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Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Articolo di Anna Politkovskaja datato marzo 2005 sull'uccisione di Aslan Maskhadov e la guerra in Cecenia. ( prima di tre parti)


L'8 marzo il comando operativo regionale per le operazioni contro il terrorismo nel Caucaso settentrionale, e in un secondo tempo anche il direttore dell'Fsb (i servizi segreti federali russi) Nikolaj Patrushev, ha annunciato che le forze speciali dell'Fsb avevano liquidato Aslan Maskhadov, eletto nel 1997 presidente della Repubblica Cecena di Ichkeria in base alla costituzione del 1992.

E così oggi si può constatare quanto segue: nella sua breve storia la Cecenia ha avuto quattro presidenti, di cui tre uccisi, mentre il quarto e ancora vivo – Alu Alkhanov, imposto da Mosca – ha una legittimità discutibile. Come dire che è scomparso dalla carta dell'Europa contemporanea un territorio con una situazione militare e politica complicatissima e una guerra terribilmente cruenta in atto.

C'è un altro particolare di grande importanza per la storia: Aslan Maskhadov è morto, come migliaia di altri uomini e donne ceceni, a causa della delazione di altri ceceni. Una delazione avvenuta in seguito a torture, cioè al metodo per ottenere informazioni e condurre indagini usato sia durante la prima sia durante la seconda guerra cecena. Ciò fa di Maskhadov un uomo che ha condiviso le sorti del suo popolo, come vorrebbe fare ogni vero leader. E questo significa che con ogni probabilità resterà nella memoria dei ceceni come un grande martire, indipendentemente da quanto ha fatto in passato.
Cosa succederà in Cecenia con la fine dell'era Maskhadov? Per riuscire a capirlo bisogna ricordare un'altra circostanza: Maskhadov è morto durante la lunga tregua unilaterale da lui stesso dichiarata il 14 gennaio. Una tregua che, anche se non ha avuto un grande successo, resta comunque l'unica nella storia della seconda guerra cecena; era una mano tesa verso il Cremlino per l'avvio di trattative sul cessate il fuoco, la demilitarizzazione e la reciproca consegna dei criminali di guerra.

L'uccisione di Maskhadov significa che la tregua è terminata. Scordatevela, completamente. Non ci saranno trattative. Non ci sarà più bisogno del comitato delle madri dei soldati russi, che aveva cercato di negoziare con gli uomini di Maskhadov. Non ci sarà bisogno di nessuna madre. Solo di guerre.

                                                                                                                                                                       continua.........
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Seconda parte:

La pace in Cecenia si allontana fino a sparire dall'orizzonte. La causa (oltre al Cremlino, che è la radice di tutte le cause) va rintracciata nella situazione della resistenza cecena, al cui interno Maskhadov, quasi del tutto isolato, riusciva ancora a controllare i radicali più estremisti. Bisogna dirlo con chiarezza: gli estremisti sono convinti che con la Russia si può solo combattere e che bisogna farlo con ogni mezzo, compresi quelli di cui è stata data una dimostrazione a Beslan. Ora Maskhadov non potrà trattenere più nessuno. Si è creato un deserto tra i settori più moderati.

In compenso i radicali sono molti. Il ruolo di leader della resistenza cecena (indipendentemente da chi verrà nominato come tale dal comitato statale per la difesa dell'Ichkeria, che agisce in clandestinità) andrà al principale oppositore dei metodi moderati di Maskhadov. Il suo nome è Shamil Basaev. In conseguenza dell'uccisione di Maskhadov, organizzata dalle forze speciali dell'Fsb, tutte le leve del comando della resistenza andranno in mano a Basaev, la cui legittimità non è assolutamente convincente: Maskhadov ha lottato per essere riconosciuto come interlocutore delle trattative, Basaev farà in modo di essere l'unica controparte, ma senza trattative.

E questo vuol dire che in Cecenia restano due figure altrettanto sanguinarie e medievali, Basaev e Ramzan Kadyrov (capo paramilitare e vicepremier, figlio del presidente filorusso Akhmad ucciso il 9 maggio 2004). Tutti gli altri si troveranno tra questi due fuochi.

Cosa vuol dire "trovarsi tra due fuochi"? Vuol dire attentati terroristici. Gli islamisti, che già sono in clandestinità, scenderanno ancora più profondamente nei loro bunker. Dietro a Kadyrov c'è Putin. Chi c'è invece dietro a Basaev? Gli "arabi", come piace dire ai federali russi in Cecenia? Dietro a Basaev non ci sono dei mercenari, e anche se ce ne fossero non sono loro a fare il bello e il cattivo tempo.

                                                                                                                        continua......
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Terza e ultima parte:


Dietro a Basaev c'è una resistenza che si sta radicalizzando sempre di più. Le sue fila sono alimentate soprattutto dalla gioventù cecena, che non sa vivere in altro modo se non prendendo parte ad azioni in cui muoiono martiri innocenti per sfuggire alle umiliazioni a cui è sottoposta di continuo dai federali russi. L'altro ambiente che alimenta il radicalismo è quello degli islamici in clandestinità. Più è dura la guerra, più la loro clandestinità si fa profonda. Aumentano continuamente e per ogni combattente ucciso se ne reclutano altri due.

Quello che è già successo in Cecenia, nella zona delle "operazioni antiterroristiche", è avvenuto gradualmente anche nelle repubbliche del Caucaso del nord che circondano la Cecenia. E con l'aumentare nella società russa degli umori anticaucasici e antislamici (umori che si fanno sempre più intensi sotto la "saggia" guida del Cremlino), con le manovre sempre più stupide dell'Fsb per screditare l'islam, i gruppi clandestini non faranno che rafforzarsi. Se bisogna riassumere con una formula tutto quello che è successo negli ultimi anni, si può dire che con l'esempio della Cecenia il potere ha voluto dimostrare come sia pericoloso ribellarsi e ci è sicuramente riuscito.


Ma ha ottenuto in poco più di cinque anni un pericoloso effetto boomerang: moltissimi giovani musulmani non sono più disposti a essere persone di seconda classe e cercano rifugio nell'islam, chiudendosi sempre di più al mondo esterno.

Una stupida ostinazione
L'epoca della lotta ostinata e stupida contro Maskhadov, ex comunista ed ex colonnello dell'esercito sovietico avvicinatosi all'islam solo negli ultimi anni della sua vita, ha fatto sì che la generazione dei suoi figli più giovani non voglia più restare una generazione di musulmani moderati.

La bandiera di questi ragazzi è Basaev. Per lungo tempo il principale ostacolo sulla strada dei combattenti che agiscono in clandestinità è stato proprio Maskhadov. L'ostacolo ora è stato rimosso. La strada è libera. Tutto ciò fa comodo a Basaev, che l'ha sognato per dieci lunghi anni. E non ha alcuna importanza il fatto che Basaev non abbia legittimità. A lui interessa solo preparare azioni di sabotaggio contro la Russia.

La morte di Maskhadov, ucciso a Tolstoj-Yurt, è per Basaev la migliore conferma del suo slogan: con la Russia non si può trattare, con la Russia si può solo combattere. Con ogni mezzo.
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
(ANSA) Nel 2006 sono stati uccisi in 21 Paesi almeno 81 giornalisti e 32 collaboratori dei media, secondo il rapporto di 'Reporters sans Frontieres'. Inoltre, almeno 871 giornalisti sono stati fermati, 1.472 aggrediti o minacciati, 912 media censurati e 56 rapiti, soprattutto in Iraq e nella striscia di Gaza. Un anno infausto che trova un solo precedente, quello del 1994 quando furono assassinati 103 giornalisti. Per il quarto anno consecutivo, l'Iraq resta il paese piu' pericoloso al mondo.
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
ANKARA - Lo scrittore e giornalista turco di origini armene Hrant Dink è stato ucciso a Instanbul davanti alla redazione di Argos, il giornale di cui era direttore. L'intellettuale, che da tempo si batteva per i diritti umani, è stato assassinato con quattro colpi di arma da fuoco: due lo hanno raggiunto alla testa, gli altri in varie parti del corpo.

Più volte perseguito dalla giustizia turca, il giornalista era considerato uno degli esponenti di maggior spicco della comunità armena ed era famoso per aver qualificato come genocidio il massacro degli armeni commesso sotto l'impero ottomano. Una posizione che gli aveva procurato l'ostilità dei nazionalisti turchi che rifiutano il termine genocidio. Secondo quanto riporta la Cnn, Dink aveva ricevuto recentemente minacce di morte da parte di nazionalisti che lo consideravano un traditore.

Durissima la reazione del premier turco Erdogan che ha definito l'assassinio "un attentato alla pace e alla stabilità del Paese" e ha asscicurato che "sarà fatto il possibile per catturare al più presto il killer". E da Ankara giunge la notizia dell'arresto di due persone.

Dink, 53 anni, aveva fondato Agos, la rivista voce della comunità armena, e scriveva anche per i quotidiani nazionali Zaman e Birgun. Nato nel '54 a Malatya (Turchia), viveva a Instanbul da quando aveva sette anni. Si era formato nella scuola armena, poi si era laureato in zoologia all'Università di Instanbul pur continuando a dedicarsi agli studi di filosofia. Attivista per la democratizzazione delle Turchia, dalle colonne del suo giornale si batteva per i diritti civili e delle minoranze e per la ricerca del dialogo tra turchi e armeni.

Dink era stato processato per violazione dell'articolo 301 del codice penale - la cui modifica è stata più volte richiesta anche dall'Unione europea - che è servito da base per tanti procedimenti giudiziari contro intellettuali che contestavano la tesi ufficiale sulla questione armena. Secondo il sito del Pen american center, durante le udienze del processo i nazionalisti avevano inscenato proteste violente chiedendo una punizione per Dink. Nell'ottobre 2005 il giornalista era stato condannato da un tribunale di Instanbul a sei mesi di prigione con la condizionale per "insulto all'identità nazionale turca" per aver scritto un articolo sul genocidio del 1915. La pena era stata poi sospesa.

"La morte di Dink - commenta il Consiglio per la Comunità armena di Roma proclamando il lutto - è frutto della cultura dell'odio verso gli armeni che ancora resiste nella frange estremiste della società turca. Un odio alimentato dal potere di Ankara. Ma l'assassinio di Dink è, purtroppo, anche il frutto di quell'opportunismo politico, di quegli interessi economici, di quella indifferenza che alberga in taluni settori della società europea ed italiana".

Fonte: Repubblica (Italia)
 



 
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ROMA - "La Russia deve fare piu' sforzi per trovare chi ha ucciso la giornalista Anna Politkovskaya. L'Europa ha fra i suoi valori fondamentali quello della liberta' di stampa". Cosi' il Presidente del Parlamento Europeo, Hans Poettering, al termine del suo incontro a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio, Romano Prodi.


Fonte: Corriere della Sera (Italia)
 



 
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MOSCA - Due uomini di origine cecena sono stati arrestati dalla polizia russa che indaga sull'omicidio della giornalista Anna Politkovaskaya avvenuto il 7 ottobre scorso. Lo ha riferito il quotidiano "Komsomolskaya Pravda" citando fonti vicine alle indagini. I due sospettati sono stati individuati grazie alle immagini riprese dai satelliti militari.
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
RUSSIA: DUE CECENI ARRESTATI PER ASSASSINIO POLITOVSKAYA

RICONOSCIUTI GRAZIE A FOTO SCATTATE DA SATELLITI MILITARI

Mosca, 10 feb. (Adnkronos) - Due persone di origine cecena sono state arrestate in Russia perche' sospettate di essere coinvolte nell'assassinio della giornalista Anna Politovskaya avvenuto lo scorso mese di ottobre a Mosca. I due sarebbero stati identificati grazie alle immagini scattate dai satelliti militari sul luogo del delitto, fuori dall'abitazione della reporter, secondo quanto rendono noto fonti vicine agli inquirenti citate dal quotidiano Komsomolskaya Pravda. Quel giorno i militari russi erano in stato di massima allerta, perche' era il compleanno del Presidente Vladimir Putin.
 




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E' inutile discutere con un idiota...prima ti porta al suo livello e poi ti batte per esperienza.

Forum Russia Italia
Visto per la Bielorussia

Andrea
 
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L’Unesco ha deciso di assegnare ad Anna Politkovskaya, la giornalista russa assassinata lo scorso anno, il premio ‘Guillermo Cano per la libertà di stampa’ 2007. “Anna Politkovskaya ha dimostrato un’incredibile coraggio e determinazione nel riportare gli eventi in Cecenia dopo che il mondo intero aveva dimenticato quel conflitto” si legge nella motivazione con cui una giuria internazionale di quindici giornalisti ha spiegato i motivi del riconoscimento postumo alla giornalista scomparsa. “La sua dedizione - continua la nota - e impavida ricerca della verità rappresentano un altissimo punto di riferimento per tutto il giornalismo, non solo in Russia ma in tutto il mondo”. Il premio Unesco/ Guillermo Cano è assegnato ogni anno a persone e organizzazioni che mettono a rischio la loro vita nell’esercizio del diritto d’informazione e della libertà di stampa. Giornalista del ‘Novata Gazeta’, Politkovskaya era nota per le centinaia di articoli con cui aveva raccontato la guerra in Cecenia e le violazioni dei diritti umani lì commesse, attirandosi, secondo colleghi e attivisti per i diritti umani, l’ostilità sia dei militari russi sia dei ribelli ceceni. Aveva inoltre condotto un’accurata inchiesta sulla corruzione all’interno del ministero della Difesa russo. Il 7 ottobre del 2006 è stata ritrovata uccisa con quattro colpi di arma da fuoco nell’atrio del palazzo dove abitava. La sua attività giornalistica di denuncia le erano valsi molti riconoscimenti internazionali tra cui una menzione speciale del ‘Premio Andrei Sakharov’ per “una vita dedicata al giornalismo” e il premio ‘Olof Palme’. La cerimonia di consegna del premio Unesco/ Guillermo Cano per la libertà di stampa si svolgerà come ogni anno il 3 maggio, giornata mondiale della libertà di stampa. Poiché nel 2007 cade il decimo anniversario della nascita del premio stesso, per l’occasione è stata scelta come sede della cerimonia Medellin, in Colombia, città natale di Guillermo Cano, il giornalista alla cui memoria è stato istituito il premio e che 20 anni fa fu assassino a causa delle sue denunce contro i baroni nel narcotraffico.

Fonte: Information safety and freedom
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
La Federazione Russa occupa il secondo posto al mondo per numero di giornalisti uccisi dopo l'Iraq. A partire dal 1992 al 2007 sono infatti 218 i giornalisti russi che hanno perso la vita in circostanze misteriose. Lo ha riferito il direttore della Commissione per la politica informativa e libertà di parola nei mass-media presso la Camera pubblica della Federazione Russa, Pavel Gusev, nel corso di una riunione tenutasi nella città di Nalcik. Secondo quanto dichiarato da Gusev, la Camera pubblica russa è intenzionata ad effettuare una inchiesta concernente la libertà di stampa in Russia. "Si tratta di un'iniziativa molto importante, in quanto la Russia, per coefficente di stampa libera a livello di opinione pubblica internazionale, è stata inserita al 147esimo posto al mondo. Purtoppo tali valutazioni vengono finora effettuate solamente da parte degli osservatori stranieri", ha dichiarato Gusev.

Fonte: Information safety and freedom
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Per correttezza citerò due fonti che riportano due notizie contrastanti......a chi credere?     

Mosca, 7 apr. - (Adnkronos/Dpa) - Migliaia di persone hanno partecipato oggi a Mosca alla manifestazione organizzata per commemorare Anna Politkovskaya, la giornalista russa assassinata sei mesi fa di fronte al suo palazzo nella capitale russa. "La morte e' il prezzo della verita'" recitava uno degli striscioni issati dai manifestanti che hanno esposto anche foto della giornalista della Novaya Gazeta che aveva denunciato gli abusi e le violazioni dei diritti umani commessi durante la guerra in Cecenia. "Fino a quando gli assassini della Politkovskaya rimangono liberi, la Russia rimarra' un posto pericoloso per chi vuole dire la verita'" ha detto uno degli oratori del comizio, mentre Grigori Yavlinski, leader del partito liberale Yabloko, ha affermato che "al momento non c'e' nessuna volonta' politica di risolvere questo caso di omicidio".  

Fonte: Rivista Internazionale da Adnkronos


About 300 people gathered Saturday on Pushkin Square to commemorate the six-month anniversary of reporter Anna Politkovskaya's death and to call on the authorities to bring her killer to justice.
"There is no political will to have this murder investigated," Yabloko leader Grigory Yavlinsky told the gathering on Pushkin Square.
Participants passed through metal detectors to get inside the barred perimeter. Dozens of policemen ringed the square, while OMON riot police officers sat in buses parked nearby.
Mozart's "Requiem" and the mournful waltz "Amur's Waves" played from loudspeakers as people laid carnations and lit thin candles on the sidewalk.
Several participants carried signs reading, "Stop the War in Chechnya," while others held portraits of Politkovskaya, who campaigned against human rights abuses in Chechnya and was a sharp critic of President Vladimir Putin. Yabloko and Garry Kasparov's United Civil Front were the only political groups represented at the rally.
"I respected her for courage to tell the truth about Chechnya," said Olga, a middle-aged woman who had a small paper portrait of Politkovskaya pinned to her scarlet jacket. She declined to give her last name.
Chechnya was the major topic for about a dozen people who addressed the gathering, including Chechen human rights activist Aisha Astamirova.
 "All of us in Chechnya kept newspapers with Politkovskaya's articles and shared them with one another. She was our Mother Teresa," Astamirova said.

Fonte: The Moscow Times
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Putin has condemned the killing but played down the importance of Politkovskaya's writings, saying "she had minimal influence on political life in Russia."
Almost every speaker Saturday, including Yavlinsky and Yabloko's Moscow chief, Sergei Mitrokhin, accused the authorities of not doing enough to solve the killing. "The country's leadership could at least pretend that it wants to investigate Politkovskaya's murder, but we don't see even this," Mitrokhin said.
Prosecutor General Yury Chaika has taken the investigation under his personal control, and he said on March 29 that it was progressing "very well."
Novaya Gazeta editor Dmitry Muratov said Saturday that "the investigation was moving ahead" but refused to provide details. He attended the rally but did not make a speech.
Politkovskaya's death is widely seen in the West as a sign of the sorry state of media freedom in Russia. The Paris-based Reporters Without Borders warned late last week that "if the authorities fail to produce concrete and conclusive evidence, the creation of an international commission of inquiry or a Russian parliamentary commission of inquiry could prove necessary."
The rally lasted less than an hour and ended with the crowd chanting, "Down with the police state" and "down with chekist power." A few people started to chant, "Russia without Putin," but others rebuked them, loudly crying out: "Provocation! Provocateurs!"
Dozens of participants moved to Politkovskaya's apartment building at 6 Lesnaya Ulitsa to pay tribute to her. Inside, the ground-floor stairwell glistened with a fresh coat of yellow paint, and a new mirror hung on the wall inside the elevator that was pierced by a bullet fired at the journalist.
Every crack in the wall around the outside of the front entrance was used to hold a flower. Bunches of carnations were tucked into a small gap above the door and behind electric cables and thin pipes fixed to the wall of the building. More flowers lay scattered on the steps leading to the door.
A boy of about 10 years old stubbornly lit thin candles scattered near the entrance door, with a chilly wind killing the flames almost immediately. One candle was stuck in an Easter cake.
A silent gray-haired woman put a color portrait of Politkovskaya on the wall. An inscription written with black ink and glued to the portrait read: "Motherland -- You are not a mother and not even a stepmother. You are an old woman named Death."

 Fonte: The Moscow Times
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
MOSCA- "Temo per la mia vita": cosi' la giornalista russa Elena Tregubova, 33 anni, spiega la sua richiesta di asilo politico alla Gran Bretagna. Lo riferisce il quotidiano Kommersant, di cui Tregubova e' stata cronista dell'attivita' del Cremlino sino agli inizi del 2003, prima che le venisse ritirato l'accredito. La giornalista - che ha scritto tre libri tutti piuttosto critici nei confronti del Cremlino - conferma di aver presentato la richiesta di asilo il 23 aprile.

Fonte: Ansa
 



 
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Rapporto Freedom House: liberta' di stampa in crisi nel mondo nel 2006. Italia, ora va meglio

 I segnali più preoccupanti, secondo il rapporto, arrivano dall'Asia, dai Paesi dell'ex blocco sovietico e dall'America Latina. Migliora la situazione, invece, in numerosi Paesi, compresa l'Italia, quest'anno finalmente nell'elenco dei Paesi che beneficiano di una informazione libera. Tutto, o quasi, merito dell'ultimo voto politico che ha portato all'allontanamento dal governo dell'ex premier Silvio Berlusconi. L'Italia "era l'unico membro dell'Unione Europea ad apparire nella categoria dei Paesi 'parzialmente liberi' - si legge nel rapporto della Freedom House - ed è stata promossa nel 2006 soprattutto in conseguenza della fine dell'incarico di presidente del Consiglio del magnate dell'informazione Silvio Berlusconi".

"Il rating del Paese era stato abbassato nel 2003 a causa dell'eccessiva concentrazione dei media e dell'influenza politica sui contenuti dell'informazione durante il governo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La fine del suo mandato nel 2006 ha portato la promozione dell'Italia da 'Parzialmente Libera' a 'Libera' ".  Ora che l'Italia finalmente è tornata un Paese libero, per Freedom House,  resta comunque a metà classifica, al 61esimo posto, a pari merito con Israele, Capo Verde, Guyana e São Tomé e Principe.

"Anche se l'informazione privata resta concentrata nelle mani di Mediaset, controllata da Berlusconi, la principale emittente pubblica Rai non è più sotto il suo controllo", si legge nel report, che sembra tenere in scarsa considerazione il ruolo di Sky, la diffusione del digitale terrestre tv, le decine di testate nazionali di carta stampata, le migliaia di radio private, la presenza di autority della Comunicazione e della Concorrenza. Tutto inutile, o quasi. Restano paesi più liberi di noi, assicura Freedom House, Giamaica Costa Rica, Belize, Suriname, Trinidad e Tobago, Ghana e Guyana.

Ancora peggiore, scorrendo la classifica, la situazione in Corea del Sud (66esimo posto in classifica ma ancora nell'ambito dei Paesi dove esiste libertà di stampa), Bulgaria (76), India (77), Brasile e Romania (90), Messico (102), Turchia e Argentina (105). In tutti questi paesi la libertà è solo parziale.


In fondo alla graduatoria che comprende 195 Paesi c'è la Corea del Nord, con Libia e Cuba che fanno segnare un risultato di poco migliore, penultime, al 191mo posto per la libertà dell'informazione, che secondo la Freedom House non esiste. Male, al 181esimo posto, a pari merito anche la Cina, l'Iran e i Territori Palestinesi.

Severissima bocciatura anche per la Russia di Vladimir Putin che si assesta al 164esimo posto, due punti sopra il Kazakistan. Poco meglio, al 161mo posto, il Venezuela di Hugo Chavez, l'Iraq del post Saddam Hussein, (posizione n. 158), l'Afghanistan post talebano (154)

L'associazione mette in guardia da un nuovo tipo di restrizioni alla libertà di informazione, quella che riguarda Internet: censura, intimidazioni o chiusura dei siti che offrono informazione alternativa ai canali ufficiali i mezzi con cui il potere imbavaglia la libertà di stampa.

Tra i primi della classe ci sono i finlandesi e gli islandesi, a pari merito. Sono i Paesi dove l'informazione è più libera al mondo. Terzi, sempre alla pari, ci sono il Belgio, la Danimarca, la Norvegia e la Svezia. Completano la top ten Lussemburgo e Svizzera, 7 posto, e Andorra, Olanda e Liechtenstein, al nono posto. Ben piazzato il Portogallo, dodicesimo, la Giamaica (15), Germania, Irlanda e Stati Uniti (16), Canada e San Marino (22).

La Gran Bretagna è al trentunesimo posto, la Francia e il Giappone trentanovesime, la Spagna quarantaseiesima. Rispetto all'anno precedente lo studio segnala la situazione in Tailandia, Sri Lanka, Pakistan e Filippine. Passi indietro sono segnalati anche in Venezuela, Argentina, e Brasile. In alcuni casi è  colpa dei governi, in altri del deteriorarsi delle condizioni di sicurezza interne.

Fonte: Rainews24
 



 
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A sette mesi dall'omicidio a Mosca di Anna Politkovskaja, giornalista coraggiosa e spina nel fianco dell'amministrazione Putin, di cui era implacabile accusatrice, esce in Russia il suo primo libro. Lo ha riferito oggi l'agenzia di stampa Interfax, dicendo che Novaja Gazeta, il giornale per il quale lavorava, ha annunciato che il libro di mille pagine conterrà i suoi articoli più significativi ed una serie di inserti speciali, tra cui testimonianze di amici e rezioni di personalità famose alla notizia della sua morte, avvenuta il 7 ottobre scorso.
Il libro verrà presentato mercoledì prossimo alla Fondazione Gorbaciov.

Fonte: Interfax
 



 
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A otto mesi dal giorno in cui venne uccisa nell’ascensore del palazzo in cui abitava a Mosca, il 7 ottobre 2006, la voce appassionata e implacabile di Anna Politkovskaja non ha smesso di raccontarci i buchi neri della Russia di Putin. Esce in questi giorni da Adelphi (pp. 457, e24), tradotto dall’originale inglese, il Diario russo 2003-2005, in cui la giornalista ricostruisce giorno per giorno un periodo cruciale nella storia contemporanea del suo Paese.

Fonte: La Stampa
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Politkovskaia, pista cecena


Procuratore, assassini intenti a destabilizzare la Russia


(ANSA) - MOSCA, 27 AGO - Per il procuratore generale russo Iuri Ciaika, a uccidere Anna Politkovskaia sarebbe stato un gruppo criminale di origine cecena. 'Fra i fermati per l'assassinio della giornalista, ci sono gli organizzatori del delitto, che ha avvantaggiato persone orientate alla destabilizzazione della Russia', ha detto Ciaika facendo chiara allusione al magnate Berezovski. Per la 'Novaia Gazeta', tra gli arrestati, anche membri della polizia e dei Servizi russi.


 



 
morello Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Mi stupisce leggere in questo forum (così detto Russia-Italia) tante notizie critiche verso il governo Russo. Anche qui ci si riempie la bocca della parola libertà di stampa, i "soloni" da Bruxelles lanciano anatemi contro Putin ed ai suoi collaboratori, si parla del "povero" popolo ceceno oppresso da Mosca, della persecuzione del povero miliardario Berezovski che però "lui" da Londra può minacciare non si sa bene quali rivolte popolari contro l'attuale governo, e chi più ne ha più ne metta! Forse non ho ancora capito bene lo spirito di questo forum, pensavo che raccogliesse persone come me, che avevano un qualche interesse perchè sposati o fidanzati con donne Russe, ( o uomini ) credevo servisse per poter capire e cercare di risolvere i problemi che nascono con le varie Ambasciate/Consolati, invece mi sono imbattuto in lettere e commenti politici tesi solo a criticare, e persone "supponenti" che vorrebbero indicare, loro, la medicina giusta per la Russia. Dovremmo prima guardare in casa nostra, poi, se non vado fuori tema, nel parlare di libertà, citare anche la Cina, e perchè no, il Venezuela. Chiedo scusa per l'intrusione, ma leggendo alcune cose penso di aver sbagliato Forum.
 



 
eralduska Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
non so quasi nulla ma mi piacerebbe leggere quie 2 libri li di mr g tanto per cominciare....
 



 
andrea123 Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
L'ex capo del distretto ceceno di Achkoi-Martan, Shamil Burayev, è stato arrestato nelle ultime ore dalla polizia russa. È sospettato di avere organizzato l'assassinio della giornalista Anna Politovskaya. Lo riferisce l'edizione odierna del quotidiano "Komsomolskaya Pravda".
Secondo quanto riferito, l'arresto è stato eseguito mentre l'uomo si trovava a bordo della sua automobile nella capitale russa. Burayev è stato per otto anni il responsabile del distretto ceceno di Achkoi-Martan. Nel 2003 fu cacciato dall'allora presidente Akhmad Kadyrov.

Fonte: Corriere della Sera
 



 
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