

Il caviale…
il caviale suscita in me questa riflessione del tutto personale:
“…il caviale per l‘italiano medio è come il caffé ristretto per un russo: non lo capisce e non lo sa apprezzare affatto”
Mi ci è voluto più di un anno per comprendere, metabolizzare e finalmente memorizzarne il sapore con le sue sfumature.
Giallo, rosso o nero (personalmente ho avuto il piacere di assaggiare solo il rosso e il nero) l’ikra è un alimento che può essere abbastanza comune sulle tavole russe.
Per noi, comuni mortali, rimane un alimento un po’ mitizzato circondato da un alone di mistero. Abituati ad assaporare in qualche rara occasione il succedaneo che si trova comunemente nei nostri supermercati, abbiamo sempre pensato che quello vero dovesse essere chissà quale prelibatezza.
Poi finalmente, quando assaggiamo l’originale… non ci piace! Ci delude inaspettatamente.
Da qui la mia riflessione:
“…non è che non mi piace, del resto non si può dire che abbia un sapore sgradevole, molto più semplicemente non lo capisco, non fa parte del mio bagaglio gustativo, è una novità. Non so distinguere un tipo pregiato da uno meno ricercato…“.
Così ho incominciato a sperimentare i vari abbinamenti e finalmente, come già anticipato, ho raggiunto una certa maturità gustativa che brevemente riassumo:
Il caviale nero è buono così com’è, da solo, basta non esagerare e degustarne un paio di cucchiaini purché non siano colmi. E’ buono anche posato sul pane bianco. Se abbinato a champagne o a un buon prosecco è forse uno dei migliori aperitivi possibili.
Purtroppo pare che lo storione sia in grave pericolo d’estinzione ed è sempre più difficile trovare il Beluga, il Sevruga e l‘Asetra (anche se a Mosca , chissà come :roll: , si riesce a trovare abbastanza facilmente).
Dunque tuffatevi sul caviale rosso, apparentemente meno gustoso e pregiato, ma che in realtà può dare grandi soddisfazioni. La “morte sua” è nel blin, magari arrotolato e avvolto con un leggero velo di smetana o al più maionese. Personalmente lo apprezzo molto su piccoli crostini di pane bianco anche bruschettato, con un sottilissimo strato di burro oppure maionese light.
Bene anche sull’uovo sodo, tagliato a metà.
Il segreto è non esagerare con la quantità altrimenti il sapore forte e acre prende il sopravvento e rischia di ammazzare gli altri aromi. Poche uova distribuite al centro del pane: mordere prima il bordo della tartina e poi affondare i denti sul centro per amalgamare al meglio i sapori :lol:
Da buon italiano l’ho sperimentato anche sulla pasta, a mo’ di bottarga sarda con risultato molto piacevole che vi consiglio caldamente. Spaghetti, ovviamente, con olio extravergine e prezzemolo.
Assolutamente non abbinatelo a cibi dal retrogusto amaro, come ad esempio la rughetta, e neanche alla birra! rischiate di portarvi in bocca un saporaccio per svariato tempo.
Una mia chicca… se non avete a disposizione lo champagne oppure un prosecco degno di tale nome abbinatelo ad una mezza pinta di sidro bello fresco… provare per credere!!