FINAL FOUR ad ATENE (Grecia)
SEMIFINALI
CSKA Moscow - Unicaja 62 - 50
Panathinaikos - Tau Ceramica
67 - 53
Il CSKA Mosca vola in finale secondo pronostico
CSKA: Papaloukas 11 (3/4 1/1), Kurbanov, Smodis 8 (1/3 2/5), Vanterpool ne, Holden 7 (3/4 0/5), Pashutin 2 (1/1), Andersen 12 (6/9), Savrasenko 7 (3/5), Torres (0/3 0/1), Ponkrashov, Langdon 13 (3/8 1/6), Van den Spiegel 2 (1/1).
All.: Messina.
UNICAJA: P. Sanchez 1 (0/2 0/4), Rodriguez 7 (2/6 1/3), Vasiliadis ne, Welsch 2 (1/1 0/2), Cabezas 13 (2/3 3/4), Pietrus 2 (1/1), De Miguel 4 (2/2 0/1), Tusek 3 (0/4 1/4), Jimenez 6 (1/1 1/1), A. Sanchez ne, Faison 4 (2/5 0/2), Brown 8 (0/3 2/6).
All.: Scariolo.
Alla fine Ettore Messina può lasciarsi andare ad un gran bel sorriso: il suo CSKA è di nuovo in finale, e potrà difendere quanto conquistato la magica notte di Praga dalle insidie greco-spagnole. Il coach ex-trevigiano e virtussino alla vigilia aveva detto che il clima che si respirava attorno alla squadra, da tutti considerata favorita non solo contro Malaga ma anche per la vittoria finale, non lo lasciava tranquillo, mettendo inoltre in evidenza come l'Unicaja, nonostante l'assenza di Santiago, avesse i giocatori tecnici e veloci in grado di mettere in difficoltà la corazzata russa. Mai più previsione si rivelò azzeccata: il CSKA ha infatti sofferto a lungo l'avversario, in particolar modo nel terzo periodo, e deve ringraziare la sorte che ha tolto di mezzo anche Cabezas nel momento di massima produttività offensiva degli iberici. Anche se, va detto, la difesa del CSKA è stata perfetta per 30', strepitosa negli ultimi 10.
I campioni schierano in quintetto Holden, Torres, Langdon, Smodis e Savrasenko, con Papaloukas ''logico'' sesto uomo; Scariolo risponde con Cabezas, Brown, Welsch, De Miguel e Jimenez: come detto, manca Santiago per un problema di distacco della retina, e la sua assenza peserà parecchio nel corso del match.
Passano due minuti per vedere il primo canestro di queste FinalFour: lo segna Smodis, da tre punti, e per lungo tempo questa rimarrà l'unica cosa positiva della serata dello sloveno; replica Jimenez, anch'egli dai 6.25 (3-3), ma subito appare evidente come le difese dure, arcigne, di entrambe le compagini, la faranno da padrona. Il CSKA ha una discreta supremazia sotto canestro, ma Torres (inguardabile in attacco) e Holden sbagliano parecchio dando così la possibilità a De Miguel (4 e 3r) e Cabezas di realizzare il primo vantaggio spagnolo (6-10); il vantaggio, anzichè caricare l'Unicaja, lo fa confondere (Brown e Wesch in particolare), cosicchè l'ingresso in campo di Papaloukas coincide col mini-break di 12-5 che chiude il primo periodo (18-15, spettacolare schiacciata di Andersen). L'assenza di Santiago regala al CSKA quattro rimbalzi offensivi nel solo primo parziale. Scariolo invita i suoi giocatori a stringere le maglie a rimbalzo, per non concedere secondi tiri al CSKA, e Pietrus prima, Jimenez poi, eseguono gli ordini del coach bresciano, contribuendo assieme al buon Rodriguez di questa fase (7) a mantenere costante l'equilibrio (24-22, 15'), costringendo Messina a chiamare il primo time-out.
Il minuto di sospensione fa bene ai campioni, che trascinati da Papaloukas (in questa fase ben 4 recuperi sui 5 totali, oltre a due assist e una tripla; 11p, 7r a 4as alla fine) volano sul 33-24, frutto di una parziale di 9-0, nonostante Trajan Langdon continui a litigare col canestro (chiuderà con 13p, ma 4/14 dal campo, con 3perse) e sebbene anche Holden non sia in giornata di grazia (7p, con 0/5 da tre e 2perse). Con questo parziale, e con l'inerzia tutta dalla parte dei moscoviti, si va al riposo.
Al rientro in campo i quintetti sono gli stessi di inizio gara; l'Unicaja inizia a trovare buone opzioni offensive, e un contro-break (2-10) firmato Jimenez (6 e 8r) ma soprattutto Cabezas (con due triple consecutive), unito ad una eccellente difesa che fa rimanare a secco il CSKA per tre minuti, riapre i giochi (35-34). Ma, sul più bello, la Scariolo's band esagera nel tentare la soluzione dalla distanza arrivando a fallire quattro triple consecutive (con Brown e Welsch) e, in sostanza, ''graziando'' il CSKA nel suo momento peggiore. Nonostante ciò, il CSKA continua a non trovare adeguate opzioni offensive finendo per subire il sorpasso (41-42) con tre punti di Brown, una penetrazione di Cabezas e un libero di Sanchez, che realizza il suo unico punto (0/6 al tiro). Proprio l'entrata di Cabezas sulla difesa di Torres costa caro al play spagnolo e a tutto il Malaga: il n. 10, autore di una prestazione egregia (13p, con 3/4 dall'arco e 3as) subisce un duro colpo in volto ed è costretto a lasciare il campo (al 28'). Finalmente si rivedono Smodis (tripla del 44-42) e Rodriguez (layup del pareggio a 4'' dalla sirena) che chiudono il terzo periodo in parità.
Marko Tusek, uno dei grandi dubbi della vigilia di Scariolo, segna l'unico canestro della sua partita (1/8 al tiro) che illude il Malaga di poter fare grandi cose anche senza Cabezas (46-47). Ma è un fuoco di paglia, perchè di lì in poi l'Unicaja non segna più, subendo passivamente la strepitosa difesa del CSKA che non concede una sola facile conclusione. Il risultato è che i campioni in carica giocano più tranquilli in attacco e, sfruttando il momento d'oro di Langdon e Andersen (12p, 9r, 19val), piazzano un devastante break (14-0) che mette in ginocchio l'Unicaja. Scariolo tenta la carta della disperazione ributtando nella mischia Cabezas, ma ormai è troppo tardi, e Brown (opaco, 8p con 2/9 dal campo e tre palle perse) realizza il secondo canestro del quarto per la sua squadra a pochi secondi dal termine.
Il pronostico, tanto temuto da Messina, alla fine ha dato ragione ai Campioni in carica; anche un altro pronostico, da un punto di vista statistico, è stato rispettato: con l'assenza di Santiago era prevedibile che l'Unicaja avrebbe sofferto a rimbalzo, e così è stato (43-27 per il CSKA, con 13 rimbalzi offensivi per quest'ultimi); si poteva immaginare che l'Unicaja avrebbe esasperato il tiro dalla distanza, ed in effetti così si è verificato (8/27). Il CSKA è stato molto abile nel saper sfruttare questo vantaggio che la sorte le ha concesso (levando di mezzo il portoricano) dominando sotto le plance e garantendosi spesso la possibilità di secondi tiri, di quei secondi tiri che alla fine hanno deciso la gara. Non è stata certo la miglior prova di Langdon e co., ottimi come al solito in difesa, ma forse bloccati dalla tensione e imbrigliati dalla buona difesa degli spagnoli; nell'ultimo quarto, invece, il CSKA ha dato un saggio di come si gioca alla pallacanestro, precisa e paziente in attacco, semplicemente perfetta nell'altra metà campo, e per gli andalusi il sogno di arrivare in finale è rimasto tale.
Papaloukas, ottimo come al solito
Cabezas, il migliore dei suoi
La giusta esultanza dei moscoviti
Il Panathinaikos batte il Tau 67-53
PANATHINAIKOS: Alvertis 5 (0/1, 0/1), Delk (0/1, 0/1), Becirovic 15 (2/3, 2/3), Batiste 15 (4/8, 0/1), Siskauskas 11 (1/2, 2/4), Chatzivrettas 3 (0/1, 1/2), Dikoudis 7 (3/5, 0/2), Tsartsaris (0/1, 0/1), Diamantidis 3 (0/2, 1/4), Tomasevic (0/2), Vujanic 8 (2/5 da tre), Javtokas.
All.: Obradovic.
TAU: Scola 6 (2/5), Prigioni 6 (0/1, 2/8), Cilla ne, Rakocevic 4 (1/4, 0/2), Vidal 2 (1/1), Planinic 7 (3/5, 0/1), Erdogan 11 (1/1, 2/7), Teletovic ne, Peker 7 (3/6), Eslava ne, Splitter 7 (3/5), House 3 (0/5, 0/6).
All.: Maljkovic.
Batiste (Panathinakos) il migliore in campo.