pfannberger (Aut) Barloworld 0.14
7 Serguei Ivanov (Rus) Astana 0.18
8 Joaquim Rodriguez (Spa) Caisse d'Epargne 0.23
9 Karsten Kroon (Ned) Team CSC 0.27
10 Jérôme Pineau (Fra) Bouygues Telecom 0.45
26 Alexandre Botcharov (Rus) Crédit Agricole 1.36

Damiano Cunego vincitore della corsa

Il russo Ivanov settimo classificato è stato il migliore dei suoi connazionali

morello
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94^ LIEGI BASTOGNE LIEGI




Valverde sfreccia a Liegi Che beffa per Rebellin


Lo spagnolo, già vincitore della Doyenne nel 2006, ha preceduto allo sprint il 36enne capitano della Gerolsteiner e il lussemburghese Frank Schleck. Nono Bettini, decimo Nibali. Cunego, colpito da crampi, cede nel finale

LIEGI (Belgio), 27 aprile 2008 -
Alejandro Valverde ha vinto la 94ª edizione della Liegi-Bastogne-Liegi, la seconda della sua carriera. Lo spagnolo della Caisse d’Epargne, 28 anni compiuti venerdì, ha battuto Davide Rebellin e Frank Schleck "vendicando" il secondo posto del 2007 alle spalle di Di Luca. Nono Bettini, decimo Nibali, lontano dai primi Damiano Cunego.
SCHLECK ATTACK – Era scritto che l’azione decisiva maturasse sulla Côte de la Roche aux Faucons, dopo 241 chilometri di corsa e anche 5 ore sotto un sole cocente. Fothen, Rolland e Brutt restano in fuga per 220 chilometri. Poi sono Andy Schleck (Csc) e Stefan Schumacher (Gerolsteiner) ad affondare il colpo ai -20. Si muovono anche Valverde e Joaquim Rodriguez. Davide Rebellin c'è sempre, e controlla, chiude, rilancia, senza sbagliare una mossa. Dietro tutti sanno che è "il momento": Cunego ci prova, seguito da Cadel Evans e dal campione d’Austria Pfannenberger. Il veneto della Lampre non sta bene, ha i crampi e soffre il caldo, e anche se nel gruppetto c’è collaborazione il margine cresce mentre ai quattro di testa si aggiunge anche Frank Schleck.
REBELLIN QUASI PERFETTO – I fratelloni lussemburghesi della Csc fanno la corsa. Provano con una tattica a tenaglia. Andy scatta di nuovo ai -11. Poi, quando viene ripreso, ecco il contrattacco di Frank sull’ultima côte, quella del Saint-Nicolas. Restano in tre a giocarsi la regina del nord. Valverde sta a ruota del più grande degli Schleck e di Rebellin fino all’ultima curva, poi spara il suo attacco a 180 metri dall’arrivo e vince, sfogando una rabbia che covava da 12 mesi, per la prima volta dall'apertura dell'Operacion Puerto che lo ha coinvolto ma non condannato, almeno finora.
ITALIANI – Bene Bettini. Protagonista sulla Redoute e sempre tra i migliori. Bravo anche Nibali, che ha chiuso in crescendo e guarda al Giro come si fa davanti a un’occasione irripetibile. Qualche sorriso anche per Riccò, a 1’03” dal vincitore, Nocentini, Mazzanti e Pellizotti, tra i primi 30. 8(FONTE GAZZETTA.IT)

ORDINE D'ARRIVO


1 Alejandro Valverde Belmonte (Spa) Caisse d'Epargne 6.44.04 (38.756 km/h)
2 Davide Rebellin (Ita) Gerolsteiner
3 Frank Schleck (Lux) Team CSC
4 Andy Schleck (Lux) Team CSC 0.30
5 Christian Pfannberger (Aut) Barloworld 0.40
6 Thomas Dekker (Ned) Rabobank
7 Cadel Evans (Aus) Silence - Lotto
8 Joaquim Rodriguez (Spa) Caisse d'Epargne 0.48
9 Paolo Bettini (Ita) Quick Step 1.03
10 Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas

28 Evgeny Petrov (Rus) Tinkoff Credit Systems 1.32
31 Vladimir Efimkin (Rus) AG2R La Mondiale 2.58

Alejandro Valverde (Caisse d'Epargne) vincitore della Liegi -Bastogne - Liegi

Davide Rebellin secondo classificato

Il podio

Pavel Brutt (Tinkoff) in azione

Alexander Gottfried (Tinkoff Credit Systems)

L'ucraino Yaroslav Popovych (Silence-Lotto)


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