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gladium
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 INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
CAMPOFILONE (Ascoli Piceno) - Per un mese ha provato a vivere con lo stipendio di un operaio. Dopo 20 giorni ha finito i soldi. Enzo Rossi, 42 anni, produttore della pasta all'uovo Campofilone, ha deciso allora di aumentare di 200 euro al mese, netti, gli stipendi dei suoi dipendenti, che sono in gran parte donne. Ha dichiarato di essersi vergognato, perché non è riuscito a fare nemmeno per un mese intero la vita che le sue operaie sono costrette a fare da sempre. Ha detto che "è giusto togliere ai ricchi per dare ai poveri".
Signor Rossi, per caso non sarà comunista?
"No. Non sono marxista. Sono un ex di destra. Ex perché quelli che votavo non sanno fare nemmeno l'opposizione".
Perché allora questo mese da "povero" e soprattutto la decisione di aumentare i salari a chi lavora per lei?
"Perché stiamo tornando all'800, quando nella mia terra c'erano i conti e i baroni da una parte ed i mezzadri dall'altra, e si diceva che i maiali nascevano senza coscia perché i prosciutti dovevano essere portati ai padroni. Negli ultimi decenni il livello di vita dei lavoratori era cresciuto e la differenza con gli altri ceti era diminuita. Adesso si sta tornando indietro, e allora bisogna rimediare".
Aveva bisogno davvero di provare a vivere con pochi soldi? Non poteva chiedere a chi è costretto a farlo, senza scelta?
"Certo, sapevo come vivono le donne che lavorano per me. Ma ho fatto questa esperienza soprattutto per le mie figlie, che non hanno mai provato le privazioni. Ho voluto fare toccare loro con mano come vivono la grandissima parte delle loro amiche".
Come si è svolto l'esperimento?
"E' stato semplice. Io mi sono assegnato 1.000 euro, e altri 1.000 sono arrivati da mia moglie, che lavora in azienda con me. Duemila euro per un mese, tante famiglie vivono con molto meno. Abbiamo fatto i conti di quanto doveva essere messo da parte per la rata del mutuo, l'assicurazione auto, le bollette... Con il resto, abbiamo affrontato le spese quotidiane. Il risultato è ormai noto: dopo 20 giorni non avevamo un soldo. Mi sono vergognato, anche se ero stato attento a ogni spesa. Sa cosa vuol dire questo? Che in un anno intero io sarei rimasto senza soldi per 120 giorni, e questa non è solo povertà, è disperazione".
Signor Rossi, lei è mai stato povero?
"Sì, anche se ero già un piccolo imprenditore. Nel 1993 - erano già nate le mie figlie - ho dovuto chiedere soldi in prestito agli amici per mantenere la famiglia. Non mi vergogno a dirlo, tanto quei soldi li ho restituiti. E' anche per questo che nell'esperimento ho coinvolto la famiglia. Volevo che le mie figlie vivessero in una famiglia con pochi mezzi, per trovare difficoltà e provare a superarle".
Il momento peggiore?
"L'ultimo giorno, quando ho deciso di arrendermi. Entro nel bar con 20 euro in tasca, gli ultimi. Sono conosciuto in paese, siamo 1.700 abitanti in tutto e gli imprenditori non sono tanti. Mentre entro un pensiero mi fulmina: e se trovo sei o sette amici cui offrire l'aperitivo? Non ho abbastanza soldi. Ecco, ci sono tanti operai che, quando tocca il loro turno, debbono pagare da bere agli altri, perché non è bello fare sapere a tutti che si è poveri. Sono in bolletta e non lo dicono a nessuno. In quel momento ho pensato: tanti di quelli che sono qui sono poveri davvero e non per un mese. Mi sono sentito come quando sei immerso in mare a 20 metri di profondità e scopri che la bombola è finita".
Il pastificio di Rossi
E allora ha deciso di aumentare i salari.
"E' il minimo che potevo fare. Secondo l'Istat, il costo della vita è aumentato di 150 euro al mese. Per quelli come me non sono nulla. Per gli operai 150 euro al mese in meno sono quasi 2.000 all'anno, e questo vuol dire non pagare le rate della macchina o non comprare il computer al figlio. E poi, lo confesso, io ho aumentato i salari anche perché sono un egoista. Secondo lei, come lavora una madre di famiglia che sa di non poter arrivare a fine mese? Se è in paranoia, dove terrà la testa, durante il lavoro? Le mani calde delle mie donne che preparano la pasta sono la fortuna della mia azienda. E' giusto che siano ricompensate".
Se aumenta gli stipendi, vuol dire che l'azienda rende bene.
"Nel 1997, quando ho preso il pastificio Campofilone, il fatturato era di 90 milioni di lire. Quest'anno arriveremo a 1,6 milioni di euro. Da due anni le cose vanno davvero bene, e mi posso definire benestante. Non è giusto che sia solo io a goderne. Il valore aggiunto derivato dalla trasformazione della farina e delle uova deve portare benefici sia ai contadini che mi danno la materia prima che ai lavoratori della fabbrica".
Come l'hanno presa, i suoi colleghi industriali?
"Mi sembra bene. Alcuni mi hanno telefonato per sapere se l'aumento di 200 euro è uguale per tutti e altre cose tecniche. Forse vogliono imitarmi e questa è una cosa buona. Io ho spiegato che sarebbe giusto non fare pagare alle aziende i contributi relativi a questo aumento. Se il governo capisce (mi ha telefonato anche Daniele Capezzone, della commissione imprese) l'idea di prendere ai ricchi per dare ai poveri non resterà soltanto un manifesto".
(Fonte : REPUBBLICA.it - 21 ottobre 2007)
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#1 26 Ottobre 2007, 20:29 |
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Finna
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Ciao Gladium!
Questo articolo mi ricorda la discussione "Vivere a Mosca con 1400 euro al mese".
Enzo Rossi si è vergognato ed aumentato gli stipendi agli operai. E' stato molto bravo.
Però un'altra volta posso concludere che ognuno vive secondo il contenuto del suo portafoglio.
L'imprenditore non è riuscito a affrontare un solo mese con lo stipendio di un operaio perché ha fatto una semplice strada: si è abassato lo stipendio. Ma le auto erano come prima, belle grosse, la villa (o la casa) era come prima, quindi, le rate del mutuo e le assicurazione erano alte, perché quelle costano tanto di più che una macchina di un operaio. La sua famiglia sicuramente spendeva i soldi dove un'operaia doveva risparmiare per i motivi economici.
Loro non sapevano di calcolare le spese, perché prima non avevano bisogno di controllare ogni spesa, non sapevano di concordare "le entrate" e "le uscite"....
Cmq è un articolo interessante. Se ne fossero di più, questi "signori Rossi", gli operai sarebbero un pò più contenti.
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#2 26 Ottobre 2007, 22:06 |
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Davide Rap
Webmaster

Registrato: Novembre 2004
Messaggi: 11839
Età: 43 Residenza:  Terronia :-)
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Eheh, la discussione dei 1400 dollari al mese, mi sa che c'è la porteremo avanti ancora per molto
Per quanto riguarda questo post credo che le rate del mutuo e l'assicurazione le abbia rapportate a quelle che realmente paga un operaio escludendo a priori quei soldi dal conteggio.
Logico che certi "lussi" a cui sei abituato (andare a mangiare fuori, offrire agli amici, hobby, ect) magari li riduci, ma qualcosa resisterà sempre nello stile di vita ecco perchè non è riuscito nell'ardua impresa di arrivare alla fine del mese.
Cmq non si può solo sperare di arrivare alla fine del mese, ma bisognerebbe trovare la via per riuscire a mettere da parte qualcosa, perchè di spese impreviste medio-grosse ogni anno qualcuna capita sempre, da qui l'idea dell'imprenditore di aumentare il minimo salariale
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#3 26 Ottobre 2007, 22:21 |
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morello
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Finna ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Cmq è un articolo interessante. Se ne fossero di più, questi "signori Rossi", gli operai sarebbero un pò più contenti.
Infatti martedì 30 ottobre avrò 8 ore di sciopero per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici.
Non tutti gli imprenditori sono come il signor Rossi anzi tutto l'incontrario.
Debbo aggiungere anche se ho una citroen picasso e mia moglie guida una punto con un figlio piccolo un mutuo di 350 euro per la ristrutturazione casa e bollette varie si fatica veramente ad arrivare a fine mese.
Per fortuna che mia moglie dopo un periodo di adattamento si è adeguata, ha trovato un lavoro part time e nel bene e nel male ci saltiamo sempre fuori. Debbo aggiungere che qualche bolletta la paga mia madre che ha una pensione di 500 euro al mese.
Per fortuna che avendo la casa di propietà in campagna non abbiamo le spese condominiali.
Vorrei chedere al signor Rossi se per un mese mi farebbe fare il datore di lavoro e vivere con il suo stipendio
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#4 26 Ottobre 2007, 22:25 |
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pretender
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Anche la Fiat ha dato 30 euro al mese di aumento agli operai .
____________ Lo so , non si dovrebbero mai seguire i propri bassi istinti ; ma non sono che un uomo .
"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana , e non sono sicuro della prima"
( A.Einstein )
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#5 26 Ottobre 2007, 22:29 |
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morello
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
pretender ha scritto: [Visualizza Messaggio] Anche la Fiat ha dato 30 euro al mese di aumento agli operai .
Stanno solo cercando di ricattare gli operai offrendo miseria per non partecipare allo sciopero. Bisogna raccontarla bene,perchè 30 euro sono lordi quindi al netto sarebbero poco più di 20 euro.
Infatti come ho detto prima martedi' abbiamo lo sciopero generale per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro, ed abbiamo chiesto 117 euro lordi di aumento oltre al mantenimento delle 40 ore lavorative settimanali.
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#6 26 Ottobre 2007, 23:24 |
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il Passatore
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Età: 51 Residenza:  Kiev
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
come al solito non si sa chi e nato prima se l'uovo o la gallina
a mio parere e' pura utopia........
e' l'imprenditore che da lavoro all'operaio e non il contrario........non dimentichiamocelo mai
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#7 30 Ottobre 2007, 13:50 |
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Antomar
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Ma un imprenditore senza operai non è che un piccolo artigiano.
Io potrei dire che è l'operaio che ingrassa l'imprenditore.
Giusto; forse! Ormai sempre più persone sanno che non è nato prima nè l'uovo nè la gallina ma sono entrambi parte di un percorso, che porta ad un insieme di cose che permette a entrambi di essere.
Un abbraccio
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#8 30 Ottobre 2007, 16:17 |
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Inglesic
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Gli operai sono la fortuna, o sfurtuna talvolte, degli imprenditori e sono le loro galline dalle uova d'oro.... o talvolta il cappio a cui appendersi...
Pero' una cosa e' certa, i padroni da soli non sarebbero li'... e nn sarebbero neppure padroni...
So che "Padroni" non e' corretto ma rende piu' l'idea... eppoi si chiamano tutt'ora aziende padronali!
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#9 30 Ottobre 2007, 16:39 |
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il Passatore
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Età: 51 Residenza:  Kiev
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
giusto Antomar per la tua prima affermazione ma le altre assolutamente no!!!
l'imprenditore vive e va avanti per le proprie idee e per i rischi che si prende quotidianamente ,mentre l'operaio vive dei soldi della societa' per cui lavora (per non usate il termine padrone) percui smettiamo di raccontare storielle ok
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#10 30 Ottobre 2007, 17:21 |
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Inglesic
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Registrato: Ottobre 2007
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Posso giusto immaginare che tu sia un'imprenditore... e ti auguro in bocca al lupo per le tue attivita'!
Pero' se punti a fatturare solo rischi ed idee... avrai bisogno di molto piu' che un "in bocca d'un lupo"!
Big Rispect!
Ciauz
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#11 30 Ottobre 2007, 17:32 |
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infeltrio
ivan rorato
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Età: 54 Residenza:  venezia
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Senza imprenditori che rischiano ......niente operai che lavorano, senza operai niente imprenditori...........insomma ogni categoria ha le sue , io nel 2000 per investimenti sbagliati mi sono mangiato una casa ..........e non solo , poi piano piano ricominciando da quasi 0 sono ripartito.........adesso sto bene ma se ci fosse una grossa crisi di lavoro .....la terra potrebbe tremare ancora.
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#12 30 Ottobre 2007, 17:34 |
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il Passatore
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
crepi! Inglesic sei tu nella foto? mi sembra di conoscerti....di dove sei? forse sei stato a kiev ?
riguardo quello che hai scritto: ebene si sono un imprenditore ma ero un operaio e la pensavo come adesso quindi non centra quello che faccio adesso!!!
understand???
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#13 30 Ottobre 2007, 17:38 |
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Antomar
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Caro Passator cortese, scusa il paragone ma hai mai provato a far andare una macchina senza motore??? In discesa forse và ma, in piano o ancor peggio in salita si fermerà subito, puoi metterci tutte le idee e iniziative che vuoi ma dopo poco dovrai scendere e spingere. Certo anche puoi riempire il serbatoio con qualsiasi quantita di carburante (leggi investimenti) ma, senza quei piccoli e in qualche modo (per chi li guarda da lontano) stupidi e senza iniziative pistoni, ingranaggi vari etc.. etc.. comunque sarai a piedi, anche con tutte le idee e investimenti del mondo.
Comunque bravo a non aver usato la parola "padrone" perchè è proprio quest'ultimo a vivere coi soldi (e spesso con le idee) di chi per sorte o per scelta vive di lavoro dipendente.
Indirettamente voglio anche ringraziare tutti quegli imprenditori (padroni) che sono costretti a prendersi cura dei propri operai (mantenuti); che grandezza d'animo hanno queste persone!
Ciao
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#14 30 Ottobre 2007, 17:40 |
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Antomar
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
Se davvero da operaio la pensavi così devo intuire che eri un operaio infelice. Spero che adesso che sei imprenditore tutto questo rientri nei brutti ricordi.
Ciao
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#15 30 Ottobre 2007, 17:43 |
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il Passatore
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
la macchina senza motore non esiste!!
la riprova arriva dal Veneto e le Marche che appena hanno potuto hanno spostato la produzione in Romania!
per dirti che di forza lavoro e' pieno il mondo ma di imprenditori proprio no!!!!
ciao ciao
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#16 30 Ottobre 2007, 17:54 |
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Antomar
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
ha ha ha! E adesso molti stanno tornando
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#17 30 Ottobre 2007, 17:56 |
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Antomar
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
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#18 30 Ottobre 2007, 17:57 |
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andrea123
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
BEH e' indubbio che l'imprenditore dia da mangiare agli operai, e non viceversa, certo siamo tutti importanti anche gli operai certamente ma senza l'imprenditore che ti fa la possibilita' di lavorare non si farebbe molto , soprattutto con l'aiuto degli operai comunisti..... che notoriamente sono molto bravi a parlare... un po meno a lavorare... ciao a tutti andrea
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#19 30 Ottobre 2007, 17:57 |
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andrea123
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 Re: INDUSTRIALE VIVE DA OPERAIO
l'imprenditore rischia i soldi , tu lo faresti Antomar? siamo tutti culattoni col culo degli altri....( classico detto nostrano)
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#20 30 Ottobre 2007, 18:00 |
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