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La Storia del Forum

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Ecco l'Università italiana!!!!!
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Messaggio Ecco l'Università italiana!!!!! 
 
Vi assicuro che è davvero così!!!!!!

Un abbraccio

Rodofetto


Dopo concorsi pilota, esami venduti e test truccati, nel mirino
dei magistrati ci sono ora decine di casi di nepotismo

L'università  affare di famiglia
A Bari mogli e figli in cattedra
di ATTILIO BOLZONI

BARI - La stanza numero 24 è quella del professore Giovanni Tatarano, ordinario di Diritto privato. Suo figlio Marco insegna lì accanto, nella stanza numero 4. Sua figlia Maria Chiara riceve gli studenti proprio di fronte a papà , nella stanza numero 12.
Tutta la famiglia in un corridoio. E non come quegli altri, che si sono sparpagliati invece su quattro piani e sopra cinque cattedre. Quegli altri che si chiamano Dell'Atti, tutti parenti, tutti docenti.

Ma mai tanti e mai tanto esimi come i Massari, nove tra fratelli e nipoti e cugini, probabilmente la tribù accademica più numerosa d'Italia. Benvenuti all'Università  di Bari, benvenuti nella città  dove in pochi intimi si spartiscono il sapere e il potere.
Buongiorno, dov'è la stanza del professore Girone? "Girone chi?", risponde spazientito il vecchio custode di Economia e Commercio. Girone Giovanni il Magnifico Rettore o Girone Raffaella che è sua figlia?, Girone Gianluca che è suo figlio o Girone Sallustio Giulia che è sua moglie? In ordine, stanza numero 3, stanza numero 26, stanza numero 58, stanza numero 13. E aggiunge, sempre più infastidito il custode: "Poi se vuole parlare con un altro parente stretto dei Girone, ci sarebbe pure il dottore Francesco Campobasso, associato di statistica, che è il marito della professoressa Raffaella, quinto piano, stanza numero 19".

E' cominciato così il nostro viaggio in quel labirinto che è l'Ateneo pugliese, concorsi pilotati, test truccati, esami comprati e venduti, tentate estorsioni e una Parentopoli che è ormai al di là  del bene e del male. Lo scandalo sta dilagando. E a Bari, per la prima volta la razza barona trema. Sussurri, voci, grida. Si sta scoprendo un vero verminaio nell'Università  dalle più antiche tradizioni delle Puglie. Facoltà  dopo facoltà , dipartimento dopo dipartimento. E anche sotto la spinta di una valanga di anonimi.

Sono tanti i Corvi che volano nel cielo di Bari in queste settimane di paura. Raccontano di tutto e di tutti, spiegano in lunghe lettere (con tanto di allegati grafici e di alberi genealogici) come una mezza dozzina di clan accademici hanno allungato le mani sull'Università . "Arrivano ogni mattina sulle scrivanie dei sostituti con la posta prioritaria", confessa il procuratore aggiunto Marco Dinapoli, il magistrato che coordina le indagini sulla pubblica amministrazione. Denunce di combine nelle commissioni esaminatrici, nomi, cognomi, favori incrociati per piazzare di qua e di là  consanguinei o amanti, fidanzati e generi. Ci sono inchieste aperte dappertutto. A Veterinaria e a Matematica, a Scienze delle Comunicazioni, a Cardiologia, a Ginecologia, a Genetica, al Politecnico. Ma è Economia e Commercio - dove il rettore Giovanni Girone è ordinario di Statistica - che è il cuore della razza barona barese, è in quell'edificio grigio a cinque piani il suq delle cattedre.

Sono tutte qui le grandi famiglie accademiche, tutte super rappresentate a cominciare da quella del Magnifico fino agli illustrissimi Massari, tre fratelli - Giansiro, Lamberto e Lanfranco - e poi un nugolo di figli ricercatori. Concorsi a regola d'arte, carte naturalmente sempre a posto come vuole la legge. Tanto a vincere sono soprattutto i parenti. Il preside della facoltà  si chiama Carlo Cecchi e allarga sconsolato le braccia: "A me i professori me li regalano le commissioni aggiudicatrici dei concorsi: cosa posso fare io? Io non sono mai stato nelle commissioni di esami".

Senza vergogna e senza pudore una dozzina di clan accademici, anno dopo anno, si sono impadroniti dell'Ateneo. "E' come se ci fosse stata una competizione tra alcuni professori a chi riusciva a collocare più membri del proprio gruppo familiare", commenta Nicola Colaianni, ex magistrato di Cassazione, il docente di Diritto pubblico nominato dal senato accademico a presiedere una commissione d'inchiesta sui buchi neri dell'ateneo. La sua relazione finale l'altro ieri è finita dritta dritta alla procura della Repubblica.

Ci sono i clan ad Economia e Commercio e ci sono quelli al Policlinico, altro girone infernale della cultura universitaria pugliese. Clan e ancora clan, lo scambio di promesse per un posto di ricercatore o di associato, i figli e i nipoti tutti specializzandi, sempre gli stessi nomi che occupano le stesse cattedre: i Ponzio a Lingue, i Foti al Politecnico e via via tutti gli altri. Fino alle grandi famiglie dei "professori" del Policlinico. Quasi tutti hanno trovato un dottorato di ricerca o un incarico nella stessa clinica del padre o dello zio o del cugino. A Psichiatria. A Ortopedia. A Neurochirurgia. A Endocrinologia. A Chirurgia generale. Un elenco infinito. Con il 40 per cento circa dei figli dei primari nella stessa facoltà  dei padri e, molto spesso, nella stessa struttura operativa. Con l'età  dei "fortunati" parenti a volte molto sospetta, mediamente dieci anni più bassa di quella dei loro colleghi senza blasone.
Privilegi di casta e anche qualcosa di più. Come quell'holding che gestiva concorsi con il trucco a Cardiologia, il fondatore della scuola barese Paolo Rizzon arrestato per associazione a delinquere "finalizzata al falso e alla corruzione", secondo i giudici un componente di rango di una sorta di Cupola che "dirigeva" gli affari della cardiologia. E non solo in Puglia. O come il primario di Ginecologia e ostetricia Sergio Schonauer, indagato per avere votato una commissione che avrebbe dovuto giudicare suo figlio Luca per un posto di ricercatore nella sua stessa clinica. E' la prepotente "normalità " di questa Bari universitaria che si sente impunita, è l'intrigo alla luce del sole, l'omertà  delle complicità  estese.

Rettore, ma cos'è questa sua Università , una sola grande famiglia? Prima Giovanni Girone travolge con la sua mole un gruppo di giornalisti e si fa sfuggire un magnifico "vaff...", poi si scusa, minaccia la solita querela a chiunque parli o scriva dei suoi e degli altri parenti cattedratici, finalmente si placa e ci fa entrare nella sua stanza. Alle sue spalle due grandi foto, una di Padre Pio e l'altra di Aldo Moro. E alla fine Girone sospira: "I nomi non c'entrano, i concorsi o sono corretti o non sono corretti. E nel caso di mia moglie e dei miei figli è stato tutto regolarissimo: quel che conta è soltanto la produzione scientifica". Così parla il Magnifico rettore dell'Università  di Bari, l'ateneo delle grandi tribù.

da "la Repubblica" (3 marzo 2005)
 




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"IO NON MI SENTO ITALIANO MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO"
(Giorgio Gaber)

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l'ho letto anch'io, pazzesco!!!!
anche se mi stupisce sempre più la disorganizzazione burocratica...ore interminabili di fila, professori assenti,esami fatti dove non compare il tuo voto etc etc....
l'altro giorno facevo una riflessione, ovvero che mi sembra di aver perso buona parte dei miei anni universitari, in quanto non mi sento assolutamente pronta a parlare, ad avere un linguaggio commerciale per potermi permettere di lavorare in azienda, o un linguaggio turistico per affrontare alberghi o ricezioni turistiche...che ne pensate????
chi di voi ha frequentato l'università  si sente pronto al mondo del lavoro???
 



 
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a bologna e' uguale
forse si nota meno perche le famiglie sono meno numerose..........
 




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РУССКИЕ НЕ СДАЮТСЯ!!!!!
 
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l'ultima ad oggi....
prendo il mio bell'autobus con un freddo cane e la neve, aprofittandone del fatto che non lavoravo per andare a parlare da una prof...visto che ho fatto l'esame scrittto e il mio nome non risulta nell'elenco coi risultati!!!!
arrivo in dipartimento, nessun messaggio sto lì un'ora ad aspettare, e nel frattempo chiacchiero con altre ragazze e vengo a scoprire chge ho fatto l'esame a metà ...me ne manca una parte, una prova di dettato che non compare in nessun programma e che quando sostieni l'esame nessuno ti dice di farlo!!!1   alla fine la prof non è arrivata...
va be' passata l'arrabbiatura me ne sono tornata a casa godendomi questo bel sole primaverile..... :)
 



 
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Il "magnifico" di Reggio Calabria lascia gli incarichi nella Crui in polemica con l'omologazione dell'università  privata F. Ranieri
Promosso l'ateneo "fai da te" Rettore si dimette per protesta
La scelta, contestata dal mondo scientifico, era stata rivendicata da Berlusconi "Ma il presidente del Consiglio ignora, non sa di cosa parla"


ROMA - E' bufera sulla decisione del ministro Letizia Moratti di concedere valore legale alle lauree conseguite presso l'Università  privata 'F. Ranieri' di Villa S. Giovanni. Dopo le proteste del presidente della Conferenza dei rettori Piero Tosi, oggi contro la scelta rivendicata con enfasi dal presidente del Consiglio Berlusconi nel corso della sua recente visita in Calabria, il rettore dell'Università  di Reggio Calabria Alessandro Bianchi ha annunciato di avere presentato le sue dimissioni dalla carica di segretario generale e componente del Consiglio di presidenza della Conferenza dei rettori.

L'ateneo al centro dello scandalo, come riferiva Repubblica.it nelle scorse settimane, è un'impresa quasi a carattere famigliare realizzata dallo stesso Franco Ranieri in persona che ha prima nominato il consiglio di amministrazione dell'università  e poi si è fatto eleggere rettore. "Il mio desiderio era solo quello di frenare l'emorragia di studenti calabresi verso le grandi città  del Nord", spiegava il 65enne ex candidato democristiano al Parlamento. "D'altronde - aggiungeva - perchè andare a studiare alla Bocconi quando con 15 euro al giorno si può ottenere una laurea a casa nostra?".

Ma il ragionamento di Ranieri, e soprattutto il fatto che il governo gli abbia dato credito, non convince affatto il professor Bianchi. L'ateneo di Villa San Giovanni, tuona il rettore di Reggio Calabria, "non possiede alcuno dei requisiti richiesti per qualificarsi come tale: non ha alcun accreditamento sul piano scientifico, non svolge attività  di ricerca, non ha docenti, e dunque non è in grado di fornire una formazione di livello universitario".

Quindi, ha proseguito Bianchi motivando le sue dimissioni dalla conferenza dei rettori, "il parere del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario che l'ha omologata come tale, è considerato dalla comunità  scientifica nazionale semplicemente scandaloso". "Quando ha parlato con compiacimento di questo atto del suo governo e di un suo ministro - ha concluso Bianchi - il presidente del Consiglio non sapeva di che cosa stava parlando, perchè ignora che cosa sia l'Università ".

Contro l'istituzione dell'Università  di Villa S. Giovanni aveva già  usato parole molto dure anche il presidente della Conferenza dei rettori Piero Tosi. Si tratta, aveva detto Tosi, "dell'ultimo e, forse, il più grave fra gli attentati che il sistema universitario ha subito in questi anni".

da "la Repubblica" (1 aprile 2005)
 




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complimenti...avete scoperto l'acqua calda!
basta vedere i nomi di quelli che lavorano alla rai per capire come funzionano i posti statali.
 




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È appurato che: "L'imbecillità di certe persone non conosce confini ed è inevitabile come il sole, la pioggia, il buio e la luna."
 
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