Premessa: a 24 non sono (ero) mai salito su un aereo, mai viaggiato da solo, tantomeno in luoghi in cui fosse richiesto il passaporto e il visto. Sì, sono proprio un "mammone" :P
Comunque sia, iniziamo il racconto della mia mini-epopea.
Partenza dall'aeroporto di Venezia verso mezzanotte, con arrivo previsto all'aeroporto di Sheremetyevo verso le 4 del mattino. Agitato abbestia per via delle tante dicerie sui controlli in aeroporto, peso e ripeso decine di volte la valigia, per essere sicuro che non superasse il limite consentito... Check-in e controlli di sicurezza superati senza problemi, salgo sull'aereo e mi siedo vicino ad un'anziana coppia di coniugi spagnoli.
L'aereo comincia a muoversi, stringo le chiappe quando sento che accelera, e le stringo ancora di più ogni volta che sobbalza in volo. Di dormire, ovviamente, neanche a parlarne.
Dopo 3 ore di pena assoluta, il capitano annuncia che in 20 minuti saremo giunti a destinazione... Tiro un semi-sospiro di sollievo, convinto che il peggio sia passato, ed invece era solo l'inizio.
Arrivo a Sheremetyevo, l'aereo non atterra... Mah.
Vaghiamo in aria per un'altra ora abbondante, finché annunciano che, a causa di un sovraffollamento, ci avrebbero portato in un altro aeroporto, in attesa che le piste si liberassero prima di fare ritorno.
Atterro a Domodedovo e le hostess annunciano che in alcuni minuti saremmo decollati nuovamente alla volta di Sheremetyevo. Dopo mezz'ora, il nulla...
Alla fine, dopo tre quarti d'ora spesi a farci domande l'un l'altro (nel mentre ho anche dovuto calmare la coppia di spagnoli, spaventati di perdere la coincidenza per il loro prossimo volo), ci annunciano che saremmo dovuti scendere a Domodedovo, e di chiedere informazioni al banco 213.
Arrivo al banco, chiedo informazioni, e con un inglese da far rabbrividire anche Renzi mi biascicano che in alcuni minuti avrebbero saputo dirmi meglio come sarebbero andate le cose.
Il tempo passa e nessuno sa nulla. Per fortuna vedo un gruppo di italiani che comprano un biglietto per un volo interno, e decido di fare lo stesso.
Compro un biglietto per Sochi con Red Wings (con non poche difficoltà, dato che la tizia non parlava nemmeno una virgola di inglese), in tutta fretta faccio il check-in, passo i controlli e mi avvio verso il gate. Mi metto in fila e godo perché davanti a me ho solo una manciata di persone.
Apertura del gate prevista alle 7:10, chiusura alle 7:50.
Arrivano le 7:10, non succede nulla... E 20, e 30, e 40, ancora nulla... Alle 8 avvisano che il gate è cambiato, allora come un branco di pecore al pascolo ci spostiamo verso il nuovo gate. Godo ancora perché sono tra i primi della fila.
Dopo nemmeno un minuto ci avvisano che il gate è stato cambiato, di nuovo... Ed il nuovo gate è quello iniziale.
Altra transumanza, questa volta mi ritrovo quasi in fondo alla fila... Tiro giù dal letto tutti i santi che conosco, e finalmente, con 40 minuti di ritardo, salgo su questo benedetto aereo della Red Wings. "Aereo" è decisamente un complimento... Sembra un bombardiere B-52 con i sedili di una Fiat Multipla.
L'aereo parte, e tra scricchiolii e cigolii ad ogni minimo sobbalzo, stringo le chiappe talmente tanto che mi pento di non essermi infilato un pezzo di carbone nel retto... Sono sicuro che a Sochi mi sarei ritrovato con un bel diamante.
Fatto sta che, per miracolo divino, o per qualche altro oscuro motivo, quel cesso con le ali riesce ad arrancare fino a Sochi...
Appena sceso dall'aereo ho resistito alla tentazione di inginocchiarmi e baciare la terra.
L'ultimo giorno della mia permanenza a Sochi vengo a sapere che un aereo si è schiantato poche ore prima, appena dopo il decollo da Sheremetyevo.
Notte passata in bianco, pensando a tutti i mezzi alternativi che avrei potuto prendere per tornare in Italia... Controllo Google Maps, a piedi ci metterei poco più di 22 giorni. Hmm, no, troppo...
Fatto sta che il fatidico giorno del rientro arriva e, ormai rassegnato, mi imbarco sull'aereo immaginando in quale aeroporto sarei finito questa volta.
Stranamente il karma ha avuto effetto, e tutti i casini avuti all'andata non li ho incontrati al ritorno. Arrivo a Venezia, circondato da turisti asiatici, sano e salvo.
Direi che come prima esperienza non è stata male. Aspettiamo di vedere la seconda...













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