Rigaudo, marcia di bronzo
La cuneese protagonista nella 20 km, vinta dalla bielorussa Turava. Testa testa per l'argento fino al chilometro 18, poi cede nel finale. Un regalo di nozze confezionato con i propri... piedi
Elisa Rigaudo, 26 anni, Fiamme Gialle. Omega
GOTEBORG (Svezia), 9 agosto 2006 - Ancora una volta la marcia azzurra non ha tradito le attese. Questa volta a far sorridere appassionati, dirigenti e tecnici è la bionda Elisa Rigaudo, che si regala un bronzo fortemente cercato e voluto. La piemontese, allenata da Sandro Damilano, il tecnico che ha fatto grande la marcia italiana ("Con questo bronzo - dichiara senza nascondere la soddisfazione - le medaglie vinte da atleti allenati dal sottoscritto salgono a 34").
LA GARA - Subito dopo lo sparo la bielorussa Ryta Turava parte a razzo. La rivedranno solo al traguardo. Macina la strada come una formula 1, senza esitazioni. ("Ha dichiarato che voleva tentare il record del mondo" aveva avvertito alla vigilia Elisa Rigaudo). Però il percorso non è dei migliori. Troppi saliscendi e così si deve “accontentare” del titolo continentale (1h27’08”), precedendo di 1'27" la russa Kaniskina, che a sua volta precede la nostra Rigaudo di soli 2" (1h28’37”, primato stagionale). "Sino alla fine ho sperato di farcela - ammette Elisa -. Mi dicevo: è stanca anche lei. Comunque questo bronzo è il coronamento di tanti sacrifici. La gara si è svolta come avevo previsto. Ritmo giusto e regolare". Dopo questa fatica Elisa si concederà un giusto regalo: le nozze con Daniele, il prossimo 16 settembre. E poi... zaino in spalla e via sui sentieri del Kilimangiaro. Entrambi appassionati di trekking, non sono nuovi ad avventure del genere. Negli anni passati hanno anche affrontato le montagne del Marocco e del Perù, arrampicandosi sino ai 6.000 metri. 16ª Gisella Orsini (1h33’10”, primato stagionale) e 18ª una piangente Rossella Giordano (1h33’56”) “Al decimo km ho finito la benzina".
di Daniele Perboni
Europei: la terza giornata
Carabelli in finale nei 400 hs, Ottoz eliminato. Storica 5ª piazza per Barberi nei 400: "Potevo arrivare al bronzo". Nell'alto Silnov beffa l'idolo di casa Holm
GOTEBORG (Svezia), 9 agosto 2006 - Non è riuscito il colpo gobbo a Andrea Barberi nei 400. Alla terza gara in tre giorni, comunque ha centrato una 5ª piazza storica. Mai nessun specialista italiano era riuscito ad andare così lontano e con una regolarità cronometrica più che eccellente. Il suo 45”70, vale di più di quel che sembra. All’uscita dall’ultima curva, infatti era ultimo: "Ma non mi sono spaventato per questo. Sapevo di stare bene. Però se partivo con più decisione il bronzo potevo anche acchiapparlo. Ora spero mi trovino una corsia al meeting di Zurigo. Questo benedetto record italiano voglio farlo a tutti i costi. Sto troppo bene per buttare al vento una simile opportunità". Il titolo è andato al francese Raquil (45”02) che ha preceduto il russo Frolov (45”09, personale) e l’altro francese Djhone (45”40).
IL REGNO DEI GIGANTI - La bomba acustica che il pubblico aveva innescato per sparare verso il cielo i suoi pupilli (Holm e Thornblad) è stata disinnescata dal
russo Andrey Silnov, che con una regolarità impressionante si è catapultato oltre l’asticella a 2.36. Non si è fatto impressionare dalla folla, ne dal carisma degli avversari. Così si è lasciato alle spalle il ceco Janku (2.34) e l’idolo di casa Holm (2.34). Buone le prestazioni dei tre azzurri. Il migliore del lotto è stato
Nicola Ciotti, sesto con 2.27. Decimo il fratello Giulio (2.27) e 11° Bettinelli (2.24).
400 DONNE - Per un soffio
Daniela Reina ha sfiorato l’impresa: l’accesso a una finale continentale. Nella sua semifinale non è riuscita ad agguantare la 4quarta piazza, che le avrebbe permesso di passare il turno. Si è dovuta accontentare del 5° posto (52”13), in una prova dove la bulgara Stambolova è apparsa nettamente al di sopra di tutte le avversarie.
1500 UOMINI - Discreta anche la prestazione di
Christian Obrist, 7° nella finale dei 1500 (3’42”59), vinta dal francese Baala (3’39”02) davanti all’ucraino Heshko (3’39”50) e allo spagnolo Higuero (3’39”62).
400 HS - La tradizione dei 400 ostacoli azzurra è stata rispettata. Il lombardo
Gianni Carabelli, infatti, si è guadagnato l’ingresso in finale dopo una buona batteria chiusa al 2° posto con 49”97, alle spalle del britannico Williams (49”58), nonostante abbia incocciato nel secondo ostacolo. "Correre in settima corsia non mi ha danneggiato. Avevo davanti un buon riferimento come il ceco Muzik. Ora stiamo tranquilli ho corso sui miei tempi stagionali. Vediamo cosa succederà domani”. Per la cronaca, Carabelli si è classificato con il 7° tempo assoluto, mentre il migliore dei 21 concorrenti è stato il polacco Plawgo con 49”13. Senza lode la partecipazione di
Laurent Ottoz, sesto nella sua batteria con 51”22.
200 - Continua l’avventura di
Alessandro Cavallaro nei 200 metri. Nei quarti di finale ha agguantato un preziosissimo 4° posto (20”91) che lo proietta fra i migliori 16 velocisti del Vecchio continente. Squalificato l’altro azzurro Anceschi. Ancora una volta il migliore di tutti risulta il portoghese Obikwelu con 20”58, seguito dal britannico Devonish (20”67) e dal francese Alerte (20”68).
LE ALTRE FINALI - Trionfo nordico nel
giavellotto, dove si è imposto il norvegese Thorkildsen con 88.78 davanti al finlandese Pitkamaki (86.44) e all’intramontabile (è nato il 16-6-66) ceco Jan Zelezny. Il
triplo femminile, vissuto sul duello russo-greco
Lebedeva-Devetzi, è andato alla prima, con un ultimo balzo a 15.15 (primato dei campionati), che ha letteralmente gelato l’avversaria, incapace di reagire. La greca, infatti, si sentiva già l’oro in tasca avendo piazzato alla prima prova un eccellente 15.05.
Terza la russa Pyatykh con 15.02 (record personale). I
100 donne sono andati alla belga Kim Gevaert (11”06), l’atleta che 4 anni fa a Monaco vinse l’argento nei 100 e nei 200 davanti a Manuela Levorato.
Seconda la russa Grigoryeva (11”22 e terza l’altra russa Khabarova (11”22)). Si è fermata alle semifinali dei 100 l’avventura europea di Merlene Ottey. L’ex giamaicana, ora naturalizzata slovena, non è riuscita ad andare oltre la quinta posizione (10”44 il suo tempo). “Non sono contenta del tempo realizzato - ha commentato la 46enne velocista -, ma la mia carriera non finisce qui”. Che avesse intenzione di arrivare sino ai Giochi di Pechino 2008 non era un segreto, ma ora questo desiderio lo ha espresso chiaramente davanti al pubblico dell’Ullevi stadium che l’ha salutata con caloroso applauso. Ancora una russa sul gradino più alto del podio nei
400 ostacoli. Si tratta della 28 enne
Yevgeniya Isakova: oro e record personale con 52”93. Seconda la greca Halkia (54”02) e terza l’ucraina Tereshchuk-Antipova (54”55).
Daniele Perboni