Salve a tutti. Scusate sempre per il ritardo nel raccontare la mia prima esperienza di viaggio al di fuori dell'Europa, ma tra lavoro e studio il tempo è pari a... zero.
Piccola premessa: sono un utente abbastanza attivo di questa comunità oramai dal 2014, quando mi iscrissi per avere informazioni più dettagliate sulla situazione dell'Ukraina -era il periodo del "Majdan", e vi seguivo per magari tranquillizzare la mia ragazza del tempo-. Con il tempo però, il forum è diventato da sito dove captare info a vero e proprio punto fermo della mia giornata. Ho iniziato a partecipare ai raduni e il primo fu quello del 30ennale del forum in quel di Milano. Anche allora, ho vissuto tante emozioni nuove dovutemi da un mondo che pensavo di conoscere, ma che in realtà mi era quasi del tutto sconosciuto. In quell'incontro conobbi il Generalissimo Gringox, il Geometra, Tony83, il Colonnello, quel simpaticone di Mr G -anche se quella sera non era in condizioni tali da presentarsi :lol: - Antea e molti altri forumisti. Col tempo ho imparato a conoscerli meglio e a conoscere anche gli altri membri di questa grande "famiglia" italo-russofona. Spero vivamente con il cuore che questo racconto diviso in capitoli per ogni tappa del mio percorso e scritto mentre sono coperto da un plaid, sorseggio del Chaj dal mio podstakan e ascolto "Aprel' " dei Kino, possa piacervi e magari farvi provare o anche solo avvertire parte delle emozioni che ho vissuto e provato in questo viaggio; sono state davvero tante e che cercherò di farvele vivere attraverso la spiegazione e le foto dei posti che ho visitato.
"Viaggiare da soli è l'esperienza più spaventosa e liberatoria della vita" quindi, a voi che state per inoltrarvi nella mia esperienza... Buona lettura!
P.S: per le fotografie, dato che mi da problemi il caricamento, creerò un album pubblico che potrete vedere anche se non siete tra i miei contatti fb.
PRELUDIO DI UN VIAGGIO: l'idea di visitare questi luoghi l'avevo da tempo. Sono posti che mi hanno affascinato, sempre incuriosito. Nonostante la fine di un rapporto, il lavoro che mi si accavallava al viaggio, i problemi burocratici, i sacrifici per acquistatre i biglietti... Cosa dire? Che questo viaggio è stato un vero e proprio parto! :-D Come ho detto, ho vissuto prima una organizzazione, poi un disfacimento, poi una riorganizzazione con unovo itinerario, i costi dei rispettivi visti, poi biglietti, poi nuovo disfacimento organizzativo e riprogettazione con il vecchio tragitto... Sembrava proprio che questo viaggio non lo dovessi fare! Alla fine quando mi sono ritrovato in fila per l'imbarco il mio unico pensiero è stato: <<Ci siamo... E' il momento... "поехали!">>. Prima di partire con il vero racconto, voglio ringraziare in anticipo voi per il supporto datomi in alcune occasioni e su alcuni dubbi, Rago per la pazienza datami per il visto e ultimi -ma non ultimi- il geometra per il meeting segreto della sezione italiana del 1° direttorato del GRU :-D e il gringox con cui ho sperato fino all'ultimo in una serata kievliana, ma alla fine la serata non è avvenuta :( ma partiamo nel raccontarvi questaa avventura. Ah, dimenticavo! Metterò anche qualche fotina, ma non del sottoscritto perché sono brutto :D
LA PARTENZA E L'ARRIVO: KIEV - LA 1^ TAPPA! I giorni antecedenti la partezza sono stati un turbinio di emozioni, anche se quella che l'ha fatta da padrone è stata l'ansia e la paura. Non avendo mai viaggiato da solo le preoccupazioni non erano poche. Anche il volo in se mi ha dato dei grattacapi ai quali non avrei mai pensato. Ma ciò che mi ha destato più preoccupazione è stato l'attraversamento del confine ucraino-russo con il treno. Avevo cercato informazioni su internet per vedere se qualcuno mi avesse anticipato il tale "missione" (trovare un termine migliore) ma l'esito fu negativo quindi mi son dovuto affidare alla casistica. Da Napoli, dove nell'attesa del pulman che mi avrebbe portato a Fiumicino ho avuto il tempo di "saluare" il Belpaese a modo mio: assaporando una rosetta ripiena di mozzarella di bufala e salutando un mio caro amico di Caserta con cui trovo sempre il tempo di scambiare due parole e farmi una risata. Tempo del primo viaggio. Nel pulman erano quasi tutti autoctoni della mia destinazione. Erano tutte signore badanti che facevano ritorno a casa, alle proprie famiglie, dai propri figli. Un paio erano avanti con l'età, le altre erano donne sulla quarantina con partner italiano. E' sempre strano assistere a tali scene. Ma smisi subito di pensarci; misi le cuffie, avviai la mia playlist di musica russa e, con il mio fedele vocabolarietto di russo-italiano e il mio manabile di frasi russe, ho fatto un bel ripasso della misera grammatica russa che conosco per la full immersion che mi avrebbe atteso da lì a qualche ora. In aeroporto il tempo passa lentamente.
Tra un messaggio whatsapp con la famiglia e gli amici e una passeggiata in un aeroporto deserto, il tempo passa e arriva il tempo di imbarcare il bagaglio. Al momento della consegna del bagaglio vengo sorpassato da qualcosa come una cinquantina di cinesi! -NB caro lettore: per tutto il viaggio i cinesi saranno la mia dannazione, il mio incubo!- A causa loro, la trafila per la consegna del bagaglio si è allungata e dopo "solo" un'ora riesco ad arrivare al banchetto per la consegna del documento e del biglietto, con conseguente imbarco del bagaglio. La signorina dell'aeroporto, dopo le domande di rito mi chiede se io sapessi parlare l'inglese e dopo la mia risposta affermativa, mi fà: <<ok, allora ti metto al centro dell'aereo, così magari riesci anche a parlare in inglese con qualcuno!>> io accetto nonostante il mio unico pensiero fosse "Se, parlà... Con sonno che tengo, mo me metto a fa conversazione! Tzè!". Una volta sedutomi inizia il rito della partenza, ma non faccio molto caso alla cosa ma comincio a guardarmi intorno un po' per il solito timore, un po' per capire chi mi stesse accanto. Noto così un signore sulla quarantina che inizia a parlarmi. Dopo la terza frase parte la domanda di rito: "di dove sei?" e mi ritrovo con l'aver fatto la conoscenza di uno cuoco di Napoli che va in viaggio in Ukraina per vacanza. Una chiacchiera tira l'altra, ma il sonno si fa sentire per entrambi. Quindi decidiamo di dormire e di "rivederci" a Borispl'. -Devo fare una nota negativa per gli hostess della UA: la loro cordialità è gentilezza è infinita! talmente infinita che quando ti servono le bevande, sembra che ti stiano facendo un favore! Per le hostess invece, non ho nulla da dire se non un sospiro-
Euforico per l'arrivo, sbircio tra gli aerei in pista per intravedere quel bestione dal nome M'rija, l'AN-225. Deluso dal mancato avvistamento, scendiamo dall'aereo e mi concedo il mio primo caffè ucraino offertomi dalla mia nuova conoscenza. Abitutato agli aeroporti italiani pieni di negozi, di pubblicità e di quella strana atmosfera, devo dire che l'aeroporto di Kiev mi ha dato una sensazione di iniziale freddezza. Molto spoglio e molto vetusto, con un piccolo angolo bar -anch'esso semi spoglio, ma ben tappezzato di cioccolato Roshen- preso un taxi su uber, io e il mio russo abbiamo il primo impatto nel dover comunicare la destinazione e nel chiacchierare un po' con il tassista e, una volta giunti a destinazione, dell'aiutare il mio compagno di viaggio con l'alloggio. Impacciato ed emozionato, riesco a farmi capire in tutte le situazioni ed intrattengo anche interessanti conversazioni. [NB: in tutto il viaggio nel territorio ukraino ho provato a parlare in inglese, ma quasi ogni volta ho ricevuto un sonoro "HET" e un sonoro "По-русски, да конечно!"] Salutato Salvatore per dirigermi al mio ostello. L'ostello è in un tipico palazzo sovietico. Devo dire che la zona intorno è molto degradata, essendo vicina al porto del Dnepr'. Il mio riposo in camera è durato giusto il tempo di una doccia e subito sono uscito per godermi al massimo la città -purtroppo senza il nostro Generale-. Ho ritrovato anche qualcosa di familiare :-D :-D :-D
Gironzolando, ho avuto la mia esplorazione della città. il primo giorno questa è stata breve, perché la stanchezza e il sonno l'hanno fatta da padrone. Per i miei pasti giornalieri ho seguito il consiglio di Gringox e sono andato al ristorante
пузата хата (puzata khata) devo dire che nonostante i prezzi economicissimi, la qualità dei cibi era davvero alta:

Dopo il ristoro, decido di raggiungere almeno la parte alta di Kiev, la cattedrale di Sant'Andrea. Lì ho avuto la mia più grande emozione: il panorama. Anni e anni di racconti letti e uditi sulla vastità della steppa mi avevano preparato allo scenario, ma appena me lo sono ritrovato avanti ho avuto un sussulto al cuore. Sembrava di ammirare il mare. Un mare verde immenso, che non aveva mai fine. E' stato strabiliante. E' stato come desiderare ardentemente una cosa che sai sicuramente essere bella, ma che quando ce l'hai davati vedi che è ancora più bella e letteralmente a bocca aperta!
(il monumento a Bulgakov vicino alla sua casa museo)
In questo spettacolo ho fatto la mia prima conoscenza: un ragazzo slovacco, in vacanza a Kiev per poi raggiungere un luogo proibito con un tour guidato -e che spero un giorno di fare-: CHERNOBYL'! scopriamo per puro caso di abitare nello stesso ostello e di avere in comune parecchie passioni. Ci salutiamo, sperando di vederci in ostello per bere un po' di Kvas. Scendendo ne approfitto per ammirare i souvenir in vendita. Quei bei colori tipici delle culture russe.
(i vari -e bei- souvenir nelle vicinanze della chiesa)
Lascio il santuario e decido di salire verso la seconda colinetta per arrivare al monastero di San Michele e alla cattedrale di Santa Sofia. Purtroppo dei due sono riuscito a visitare solo il primo, data l'ora. Mi godo il tramonto e la luna che mi si contrappone tra la statua di Bogdan Khmelnitsky e la cattedrale di Santa Sofia. Sono riuscito a trovare una poesia sul tema, di Gianni Rodari: La luna di Kiev
Citazione:
Chissа se la luna
di Kiev
e' bella
come la luna di Roma,
chissа se e' la stessa
o soltanto sua sorella....
"Ma son sempre quella!
- la luna protesta -
non sono mica
un berretto da notte
sulla tua testa!
Viaggiando quassu
faccio luce a tutti quanti,
dall'India al Peru,
dal Tevere al Mar Morto,
e i miei raggi viaggiano
senza passaporto".
Dopo questa parentesi culturale, scendo verso Piazza libertà la famosa Majdan Nezaležnosti dove nel 2014 successe quello che sappiamo già. E' stato strava vederla brulicante di vita, pensando a ciò che era successo quattro anni fa.
Il secondo giorno è stata la volta della rievocazione storica. Svegliatomi abbastanza tardi, decido che l'itinerario del giorno sarebbe stato: stadio della dinamo kiev, la Rada, ma sopratutto, la statua della madre patria e infine la stazione centrale per poter acquistare il mio biglietto per la mia seconda tappa. decido di far colazione con un caffè dei tanti chioschetti in giro per la città e di riandare al puzata khata per il mio pasto giornaliero. Questo secondo pasto è stato a base del piatto russofono per eccellenza: il BORSH! devo dire che rispetto a quelli che ho mangiato in italia, questo aveva una nota acidula più attenuata e una nota dolciastra più presente. Inoltre la smetana usata da loro è più delicata delle panne acide che ho trovato in terra nostrana. Ne prendo spunto per le prossime volte che me lo cucinerò. Esco e con il mio zaino in spalla, mi incammino per la mia meta. Avendo notato durante il pranzo che questa era abbastanza lontana, decido di procedere a passo speditoe di visitare in maniera veloce e frugale lo stadio e la Rada (dando una piccola maledizione alla classe politica del paese :-D :-D :-D )
arrivo all'ingresso del memoriale della seconda guerra mondiale. Qui vi è anche un monumento -aggiunto di recente- all'holomodor', tragedia che si abbattè sui popoli del basso territorio dello stato sovietico che colpì con una crestia in maggioranza il popolo ukraino. Ora, il monumento è stato politicizzato per gli scopi propagandistici nazionalisti del paese, dando la colpa quasi esclusivamente ai sovietici, quando poi le cause furono diverse, ma fu una concatenazione di eventi. Chiusa la parentesi, continuo nella mia camminata passando accanto chiese, monasteri, strade mercati. Osservo la gente, vedo come si gode la tranquillità dei primi giorni autunnali negli innumerevoli parchi della città. Devo dire che questa dei parchi è stata davvero una piacevole sorpresa per me. Vedere che le città sovvietiche sono state comunque immerse nel verde, è stata una piacevole sorpresa. Anche se c'è da dire che questo paese è una contraddizione continua, più della Russia. Si perché se da un lato la città è immersa nel verde, esiste un senso civico che in Italia ci sognamo e i mezzi pubblici sono molto gettonati, non esiste la raccolta differenziata e le macchine -essendo queste vecchie e "sgarrupate" :-D o, paradosso nel paradosso, nuove ma di grossa cilindrata e quindi da ricchi- inquinano come le ciminiere di una acciaieria. Arrivato alla mia meta vengo pervaso da un silenzio assordante. Mi sono ritrovato come in un luogo sacro. La statua della madre patria -voluta da Brezhnev (almeno qualcosa di positivo ciglione seppe farla, oltre a spassarsela e a far la bella vita)- è immensa e da una sensazione di onnipotenza con quel suo sguardo di ghiaccio, freddo come l'inverno russo e come lo stato d'animo dei sovietici verso i nazisti. lo stato di silenzio è interrotto da una nonna che racconta alla nipotina le sensazioni tramandatale dai suoi genitori perché la memoria di quei giorni terribili non venga persa. Nonostante la decomunistizzazione del paese, in questo luogo hanno lasciato tutto com'era... Fortunatamente. purtroppo non sono riuscito a vedere il museo interno ma ho potuto esplorare tutto l'esterno e contemplare... Ho provato ad immaginare e nel mentre che camminavo ho incontrato il mio solito gruppetto di cinesi che, da buoni cafoni quali sono, hanno interrotto il silenzio con il loro vociare e il loro berciare. distraendomi dal mio meditare. Dopo questa non voluta parentesi arrivo avanti una scultura che mi ha fatto venire -per la prima volta- un nodo alla gola. Premetto una cosa. Io nella mia vita non ho mai avuto un senso patriottico. Il mio amore per la patria è sempre stato blando per vari motivi (internazionalismo, sensoo di appartenenza al lato considerato sbagliato nel normarle racconto della storia) Per la prima volta ho avvertito quel senso di appartenenza a una patria, anche se questa non è la mia patria. La parte dell monumento in questione è la seguente:
Questo è stato toccante per me perché mi ha fatto capire il dolore subito dal popolo, ma allo stesso tempo la loro voglia di rialzarsi e di combattere contro l'invasore. Mi ha fatto inoltre venire in mente una scena di un film che vi consiglio di vedere, nel caso non lo conosceste; il film è "italiani brava gente" e la scena 'incriminata' è la seguente
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(il memoriale ai soldati sovietici in Afghanistan)
l'oscurità si avvicinava e siccome dovevo correre alla stazione, decido di lasciare quel posto e di incamminarmi. per la strada ho avuto anche il mio primo assaggio di cucina georgiana con un cdi signore georgiane... Una specie di panificio a cielo aperto. E' li che ho il mio primo assaggio di khachapuri. Davvero buono, Caldo, soffice. Il formaggio sapido e gustolo il giusto. E per me che sono nato tra i formaggi è davvero una bella sorpresa. Il tutto annaffiato da un buon Kvas... Ah gringox, se solo tu fossi stato con me! come minimo ne avresti fatto argomento di uno dei tuoi tanti ricordi storici... delle tue gringrate magari con i vecchi utenti. Idem per il Geometra... ho pensato a voi due, perché siete amanti del caucaso.
(il mercatino di fronte al chioschetto georgiano)
con nuove energie in corpo, vado verso la stazione centrale dove, appena arrivato, mi aspettavo una stazione in stile nostrano, con vagabondi, spacciatori e ubriaconi. Di queste categorie ne ho trovato solo la terza e in maniera blanda. Alla biglietteria il dramma comico. Siccome mi ero ripromesso di non parlare in russo vicino le varie autorità ucraine, scrivo su un bigliettino le informazioni del biglietto da acquistare e lo mostro alla signora addetta ai biglietti, anche perché dietro di me c'erano due militari dell'esercito ucraino provenienti dal fronte... preso il biglietto, esco dalla stazione in cerca della metro. Ma prima ho dovuto fare una capatina in bagno. Uno spassionato CONSIGLIO: evitate, evitate, evitate i bagni della stazione... L'avessi fatta in mezzo la strada mi sarei sentito più al sicuro. (parlo a livello di malattie infettive). Dalla metro decido di fare una nuova sosta in piazza Majdan. Anche perché una corsa della metro costa 5 grivne (quasi 16 centesimi).
Come la sera precedente, vedere quella piazza brullicante di vita mi fa uno strano effetto. Ma vedo una atmosfera serena, pacata. Come se non vivessero in un paese con dei disagi sociali gravi. il panorama, e me ne vado a letto felice, in attesa del terzo ed ultimo giorno in quel di Kiev