Home    Forum    Cerca    FAQ    Iscriviti    Login


La Storia del Forum

Cap: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18




Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione 
Pagina 1 di 1
 
 
Fari Ad Energia Nucleare - Mari Del Nord - Saccheggiatori Di Fari Nucleari.
Autore Messaggio
Rispondi Citando   Download Messaggio 
Messaggio Fari Ad Energia Nucleare - Mari Del Nord - Saccheggiatori Di Fari Nucleari. 
 
доброе утро, stamattina ho trovato questa notizia sul web:

Avviso ai naviganti: fari nucleari, un’integrazione.

Posted on Gennaio 22nd, 2009 in Connettivismo, Futuro, Kipple | 3 Comments »

Un interessante contributo alla storia dei fari nucleari ci è stato fornito dall’ing. Moskatomika: come mi ha fatto giustamente notare, sul sito dell’AIEA (l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica) molte pagine sono dedicate agli RTG (Radioisotope Thermoelectric Generator) impiegati in fari polari e stazioni meteo remote, e al loro decommissioning.

Un documento assolutamente consigliato per comprendere la filiera di recupero e stoccaggio dei generatori nucleari è il rapporto RTG Master Plan Development Results and Priority Action Plan Elaboration for its Implementation, da cui si evincono i dati salienti dell’operazione: all’inizio del 2007, 582 RTG erano installati presso siti russi (di questi 218 lungo la Northern Sea Route, dall’arcipelago di Novaja Zemlja al distretto autonomo di Čukotka), in gran parte esposti al rischio di saccheggio, e già si era al corrente che il finanziamento di 130 milioni di dollari stanziato per il recupero e la messa in sicurezza delle installazioni non sarebbe bastato a coprirne lo smantellamento, come pure che il sito militare di Mayak, nel cuore della Siberia, avrebbe potuto offrire una capacità di accoglienza non superiore agli 80 pezzi all’anno.

In queste condizioni, non stupisce l’elenco degli incidenti principali che hanno riguardato gli RTG dal 1999 ad oggi. Generatori nucleari rimossi dalle loro sedi e abbandonati nei posti più impensabili: a una fermata dell’autobus (Leningrado, 1999), in un bosco (Georgia, 2002) o su una spiaggia (Mar Baltico, 2003). Come ci spiega quest’altra pagina, un RTG estrae la propria energia dai processi di decadimento di una sostanza radioattiva (come ad esempio lo 90Sr [i nuclei RHS (da Radionuclide Heat Source) di Stronzio 90 sono estremamente compatti e durevoli, essendo il tempo di dimezzamento di questo isotopo dell'ordine di 28 anni]), senza comportare l’innesco di ulteriori decadimenti che porterebbero alle reazioni a catena prodotte, invece, in maniera controllata all’interno dei reattori delle centrali nucleari.

Malgrado questo, tuttavia, gli RTG restano una fonte potenziale di contaminazione radioattiva: eventuali danni agli involucri, abbastanza frequenti nel caso di apparati abbandonati per decenni, possono rilasciare raggi beta con effetti nocivi sull’ambiente e la salute di soggetti esposti.

[Photo by Komatoz.]
Radioactive Danger Polar Blues
Posted on Gennaio 15th, 2009 in Connettivismo, False Memorie, Fantascienza, Futuro, Kipple | 8 Comments »

La ragione per cui l’ex-impero sovietico continua a esercitare un fascino persistente (e perturbante) su tanti scrittori di fantascienza e non solo (anche in Italia, come dimostrano in una certa misura i vincitori degli ultimi premi Fantascienza.com e Urania), anche a tanti anni dal suo collasso, credo che derivi dalla vasta nube di non-conoscenza che ancora avvolge gran parte degli elementi di quell’epoca. L’URSS non è mai stata un modello di trasparenza e le cose che si continuano a scoprire oggi lasciano senza parole, perché sembrano davvero uscite dalle pagine di fantascienza di uno scrittore come J.G. Ballard, con i suoi cacciatori di relitti spaziali tra le dune delle installazioni NASA abbandonate.

Di fronte al reportage segnalato da William Gibson sul suo blog, anche il fantasmagorico utilizzo letterario dell’ekranoplano da parte di Charlie Stross impallidisce. Un documento eccezionale, e chi ha letto Stazione delle maree sull’iterazione 08 di NeXT non farà fatica a comprendere i motivi della forte carica suggestiva che provo di fronte a queste immagini.

La storia, in breve: all’epoca dell’URSS, il Partito Comunista fece costruire una rete di fari per guidare le navi-cargo nelle loro rotte polari dall’estremo oriente verso ovest. Il percorso più breve rasentava le coste del nord del paese, in gran parte posizionate oltre il Circolo Polare Artico, lungo la cosiddetta Northern Sea Route. Regioni disabitate e ostili alla vita, remote da avamposti umani. Per questo gli scienziati al servizio del PCUS misero a punto dei piccoli reattori nucleari in grado di fornire ai fari l’energia necessaria per portare avanti il loro lavoro, anche per anni, senza il bisogno di grandi opere di manutenzione. I fari svolsero il loro lavoro egregiamente, finché il collasso dell’URSS non li consegnò all’abbandono. Le strutture persero anche quel po’ di manutenzione a cui avrebbero avuto diritto e finirono nel mirino degli scorridori che imperversano nelle regioni estreme dell’ex-impero. Insieme ai cacciatori di relitti spaziali fotografati dal norvegese Jonas Bendiksen, si è attestata anche una categoria di saccheggiatori di fari nucleari. Komatoz ci porta a conoscerne le abitudini con i suoi scatti. Rame e altri metalli sono il loro bersaglio, che li spinge a violare installazioni ormai ad elevatissimo rischio di contaminazione radioattiva nel completo disprezzo dei segnali di avvertimento e di qualsiasi norma di prudenza.

Uno dei racconti più terrificanti che io abbia mai letto è “Piccole suture sulla schiena di un morto”, un gioiellino sul day after firmato da quel genio multiforme che risponde al nome di Joe R. Lansdale. Chi l’ha letto capirà immediatamente, a chi non lo conosce non posso fare altro che consigliare un recupero immediato dell’antologia Maneggiare con cura del Champion Mojo Storyteller. Vi si narra la storia di un uomo, forse l’ultimo sopravvissuto all’olocausto, assediato nel suo rifugio in un faro abbandonato da legioni di piante carnivore. E dei suoi rimorsi.

La galleria di Komatoz me lo ha subito richiamato alla mente. Il futuro era già qui, prima che riuscissimo a vederlo.
La Lucania secondo Pasolini
Posted on Ottobre 28th, 2008 in Graffiti, Kipple, ROSTA | No Comments »

russian-polar-nuclear-lighthouse-04
russian-polar-nuclear-lighthouse
un faro bello massiccio, vero?
Che peccato!
Fari
 




____________
fParadiso
L'Imperatore
 
Ultima modifica di milian_t il 12 Febbraio 2011, 14:46, modificato 2 volte in totale 
milian_t Invia Messaggio Privato
Torna in cimaVai a fondo pagina
Mostra prima i messaggi di:    
 

Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Pagina 1 di 1
 






 
Lista Permessi
Non puoi inserire nuovi Argomenti
Non puoi rispondere ai Messaggi
Non puoi modificare i tuoi Messaggi
Non puoi cancellare i tuoi Messaggi
Non puoi votare nei Sondaggi
Non puoi allegare files
Non puoi scaricare gli allegati
Puoi inserire eventi calendario