Irina, Abak, Rapi, ma cosa state dicendo?? Faccio fatica a seguirvi, soprattutto Abak e Rapi sulle cui affermazioni spesso mi trovo d'accordo, ma questa volta, davvero, non comprendo quello che sostenete.
Punto primo: qui, se possiamo, diamo una mano dal punto di vista legale e procedurale a Falcon.
Punto secondo: se c'è la solidarietà, da chi ci è passato prima o da chi non ci è passato per niente, ben venga.
Punto terzo: qualsiasi giudizio sulla sfera culturale o interculturale la vedo più che superflua, se non inutile. L'esperienza di Willow (e son certo di molti altri) testimonia che non è un problema tra donna russa e uomo italiano. Quanti di voi sono stati fidanzati, non dico sposati, ma fidanzati con una ragazza italiana e poi la storia è andate a puttane per un qualsiasi motivo?? Vi assicuro che, così come in un normale rapporto tra fidanzatini, anche in un matrimonio prima o poi ci può essere una scintilla che fa saltare tutto e, caro Mariupol, non sai mai cosa può capitarti. Ma, come diceva Kilan, non spetta a nessuno di noi giudicare chi abbia torto o ragione in questa storia, nè tanto meno presumere che il torto ce l'abbia la differente estrazione culturale del marito e della moglie.
Spero che abbiate compreso il mio intervento. Purtroppo, queste storie avvengono dappertutto, magari, come sostiene Bigidea, l'appartenenza a due cittadinanze differenti potrebbe complicare la situazione, ma solo sotto l'aspetto procedurale, caro Abak... dico questo perchè nell'intervento di Irina non leggo una critica mossa in maniera costruttiva (e lei, per sua stessa ammissione, ha anche chiesto scusa per la troppa "irruenza")... bensì una constatazione che i matrimoni tra cittadini italo-russi vanno prima o poi a puttane... e avere la presunzione (perchè di presunzione mi pare di leggere in quel commento) che la maggior causa sia legata al fatto che lui è italiano e lei è russa, francamente, mi pare una grossa stronzata.
Drugo
PS per Abak e Rapi: non prendetela come uno sfogo personale, perchè più di una volta ho condiviso i vostri interventi, ma si sà, non tutti siamo uguali e quando si comincia a ragionare su stereotipi, per grandi numeri o per sentito dire, non è difficile non trovarmi d'accordo.
Hai capito male. Mai detto che "i matrimoni tra cittadini italo-russi vanno prima o poi a puttane", ma invece che se questi matrimoni finiscono male (cioè i due che prima si amavano finiscono con l'oddiarsi), succede che uno dei genitori perde il prorio figlio, non lo vedrà crescere, non lo conoscera e non diventerà mai una persona cara per lui... Ma credo che non bisogna spiegarvelo. Quello che volevo dire: "donne e buoi dai paesi tuoi", se si divorziano gli italiani, l'altro genitore puo stare coi figli il fine settimana, se si divorziano copie miste, allora i figli non conoscono uno dei genitori e non conoscono la "metà di se stessi", cioè avendo il padre per esempio italiano, non parla italiano e non conosce la cultura, il paese. Scusate, ma io non parlavo di diversità di culture, ma di diversità dei paesi. E visto quanti matrimoni finiscono con i divorzi in Italia, dove divorziare è una fatica, nessuna russa esiterà nel caso dei problemi, perché in Russia divorziare è facile. Poi ci sarà la prospettiva di tornare finalmente a casa... dove c'è tutto: famiglia, amici, lavoro (potrà esercitare la propria professione) ecc....
Le cittadinanze differenti non è che complicano la situazione solo sotto l'aspetto procedurale, ma cambiano le conseguenze del divorzio, eccome cambiano.
Prima bigidea mi aveva detto " che certe considerazioni te le devi tenere per te", adesso che nelle mie parole "presunzione mi pare di leggere in quel commento" mi dice il drugospb. E mi accusate me della " troppa "irruenza", certo siete molto più delicati di me.
E la diversità di culture che certo è un fattore importante, è un altro discorso.