Ringrazio tutti per l'apprezzamento dei miei racconti :smile:
WILLOWMASK, la tua domanda mi ha fatto sorridere ricordandomi quei tempi; lo spieghero` tra qualche giorno.
L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Grazie Luda per questo spaccato della vecchia ex URSS che ci hai fatto rivivere grazie alla rubrica di Marco. Attendo adesso la risposta al quesito aperto da Willow.
Grazie per ora... :smt023
Un saluto Butterfly77.
Grazie per ora... :smt023
Un saluto Butterfly77.
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Lo confermo anch’io: se il partito chiamava o ordinava qualcosa, veniva eseguito senza obiezioni o esitazioni, sacrificando i propri interessi al dovere, alla Patria. Adesso, passati tanti decenni, capisco quanto fossimo ubbidienti ed ingenui, direi estremamente candidi nel credere in tutto cio` che veniva detto dal leader del Partito. Proverei anche a spiegarne l’origine. Credo era il risultato dell’educazione sovietica la cui base ideologica era formata nel periodo dopo Rivoluzione, negli anni’30. I principi piu` importanti di quel sistema ideologico prevedevano di far radicarsi nei cervelli l’idea della profonda fede negli ideali comunisti; che tutte le decisioni del PCUS fossero giustissime era fuori di dubbio; gli interessi e diritti individuali non contavano e venivano rifiutati a favore di quelli nazionali.
Nell’Urss esistevano tanti slogan che facevano parte della vita quotidiana. “Te lo chiede madre Russia” per noi e` piuttosto associato agli anni della Grande Guerra Patriottica (Родина-Мать зовёт); negli anni ’60 erano diffusi tante altre parole d’ordine, tra cui, per esempio, il testo di un cartellone del 1963:
Партия сказала: Надо! – Комсомол ответил: Есть!
(Il Partito dice:Bisogna (farlo)! – Il Komsomol risponde: Sara` fatto!)
E` chiaro che “il komsomol” poteva essere sostituito da qualunque altra parola – tu, noi, voi, - il senso non cambiava.
Mi ricordo poi alcune righe di una canzone popolare degli anni ’70:
Раньше думай о Родине, а потом о себе (Pensa prima alla Patria, e poi a te stesso);
era il filo conduttore che passava per tutti gli aspetti della vita sovietica; era normale, niente di straordinario: se la Patria te lo chiede, tu lo fai.
Eccola qui, questa canzone, accompagnata dalle caratteristiche foto che rappresentano i momenti storici del Komsomol e dell”Urss stesso:
https://www.youtube.com/watch?v=2soeOsfy07I
Willow, questa e` la mia risposta, se non sembra esauriente proverei a fare ulteriori precisazioni :wink:
WILLOWMASK ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Lo confermo anch’io: se il partito chiamava o ordinava qualcosa, veniva eseguito senza obiezioni o esitazioni, sacrificando i propri interessi al dovere, alla Patria. Adesso, passati tanti decenni, capisco quanto fossimo ubbidienti ed ingenui, direi estremamente candidi nel credere in tutto cio` che veniva detto dal leader del Partito. Proverei anche a spiegarne l’origine. Credo era il risultato dell’educazione sovietica la cui base ideologica era formata nel periodo dopo Rivoluzione, negli anni’30. I principi piu` importanti di quel sistema ideologico prevedevano di far radicarsi nei cervelli l’idea della profonda fede negli ideali comunisti; che tutte le decisioni del PCUS fossero giustissime era fuori di dubbio; gli interessi e diritti individuali non contavano e venivano rifiutati a favore di quelli nazionali.
Nell’Urss esistevano tanti slogan che facevano parte della vita quotidiana. “Te lo chiede madre Russia” per noi e` piuttosto associato agli anni della Grande Guerra Patriottica (Родина-Мать зовёт); negli anni ’60 erano diffusi tante altre parole d’ordine, tra cui, per esempio, il testo di un cartellone del 1963:
Партия сказала: Надо! – Комсомол ответил: Есть!
(Il Partito dice:Bisogna (farlo)! – Il Komsomol risponde: Sara` fatto!)
E` chiaro che “il komsomol” poteva essere sostituito da qualunque altra parola – tu, noi, voi, - il senso non cambiava.
Mi ricordo poi alcune righe di una canzone popolare degli anni ’70:
Раньше думай о Родине, а потом о себе (Pensa prima alla Patria, e poi a te stesso);
era il filo conduttore che passava per tutti gli aspetti della vita sovietica; era normale, niente di straordinario: se la Patria te lo chiede, tu lo fai.
Eccola qui, questa canzone, accompagnata dalle caratteristiche foto che rappresentano i momenti storici del Komsomol e dell”Urss stesso:
https://www.youtube.com/watch?v=2soeOsfy07I
Willow, questa e` la mia risposta, se non sembra esauriente proverei a fare ulteriori precisazioni :wink:
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Ultima modifica di Marco1973 il 25 Febbraio 2019, 9:45, modificato 1 volta in totale
Grazie Luda,
se possibile puoi raccontare qualche episodio / aneddoto (vissuto in prima persona o per sentito dire), che faccia capire come realmente questo sistema modificava la vita familiare delle persone???
Willow
se possibile puoi raccontare qualche episodio / aneddoto (vissuto in prima persona o per sentito dire), che faccia capire come realmente questo sistema modificava la vita familiare delle persone???
Willow
Ultima modifica di Marco1973 il 25 Febbraio 2019, 9:45, modificato 1 volta in totale
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
tralasciando la parte dei negozi, mi sembra di sentire i racconti di mia nonna quando andava col padre a comprare il sale che doveva prendere il treno per Salerno o per Lagonegro (quest'ultima per il sale che proveniva dalle calabrie o dalla costa ionica lucana). oltre alla parte della spesa che mi ricorda l'infanzia di mio padre dove i pranzi di ogni giorno erano paste e legumi vari o verdure con legumi vari e qualche formaggio. Salami solo per periodi brevi -con maiale allevato da loro- e la carne specie il vitello che la vedevano una volta a settimana.... La domenica
Luda Mila ha scritto: [Visualizza Messaggio]
tralasciando la parte dei negozi, mi sembra di sentire i racconti di mia nonna quando andava col padre a comprare il sale che doveva prendere il treno per Salerno o per Lagonegro (quest'ultima per il sale che proveniva dalle calabrie o dalla costa ionica lucana). oltre alla parte della spesa che mi ricorda l'infanzia di mio padre dove i pranzi di ogni giorno erano paste e legumi vari o verdure con legumi vari e qualche formaggio. Salami solo per periodi brevi -con maiale allevato da loro- e la carne specie il vitello che la vedevano una volta a settimana.... La domenica
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Di fatti legati alla vita familiare ce ne sono.
Negli anni della mia infanzia nell”Urss esisteva un’organizzazione che si chiamava il Fondo della Pace (SFM – il Fondo Sovietico della Pace). Era un’organizzazione il cui scopo fondamentale era il mantenimento della pace; con il denaro di quel Fondo, per esempio, venivano aiutati e sostenuti alcuni paesi dell’Africa ed Asia (Angola, Vietnam). Il capitale dell’organizzazione proveniva da varie fonti tra cui erano anche i versamenti fatti dai cittadini. Quei contributi non erano obbligatori, ma nella lingua russa c’e` un’espressione molto significativo “dobrovolno-prinuditelno” che significa “volontario e nello stesso tempo coercitivo”. :-D Dunque, quei contributi dei cittadini erano “volontari” (= coercitivi). Mi ricordo, a volte la mamma sospirava annunciando un nuovo versamento forzato trattenuto dal suo stipendio. Ma nessuno dimostrava il dissenso: se il Partito dice che bisogna farlo – va fatto! Devo dire che con gli anni quel Fondo della Pace entro` anche nelle barzellette, veniva usato spesso nel senso ironico e scherzoso – per esempio, se a qualcuno veniva rubato il portafoglio, consolandolo gli si diceva: calmati, i tuoi soldi sono andati nel Fondo della Pace.
Se a qualcuno interessa , un po' di info in merito qua:
http://wikiredia.ru/wiki/%D0%A1%D0%...%B8%D1%80%D0%B0
Un altro fenomeno del carattere "volontario-coercitivo" ve lo descrivero` nei prossimi giorni :wink:
Nel frattempo vi faccio vedere quel cartellone del 1963 di cui parlavo sopra:
WILLOWMASK ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Di fatti legati alla vita familiare ce ne sono.
Negli anni della mia infanzia nell”Urss esisteva un’organizzazione che si chiamava il Fondo della Pace (SFM – il Fondo Sovietico della Pace). Era un’organizzazione il cui scopo fondamentale era il mantenimento della pace; con il denaro di quel Fondo, per esempio, venivano aiutati e sostenuti alcuni paesi dell’Africa ed Asia (Angola, Vietnam). Il capitale dell’organizzazione proveniva da varie fonti tra cui erano anche i versamenti fatti dai cittadini. Quei contributi non erano obbligatori, ma nella lingua russa c’e` un’espressione molto significativo “dobrovolno-prinuditelno” che significa “volontario e nello stesso tempo coercitivo”. :-D Dunque, quei contributi dei cittadini erano “volontari” (= coercitivi). Mi ricordo, a volte la mamma sospirava annunciando un nuovo versamento forzato trattenuto dal suo stipendio. Ma nessuno dimostrava il dissenso: se il Partito dice che bisogna farlo – va fatto! Devo dire che con gli anni quel Fondo della Pace entro` anche nelle barzellette, veniva usato spesso nel senso ironico e scherzoso – per esempio, se a qualcuno veniva rubato il portafoglio, consolandolo gli si diceva: calmati, i tuoi soldi sono andati nel Fondo della Pace.
Se a qualcuno interessa , un po' di info in merito qua:
http://wikiredia.ru/wiki/%D0%A1%D0%...%B8%D1%80%D0%B0
Un altro fenomeno del carattere "volontario-coercitivo" ve lo descrivero` nei prossimi giorni :wink:
Nel frattempo vi faccio vedere quel cartellone del 1963 di cui parlavo sopra:
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Grazie mille Luda, un racconto veramente interessante. Al solito aspettiamo gli altri utenti (vi ricordo di mettere il grassetto le domande) e se non ci sono curiosità entro venerdì, ti scriverò io una domanda, allegando anche alcune immagini
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Un’altra faccenda del genere “volontario-coercitivo” erano i lavori agricoli cui partecipava la grandissima parte della popolazione sovietica.
I kolkhoz non avendo sufficienti macchine agricole e manodopera, ogni anno si vedeva l’afflusso dei cittadini che ci venivano mandati per aiutare a raccogliere patate, barbabietole, uva, pomodori, lino o anche cottone (nelle regioni sud). Erano scolari, studenti, vari impiegati che lasciavano la citta` per qualche giorno, o per una settimana, o addirittura per un mese godendo del lavoro all’aria aperta e anche guadagnando qualche rublo (o copeco, nel caso degli scolari). Io ho vissuto quella esperienza da scolara, poi da studentessa e poi da insegnante. Dunque, per chi viveva nella zona centrale della Russia, si trattava sempre della raccolta di patate. Se provaste a chiedere a un russo sessantenne dei suoi viaggi “na kartoshku” vi racconterebbe un sacco di cose. Per me il ricordo piu` negativo legato a quelle missioni era una domenica d’ottobre che cadeva sulla festa, sul Giorno degli Insegnanti, invece noi insegnanti, secondo l’ordine del locale comitato del PCUS, fummo mandati per tutto il giorno a raccogliere il lino.
Per studenti, invece, quel mese “ na kartoshku” era sempre un periodo pieno di allegria, vive impressioni, nuove amicizie e incontri romantici; il lavoro in campi e poi le sere con la chitarra in mano e discoteche alla ”rurale” – quando si e` giovani si gode di tutto!
Vi inviterei a sentire Vladimir Vysozkij che a modo suo, in maniera umoristica vi rappresenta qualche episodio di quelle iniziative sovietiche, e confermo che il video e` realissimo, spesso era proprio cosi`! :smile: Chi e` curioso di vedere il testo intero basta clickare ЕЩЁ sotto il titolo della canzone.
https://www.youtube.com/watch?v=QazrcTLpzPk
I kolkhoz non avendo sufficienti macchine agricole e manodopera, ogni anno si vedeva l’afflusso dei cittadini che ci venivano mandati per aiutare a raccogliere patate, barbabietole, uva, pomodori, lino o anche cottone (nelle regioni sud). Erano scolari, studenti, vari impiegati che lasciavano la citta` per qualche giorno, o per una settimana, o addirittura per un mese godendo del lavoro all’aria aperta e anche guadagnando qualche rublo (o copeco, nel caso degli scolari). Io ho vissuto quella esperienza da scolara, poi da studentessa e poi da insegnante. Dunque, per chi viveva nella zona centrale della Russia, si trattava sempre della raccolta di patate. Se provaste a chiedere a un russo sessantenne dei suoi viaggi “na kartoshku” vi racconterebbe un sacco di cose. Per me il ricordo piu` negativo legato a quelle missioni era una domenica d’ottobre che cadeva sulla festa, sul Giorno degli Insegnanti, invece noi insegnanti, secondo l’ordine del locale comitato del PCUS, fummo mandati per tutto il giorno a raccogliere il lino.
Per studenti, invece, quel mese “ na kartoshku” era sempre un periodo pieno di allegria, vive impressioni, nuove amicizie e incontri romantici; il lavoro in campi e poi le sere con la chitarra in mano e discoteche alla ”rurale” – quando si e` giovani si gode di tutto!
Vi inviterei a sentire Vladimir Vysozkij che a modo suo, in maniera umoristica vi rappresenta qualche episodio di quelle iniziative sovietiche, e confermo che il video e` realissimo, spesso era proprio cosi`! :smile: Chi e` curioso di vedere il testo intero basta clickare ЕЩЁ sotto il titolo della canzone.
https://www.youtube.com/watch?v=QazrcTLpzPk
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Questi racconti, essendo da sempre un appassionato dei "tempi che furono", mi piacciono molto.
Noto anche alcune varianti rispetto alla mia (piccola) conoscenza dell' Urss in quanto i "tempi" che Luda racconta sono inerenti gli anni '60 / '70.
Negli anni '80 (quelli sui quali sono un po più informato) molte cose poi cambiarono ovviamente.
Noto anche alcune varianti rispetto alla mia (piccola) conoscenza dell' Urss in quanto i "tempi" che Luda racconta sono inerenti gli anni '60 / '70.
Negli anni '80 (quelli sui quali sono un po più informato) molte cose poi cambiarono ovviamente.
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Luda,
mi sono imbattuto in vecchi almanacchi che riportano articoli del quotidiano italiano 'La Repubblica'; fanno una raccolta che ripercorre un anno di avvenimenti importanti.
Nello specifico era il 1986, e nella notte tra il 25 ed 26 aprile esplode uno dei reattori della centrale di Chernobyl.
Nella foto postata l'articolo che parla di questo fatto nell'almanacco; Com'è stato vissuto quest'avvenimento in Urss?
Personalmente avevo 12 anni e ho vaghi ricordi che non si doveva comprare verdura e poco altro.
Oggi, a distanza di oltre 30 anni, alcuni di quei luoghi sono diventati addirittura dei centri turistici.
A questo link un post che mostra un link della città di Pripyat ieri ed oggi.
mi sono imbattuto in vecchi almanacchi che riportano articoli del quotidiano italiano 'La Repubblica'; fanno una raccolta che ripercorre un anno di avvenimenti importanti.
Nello specifico era il 1986, e nella notte tra il 25 ed 26 aprile esplode uno dei reattori della centrale di Chernobyl.
Nella foto postata l'articolo che parla di questo fatto nell'almanacco; Com'è stato vissuto quest'avvenimento in Urss?
Personalmente avevo 12 anni e ho vaghi ricordi che non si doveva comprare verdura e poco altro.
Oggi, a distanza di oltre 30 anni, alcuni di quei luoghi sono diventati addirittura dei centri turistici.
A questo link un post che mostra un link della città di Pripyat ieri ed oggi.
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Anche io ho conoscenze maggiori su quel periodo, anche se chi le ha vissute era quasi sempre bambino oppure ha vissuto gli ultimi anni, quando oramai era tutto allo sfacelo. Luda non è per fare il bastion contrario, ma nonostante tutte le negatività dello stato sovietico, il discorso del "è la madrepatria a chiedercelo" era -per me- positivo perché aalmeno la popolazione veniva -volente o nolente- educato al rispetto del sociale da mettere prima del personale e dell'individuale, cosa che qua in Italia, specie al sud italia è esattamente l'opposto. Pensiamo sempre prima al personale e POI forse a rendere il posto dove viviamo un posto migliore. E lo dico con grandissimo rammarico.
geom_calboni ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Anche io ho conoscenze maggiori su quel periodo, anche se chi le ha vissute era quasi sempre bambino oppure ha vissuto gli ultimi anni, quando oramai era tutto allo sfacelo. Luda non è per fare il bastion contrario, ma nonostante tutte le negatività dello stato sovietico, il discorso del "è la madrepatria a chiedercelo" era -per me- positivo perché aalmeno la popolazione veniva -volente o nolente- educato al rispetto del sociale da mettere prima del personale e dell'individuale, cosa che qua in Italia, specie al sud italia è esattamente l'opposto. Pensiamo sempre prima al personale e POI forse a rendere il posto dove viviamo un posto migliore. E lo dico con grandissimo rammarico.
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Marco, ora mi metto a preparare la risposta alla nuova domanda; intanto vorrei fare un'aggiunta ad un post precedente rimanendo in sospeso una parte della domanda di N4. :wink:
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Sono riuscita finalmente ad “intervistare” un amico, mio coetaneo e militare di professione che alla fine degli anni ’70 faceva il comandante in un’unita` militare; gli ho tradotto la descrizione di quel video chiedendo di commentarlo; ha detto subito che lo trova troppo “propagandistico”. Mi ha spiegato com’era organizzata una giornata dei soldati; teneva tanto a farmi capire che i dettagli del programma quotidiano dipendevano da varie circostanze e prima di tutto dal tipo dell’esercito; in ogni caso, una giornata tipo era poi` o meno cosi`:
6.00 levata
6.30 ginnastica; poi lavarsi, vestirsi ecc.
8.00 colazione
9.00 – 13.00 addestramento, vari impegni secondo il programma; due volte alla settimana – 60-90 minuti di “indottrinamente politico” (in russo si chiama “polit-informazia”)
13.00 – 14.00 pranzo
poi seguono due ore di riposo, o tempo libero – per fare il bucato, scrivere le lettere, leggere, guardare la TV, chiacchierare con i compagni.
16.00 – 19.00 “auto-addestramento” , cioe`, come ho capito io, gli impegni individuali: chi vuole esercita il tiro, chi vuole studia qualcosa, o pulisce l’AKM, o va in palestra ecc.
20.00 cena
Dopo cena si fanno varie preparazioni per la giornata in arrivo.
22.00 tutti a letto.
Ogni 8 giorni ogni soldato aveva il permesso di libera uscita, dalle 8.00 alle 24.00; abbandonava la caserma e si divertiva in citta`.
Quanto alla licenza, normalmente i soldati non ce l’avevano; la licenza era un tipo di premio che andava meritato.
Questo si` che mi ricordo anch’io: niente vacanze, i miei cugini, o i ragazzi vicini di casa, o compagni di classe – nessuno veniva a casa durante gli anni di servizio militare, solo dopo averlo finito. Era normale; anzi, aggiungerei che finito il servizio militare i ragazzi tornavano a casa, forti, robusti ed orgogliosi, e diventavano proprio “eroi” del cortile, raccontando del suo soggiorno militare.
n4italia ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Sono riuscita finalmente ad “intervistare” un amico, mio coetaneo e militare di professione che alla fine degli anni ’70 faceva il comandante in un’unita` militare; gli ho tradotto la descrizione di quel video chiedendo di commentarlo; ha detto subito che lo trova troppo “propagandistico”. Mi ha spiegato com’era organizzata una giornata dei soldati; teneva tanto a farmi capire che i dettagli del programma quotidiano dipendevano da varie circostanze e prima di tutto dal tipo dell’esercito; in ogni caso, una giornata tipo era poi` o meno cosi`:
6.00 levata
6.30 ginnastica; poi lavarsi, vestirsi ecc.
8.00 colazione
9.00 – 13.00 addestramento, vari impegni secondo il programma; due volte alla settimana – 60-90 minuti di “indottrinamente politico” (in russo si chiama “polit-informazia”)
13.00 – 14.00 pranzo
poi seguono due ore di riposo, o tempo libero – per fare il bucato, scrivere le lettere, leggere, guardare la TV, chiacchierare con i compagni.
16.00 – 19.00 “auto-addestramento” , cioe`, come ho capito io, gli impegni individuali: chi vuole esercita il tiro, chi vuole studia qualcosa, o pulisce l’AKM, o va in palestra ecc.
20.00 cena
Dopo cena si fanno varie preparazioni per la giornata in arrivo.
22.00 tutti a letto.
Ogni 8 giorni ogni soldato aveva il permesso di libera uscita, dalle 8.00 alle 24.00; abbandonava la caserma e si divertiva in citta`.
Quanto alla licenza, normalmente i soldati non ce l’avevano; la licenza era un tipo di premio che andava meritato.
Questo si` che mi ricordo anch’io: niente vacanze, i miei cugini, o i ragazzi vicini di casa, o compagni di classe – nessuno veniva a casa durante gli anni di servizio militare, solo dopo averlo finito. Era normale; anzi, aggiungerei che finito il servizio militare i ragazzi tornavano a casa, forti, robusti ed orgogliosi, e diventavano proprio “eroi” del cortile, raccontando del suo soggiorno militare.
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Cara Luda,
Grazie ancora per le mille cose che mi fai scoprire della ex URSS che non conoscevo nemmeno da un libro di storia uno spaccato che mi fa capire e comprendere molte cose.
Grazie anche a Marco per la meravigliosa rubrica che ne sta uscendo con queste curiosità che tutti gli utenti che ci raccontano qualcosa di nuovo su un forum così vivo e pronto a solleticare le nostre curiosità più nascoste.
Grazie ad entrambi.
Butterfly77.
Grazie ancora per le mille cose che mi fai scoprire della ex URSS che non conoscevo nemmeno da un libro di storia uno spaccato che mi fa capire e comprendere molte cose.
Grazie anche a Marco per la meravigliosa rubrica che ne sta uscendo con queste curiosità che tutti gli utenti che ci raccontano qualcosa di nuovo su un forum così vivo e pronto a solleticare le nostre curiosità più nascoste.
Grazie ad entrambi.
Butterfly77.
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Grazie, Luda! :smt023
Adesso quel filmato posso rivederlo con gli occhi della mente..., ma certamente con occhi un po' diversi da allora...
Adesso quel filmato posso rivederlo con gli occhi della mente..., ma certamente con occhi un po' diversi da allora...
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Il piu` grande disastro ecologico della storia… Adesso si` che si capisce quanto fosse tragico e pericoloso quello che succese a Chernobyl, ma potrei dire che all’epoca non eravamo consci di cio` che stava accadendo. Primo, perche` non si sapeva molto del funzionamento e dei pericoli dei centrali nucleari; secondo, perche` nell’Urss era di regola non diffondere l’informazione che riguardava gravi incidenti. Qualche giorno dopo l’esplosione alla TV fu fatto un brevissimo annuncio dell’incidente e si assicurava che venivano prese tutte le misure necessarie per eliminarne le conseguenze. Mi ricordo bene che il Primo Maggio la TV ha fatto vedere le manifestazioni festive a Kiev, le colonne di gente allegra e sorridente, i leader del Partito sul palco; tutto doveva dimostrare che la situazione non era affatto grave, la vita continuava come al solito… Poi iniziarono i lavori di “liquidazione” delle conseguenze cui partecipavano non solo militari, ma anche i soliti lavoratori da tutte le citta` dell’Urss (chiamati poi “liquidatori”).
Allego qui un articolo dedicato ai primi “liquidatori”; conosco di persona uno di quelli che ci sono nella foto; e` lui che mi ha permesso di pubblicare questa pagina di un giornale del 1986 che fa parte del suo archivio personale. All’epoca faceva il conducente del camion ed circa un mese dopo la catastrofe, a fine maggio era inviato a Chernobyl insieme ad altri operai; la loro missione era prevista per 30 giorni, ma sono tornati prima, dopo 15 giorni di lavoro, avendo raggiunto il limite della dose ricevuta di radiazioni. Abitavano nella citta` stessa di Chernobyl, lavoravano a turni di 8 ore quotidiane, attrezzate solo di una solita tuta da lavoro e di un semplice respiratore (tipo mascherina chirurgica). Gli era prescritto di prendere quotidianamente qualche goccia di tintura di iodio diluita in un bicchiere d’acqua, e niente altre misure di protezione.

Mi ricordo bene che tra i liquidatori uomini erano solo i ragazzi che avevano gia` al minimo due figli; chi non aveva figli o ne aveva solo uno non andava inviato – una misura protettiva il cui scopo era evitare eventuali danni al sistema riproduttivo. Noterei che a Chernobyl ci andavano pure le donne - per esempio, per fare la cuoca o partecipare all’assistenza medica.
Poi, a poco a poco, iniziarono a correre le voci sui fatti straordinari verificatisi nelle aree piu` contaminate di Bielorussia; siccome la regione di Smolensk (dove stavo io) confina con alcune regioni bielorusse, la gente osservava con circospezione i prodotti alimentari tradizionalmente portati dalla Bielorussia - patate, funghi, mirtilli… si evitava di comprarli, nonostante che i mercati ne fossero pieni e che venissero offerti a prezzi minimi.
Poi seguirono altre voci, dello stile “horror”: si raccontava dei maiali nati con malformazioni terrribili, o dei vitelli nati con due teste, e altri esempi di animali domestici con deformita` provocate dalle radiazioni; nel vocabolario e` entrata la parola “mutant” (il mutante) per definire quei mostri con malformazioni congenite.
Ormai non ci si pensa piu`: il “mutant” e` diventato protagonista di tantissime barzellette; di alimentari prodotti in Bielorussia ne sono pieni gli scaffali dei supermercati; i ragazzi liquidatori (ormai sessantenni e settantenni) in ogni citta` sono organizzati in un’ unione, partecipano a varie attivita` e godono la vita da pensionati, essendo comunque regolarmente sottoposti a degli esami medici.
Allego qui un articolo dedicato ai primi “liquidatori”; conosco di persona uno di quelli che ci sono nella foto; e` lui che mi ha permesso di pubblicare questa pagina di un giornale del 1986 che fa parte del suo archivio personale. All’epoca faceva il conducente del camion ed circa un mese dopo la catastrofe, a fine maggio era inviato a Chernobyl insieme ad altri operai; la loro missione era prevista per 30 giorni, ma sono tornati prima, dopo 15 giorni di lavoro, avendo raggiunto il limite della dose ricevuta di radiazioni. Abitavano nella citta` stessa di Chernobyl, lavoravano a turni di 8 ore quotidiane, attrezzate solo di una solita tuta da lavoro e di un semplice respiratore (tipo mascherina chirurgica). Gli era prescritto di prendere quotidianamente qualche goccia di tintura di iodio diluita in un bicchiere d’acqua, e niente altre misure di protezione.
Mi ricordo bene che tra i liquidatori uomini erano solo i ragazzi che avevano gia` al minimo due figli; chi non aveva figli o ne aveva solo uno non andava inviato – una misura protettiva il cui scopo era evitare eventuali danni al sistema riproduttivo. Noterei che a Chernobyl ci andavano pure le donne - per esempio, per fare la cuoca o partecipare all’assistenza medica.
Poi, a poco a poco, iniziarono a correre le voci sui fatti straordinari verificatisi nelle aree piu` contaminate di Bielorussia; siccome la regione di Smolensk (dove stavo io) confina con alcune regioni bielorusse, la gente osservava con circospezione i prodotti alimentari tradizionalmente portati dalla Bielorussia - patate, funghi, mirtilli… si evitava di comprarli, nonostante che i mercati ne fossero pieni e che venissero offerti a prezzi minimi.
Poi seguirono altre voci, dello stile “horror”: si raccontava dei maiali nati con malformazioni terrribili, o dei vitelli nati con due teste, e altri esempi di animali domestici con deformita` provocate dalle radiazioni; nel vocabolario e` entrata la parola “mutant” (il mutante) per definire quei mostri con malformazioni congenite.
Ormai non ci si pensa piu`: il “mutant” e` diventato protagonista di tantissime barzellette; di alimentari prodotti in Bielorussia ne sono pieni gli scaffali dei supermercati; i ragazzi liquidatori (ormai sessantenni e settantenni) in ogni citta` sono organizzati in un’ unione, partecipano a varie attivita` e godono la vita da pensionati, essendo comunque regolarmente sottoposti a degli esami medici.
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Grande testimonianza storica questa... :smt023
Il tuo amico liquidatore ti ha raccontatao qualche aneddoto riguardo le sue giornate "lavorative"? Ha poi manifestato qualche problema di salute, la sua vita dopo è comunque scorsa in maniera normale?
Il tuo amico liquidatore ti ha raccontatao qualche aneddoto riguardo le sue giornate "lavorative"? Ha poi manifestato qualche problema di salute, la sua vita dopo è comunque scorsa in maniera normale?
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Ancora un aspetto della Russia, ex URSS, che non conoscevo grazie Luda di questa testimonianza corredato di articolo del periodo e mi apre ancora tante cose che non conoscevo su questa terra per certi aspetti ancora sconosciuta, almeno per quanto mi riguarda.
Grazie ancora Luda e Marco.
Butterfly77.
Grazie ancora Luda e Marco.
Butterfly77.
Titolo: Re: L'Urss Spiegata Da Una Sovietica
Ultima modifica di n4italia il 06 Marzo 2019, 14:57, modificato 1 volta in totale
L'ultima risposta di Luda mi suggerisce lo spunto per un'altra breve domanda:
Quanti di questi liquidatori - che tu sappia o che possa riferirti il tuo amico se ne è a conoscenza - sono ancora in vita? Chi, tra quelli scomparsi, è vissuto più a lungo?
Quanti di questi liquidatori - che tu sappia o che possa riferirti il tuo amico se ne è a conoscenza - sono ancora in vita? Chi, tra quelli scomparsi, è vissuto più a lungo?
Ultima modifica di n4italia il 06 Marzo 2019, 14:57, modificato 1 volta in totale
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