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La Storia del Forum

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Inglese vs russo: quale lingua indispensabile per la Russia?
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Messaggio Re: Chi Può Darmi Una Mano? 
 
Cheburashka ha scritto: [Visualizza Messaggio]
SOno in parte d'accordo con Speck ed in parte con SaPa.
Da Expat vi posso dire che non e' indispensabile conoscere la lingua locale. Lo stesso vale per la Russia. Abbiamo uffici a Mosca ed i colleghi che abbiamo inviato all'inizio non conoscevano una parola di russo. Chiaramente avevano un inglese fluente!
Pero', come diceva Speck , c'e' una bella differenza nell'essere inviati da un azienda all'estero ed andare direttamente sul posto per trovare lavoro.  Quando ti inviano, ad un certo livello, generalmente hai sempre interlocutori che conoscono l'inglese piuttosto bene o nel peggiore dei casi hanno un traduttore.

Cmq al di la di tutto, in bocca al lupo per la ricerca del lavoro!

Poka,
Chebu


La tua analisi ricalca in pieno il mio pensiero già espresso in precedenza Chebu!!Sono anche d'accordo con Gringox nel ritenere un dovere imparare la lingua del posto in cui vai anche per meglio calarti nella quotidianità di tutti i giorni(ed in questo io provo sempre un senso di"vergogna" con la mia amata che parla fluentemente l'italiano mentre io biascico in russo),ma certo è che in alcuni contesti lavorativi non è una discriminante partire sapendolo già.Con rispetto parlando per loro,ma i 2 chef italiani delle mie parti che sono lì a Mosca da un pò,sapevano giusto quel tanto di inglese!
Di sicuro da italiano all'estero(non uso quel termine!),riuscire ad esprimersi nella lingua locale ti fa meglio capire la realtà del luogo.
Mi unisco al tuo in bocca al lupo per chiunque cerchi lavoro
 



 
sorrento76 Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Chi Può Darmi Una Mano? 
 
gringox ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Scusate il mio radicalismo, ma non riesco a trattenermi, dato che faccio parte di quella categoria di italiani che vive in un paese russofono e parla BENE la lingua locale.
Indispensabile o non indispensabile io rietengo un dovere per l'expat (oddio come odio questa parola anglofona...) conoscere la lingua del paese dove vive.
Sarà la mia forma mentis o la mia educazione e formazione culturale, ma penso che la vita all'estero non deve essere fatta solo di lavoro (dove si può usare l'inglese) o di "ufficialità", ma tocca la quotidianità, mette in contatto con il popolo e a mio parere è fondamentale conoscere la realtà dove si vive, le tradizioni, la mentalità, ecc...e ciò può essere compreso solo parlando la lingua del posto.
Un alingua terza, qualunque essa sia non aiuta nè la comprensione del sistema Paese, nè la propria crescita e maturazione personale.

Gringox


Mi tocca quotare tutto, senza togliere nemmeno le virgole.
E' in post come questi che il Gringox dimostra la sua visione illuminata, il suo ruolo di Lider Maximo, la luce che illumina il nostro cammino in questa valle oscura, indicandoci la via alla purificazione.
 



 
almandelli Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live
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Messaggio Re: Chi Può Darmi Una Mano? 
 
sorrento76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Con rispetto parlando per loro,ma i 2 chef italiani delle mie parti che sono lì a Mosca da un pò,sapevano giusto quel tanto di inglese!
Di sicuro da italiano all'estero(non uso quel termine!),riuscire ad esprimersi nella lingua locale ti fa meglio capire la realtà del luogo.


Quando si tratta di lavorare (all'estero o in Italia) è necessario essere pragmatici.
Dobbiamo partire da questa considerazione: alle aziende di noi come persone non fotte nulla, loro e chi le governa pensano solo al tornaconto economico ed alla sana gestione.
Poniamoci queste domande: "cosa possiamo vendere di noi stessi? quali skill abbiamo? perchè un'azienda dovrebbe avere bisogno di noi? dove sta il nostro valore aggiunto?"
Poi, una volta risposto a questo, sarà più facile capire in che modo porci nel mercato del lavoro.
Non esistono discorsi in assoluto del tipo "l'inglese serve" "l'inglese non serve" etc.
dipende. In ogni caso prima è necessaria una cruda e sincera autoanalisi, poi procedere a cercare di vendere le proprie skill alle aziende che potrebbero averne bisogno.
 



 
almandelli Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live
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Messaggio Re: Chi Può Darmi Una Mano? 
 
skybow ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Certo per spaccare le strade alla "CosMos" (illustre azienda moscovita di cantieri stradali) la conoscenza del russo non e` poi cosi` fondamentale ...

Sky

Posto per dovere di cronaca il sito della KosMos h**p://***.concern-kosmos.ru/
Stranamente la versione inglese del sito non funziona, chissa` perche`...

Sky
 



 
skybow Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live
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Messaggio Re: Chi Può Darmi Una Mano? 
 
gringox ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Scusate il mio radicalismo, ma non riesco a trattenermi, dato che faccio parte di quella categoria di italiani che vive in un paese russofono e parla BENE la lingua locale.
Indispensabile o non indispensabile io rietengo un dovere per l'expat (oddio come odio questa parola anglofona...) conoscere la lingua del paese dove vive.
Sarà la mia forma mentis o la mia educazione e formazione culturale, ma penso che la vita all'estero non deve essere fatta solo di lavoro (dove si può usare l'inglese) o di "ufficialità", ma tocca la quotidianità, mette in contatto con il popolo e a mio parere è fondamentale conoscere la realtà dove si vive, le tradizioni, la mentalità, ecc...e ciò può essere compreso solo parlando la lingua del posto.
Un alingua terza, qualunque essa sia non aiuta nè la comprensione del sistema Paese, nè la propria crescita e maturazione personale.

Gringox


Sottoscrivo. la prossima settimana ho un lavoro per un ente italianio: chissa come mai mi hanno chiesto di certificare la mia conoscenza del russo e non quella dell'inglese. Cosa strane che capitano in Russia: pretendono che uno conosca il russo! e tutti 'sti stranieri, la maggioranza USA o comunque anglofoni, che si iscrivono ai corsi di russo...

e torno da 5 gg in Finlandia: in certi uffici turistici a stento l'inglese, del russo (zone di 50% di turisti russi o piu') non se parla, in italiano non ci ho provato neppure. In finlandese mi VERGOGNAVO di non saper dire buongiorno, ma erano soddisfatti quando dicevo grazie nella loro lingua.
Paka Rago
 




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Messaggio Re: Chi Può Darmi Una Mano? 
 
almandelli ha scritto: [Visualizza Messaggio]
sorrento76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Con rispetto parlando per loro,ma i 2 chef italiani delle mie parti che sono lì a Mosca da un pò,sapevano giusto quel tanto di inglese!
Di sicuro da italiano all'estero(non uso quel termine!),riuscire ad esprimersi nella lingua locale ti fa meglio capire la realtà del luogo.


Quando si tratta di lavorare (all'estero o in Italia) è necessario essere pragmatici.
Dobbiamo partire da questa considerazione: alle aziende di noi come persone non fotte nulla, loro e chi le governa pensano solo al tornaconto economico ed alla sana gestione.
Poniamoci queste domande: "cosa possiamo vendere di noi stessi? quali skill abbiamo? perchè un'azienda dovrebbe avere bisogno di noi? dove sta il nostro valore aggiunto?"
Poi, una volta risposto a questo, sarà più facile capire in che modo porci nel mercato del lavoro.
Non esistono discorsi in assoluto del tipo "l'inglese serve" "l'inglese non serve" etc.
dipende. In ogni caso prima è necessaria una cruda e sincera autoanalisi, poi procedere a cercare di vendere le proprie skill alle aziende che potrebbero averne bisogno.


Senz'altro caro Almandelli!!Aggiungerei che una buona dose di coraggio,adattabilitià,versatilità non guasta,e magari possederne in buone dosi ti aiuta nell'impresa di sistemarti all'estero e può,ma preciso "può,sopperire a qualche skill poco affinata!In fondo questo discorso della conoscenza della lingua locale,del russo in questo caso,è di soluzione abbastanza scontata e cioè che saperlo è un gran passo,sia che tu lavori in un contesto professionale sia che cucini tra i fornelli di un ristorante!Ti apre porte,ti fa meglio conoscere ciò che ti circonda,e riallacciandomi a quanto scrive Gringox in maniera illuminate,una volta sul posto,come minimo è un dovere impararlo passo per passo!
Poi,c'è chi si lancia senza conoscerne nemmeno una parola,sapendo magari che per inserirsi in taluni settori più che in altri può bastare,almeno inizialmente,farsi capire in inglese!Ecco,ripeto,nel 1997 andai a lavorare in Inghilterra quando il mio inglese era nemmeno scolastico(solo ora lo parlo fluentemente dopo 10 anni di lavoro),eppure ho scalato i gradini.
Ovvio,non ero segretario di azienda,o addetto al marketing,ma ero un semplice giardiniere-cameriere presso una struttura ricettiva,ma dopo 3 mesi mi facevo capire!
 



 
sorrento76 Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
Tu Rago secondo me sei fuori dal mondo, nemmeno controbatto perché perdo tempo...

Il Gringox ha ragione, teoricamente/romanticamente... Sul lato pratico però il mondo degli expats è fatto delle cosidette Ivory Towers ovvero di milioni di professionisti in giro per il mondo che vivono in sorte di ghetti e del contatto con la cultura locale non gliene potrebbe fregare di meno. Nemmeno l'azienda sarebbe disposta a finanziare i loro contatti: io ne ho conosciuti abbastanza, la loro vita iniziava alle 7 col driver sotto casa e finiva alle 10 di sera. Tempo libero zero, responsabilità enormi.

Quelli che più si divertivano (soprattutto a Mosca      ) erano i lavoratori alla metà della scala gerarchica o quelli in trasferta breve anch'essi spessissimo sprovviste di alcuna base di russo.

Non capisco su cosa stiamo discutendo visto che almeno per ciò che concerne Mosca il discorso di come si sono evoluti le cose è abbastanza chiaro: servizi in inglesi per le comunità di expats incluse donne delle pulizie bilingue, scuole internazionali che non sanno più dove sistemare i bambini, interi quartieri sorti attorno a scuole per stranieri (il caso degli appartamenti intorno alla scuola americana di Mosca), agenti immobiliari quadrilingui, etc... Per non parlare poi (povero Sky-boh che probabilmente è cieco) di tutte le multinazionali che prima della crisi affittavano appartamenti per expats a prezzi esosi mandando in malora tanti altri (russi in primis) visto che al finale tuttichiedevano prezzi assurdi.

Gli occidentali a Tokyo parlano giapponese? Gli expats a Dubai parlano arabo? Mi domando perchè Mosca debba essere esclusa dai grandi circuiti economici del mondo dove sempre più spesso il business è in inglese e la lingua non una barriera se si è mediamente o altamente qualificati.

Suvvia, ora so già chi arriva con un commento da fischi per fiaschi...
 



 
SaPa Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
Per non parlare poi di quanti Mosca la odiavano (avete provato a vivere lì? dopo un anno sei ijnnvecchiato di 10) e dicevano che solo un pazzo ci si muoverebbe per meno di 10.000€ al mese.
 



 
SaPa Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
L'equivoco nasce perché tu parli solo di una piccolissima (non so quantificarla, non ho dati certi) elite di persone, mentre la realtà della maggior parte dei lavoratori all'estero non prende nemmeno lontanamente quelle cifre.
 



 
ema Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
Scusa SaPa, sei già stato nella rambla barcellonense oppure devi ancora uscire? E una domanda amichevole, perche ho capito che i tuoi interventi vanno aggiustati in base allo stato etilico.
 



 
pochi_rubli Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
pochi_rubli ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Scusa SaPa, sei già stato nella rambla barcellonense oppure devi ancora uscire? E una domanda amichevole, perche ho capito che i tuoi interventi vanno aggiustati in base allo stato etilico.

No, secondo me deve solo mettere un po' piu` di tabacco in quello che fuma, forse le visioni Russo-Moscovite saranno piu` reali...

Sky-snayu
 



 
skybow Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
SaPa ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Tu Rago secondo me sei fuori dal mondo, nemmeno controbatto perché perdo tempo...

Il Gringox ha ragione, teoricamente/romanticamente... Sul lato pratico però il mondo degli expats è fatto delle cosidette Ivory Towers ovvero di milioni di professionisti in giro per il mondo che vivono in sorte di ghetti e del contatto con la cultura locale non gliene potrebbe fregare di meno. Nemmeno l'azienda sarebbe disposta a finanziare i loro contatti: io ne ho conosciuti abbastanza, la loro vita iniziava alle 7 col driver sotto casa e finiva alle 10 di sera. Tempo libero zero, responsabilità enormi.

Quelli che più si divertivano (soprattutto a Mosca      ) erano i lavoratori alla metà della scala gerarchica o quelli in trasferta breve anch'essi spessissimo sprovviste di alcuna base di russo.

Non capisco su cosa stiamo discutendo visto che almeno per ciò che concerne Mosca il discorso di come si sono evoluti le cose è abbastanza chiaro: servizi in inglesi per le comunità di expats incluse donne delle pulizie bilingue, scuole internazionali che non sanno più dove sistemare i bambini, interi quartieri sorti attorno a scuole per stranieri (il caso degli appartamenti intorno alla scuola americana di Mosca), agenti immobiliari quadrilingui, etc... Per non parlare poi (povero Sky-boh che probabilmente è cieco) di tutte le multinazionali che prima della crisi affittavano appartamenti per expats a prezzi esosi mandando in malora tanti altri (russi in primis) visto che al finale tuttichiedevano prezzi assurdi.

Gli occidentali a Tokyo parlano giapponese? Gli expats a Dubai parlano arabo? Mi domando perchè Mosca debba essere esclusa dai grandi circuiti economici del mondo dove sempre più spesso il business è in inglese e la lingua non una barriera se si è mediamente o altamente qualificati.

Suvvia, ora so già chi arriva con un commento da fischi per fiaschi...



Ragazzi, la mia versione illuminante rispecchia effettivamente il "mio" approccio verso la società che mi circonda e la mia personale ed eterna romantica ricerca della conoscenza e della verità...
Il sapa mi conosce ed ha usato anche un termine giusto, se vogliamo, cioè il "romanticismo" che delinea la mia personalità ed il mio stile di vita.
Quello che ho detto cozza in effeti con la nuova generazione di - come li chiamate voi - expat, cioè quella massa umana che viene spedita a destra e manca magari per poco tempo a gestire, amministrare, avviare, ecc...filiali o uffici in altri Paesi. Beh, io non mi ritengo come loro e non voglio essere confuso con quella gente.
Per carità, io rispetto tutti, ma pretendo che venga rispettata la mia sensibilità di emigrante che ha cercato con tutte le sue forze di realizzare il suo sogno di vita in terra russofona, che ha studiato, e che tuttora, riupeto, tuttora, cerca di approfondire la propria conoscenza. E più si approfondisce, più si capisce come il buco è profondo...

Io amo il mondo russo, e la sua lingua. Ora sono in Ucraina e mi sono dovuto adeguare alla realtà ucraina, imparando un pò d'ucraino, per lo meno comprenderlo...perchè è giusto così per me. Il russo lo parlano tutti, vero! Ma la "державна мова" (lingua statale) è l'ucraino e io vivo qui ed è giusto che almeno sappia qualcosa.
Certo, a livello pratico serve poco? Embè...io lo faccio per me. E la gente, soprattutto nell'Ovest Ucraina, quando sentono che io capisco o parlo in Ucraino, mi rispettano ancora di più, mi concedono uno "spazio" sociale al loro interno, che non concederebbero a nessun altro straniero, e ciò mi permette di capire, in una parola di di VIVERE intensamente la mia vita.
Quegli expat che vengono tirati in ballo dal mio amico sapetto, sono gente che vive forse per il denaro, che forse neanche ripetta il Paese dove si trova a lavorare, che forse tende a "sfruttralo" e a sfruttrane le potenzialità e stop. Forse mi sbaglio, ma sicuramente pochi di quelli hanno uno spirito ed una tensione culturale che li porta a cercare cio' che cerco io dalla vita.
Siamo su due pianeti diversi!

Ovvio poi che il soldo fa comodo a tutti. Io per primo non mi posso lamentare della vita che faccio a KIev (che certamnete non mi potrei permettere in Italia). Lo ammetto e devo essere onesto con me stesso su questo. In fondo lavoro, mi faccio il c..o e guadagno i miei soldi senza rubarli a nessuno e fortunatamnete qui il mio potere d'acquisto mi permette un certo tenore di vita. Ma ciò non toglie che l'approccio psicologico resta fortemente indirixzzato verso l'integrazione e non verso la "ghettizzazione" o l'esclusione dalla società che mi circonda.

Un abbraccio da Kiev.

Gringox
 




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Russia Italy Forum
 
gringox Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
skybow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
pochi_rubli ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Scusa SaPa, sei già stato nella rambla barcellonense oppure devi ancora uscire? E una domanda amichevole, perche ho capito che i tuoi interventi vanno aggiustati in base allo stato etilico.

No, secondo me deve solo mettere un po' piu` di tabacco in quello che fuma, forse le visioni Russo-Moscovite saranno piu` reali...

Sky-snayu


Perchè invece di battutine non rispondi a tono? che mi dici di quegli annunci dove il russo non si richiede? e degli intere orde di expats che lavorano a mosca senza il russo? e dei servizi che sono stati creati nella mosca post-soviet proprio per far fronte alle esigenze degli expats e delle ditte che rappresentano?

Luca se pensi che a mosca siano una minoranza ti sbagli, non so quanto tu l'abbia vissuta, girata, esperita, ma Mosca è una grande megalopoli, un centro finanziario mondiale, dove il business richiama nazionalità diverse e dove massicci sono gli investimenti da parte di imprese straniere, SPESSO MULTINAZIONALI. Battaglia persa cmq...

Via ragazzi che forse risolvo il problemone del documento fiscale in Spagna...

Buon anno, with best compliments

SaPa
 



 
SaPa Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
Bravo Gringox, sono pienamente d'accordo, come lo devono essere tutti quelli che usano il buon senso.

Non capisco questa insistenza sugli "expats", come esempio da seguire. Tu hai usato la parola giusta: "emigrante". Questo forum è costituito da emigranti, sia reali, nel senso che stano già lontani dalle loro origini, che virtuali, nel senso che pur stando ancora a casa hanno una pulsione verso una cultura lontana che la voglio fare propria.

Poi gli "expats" hanno spazio tranquillamente in questo mondo, magari perche chiedono dei consigli prattici, informazioni, e altro.

Ma il fastidio che provocano i comenti del buon SaPa, lo dico con affetto, non è perche non abbia raggione su alcuni punti, ma perche ci vuole mettere tutti nella pentola degli "expats", togliendoci quella pulsione che ci fa amare una terra, una cultura che molti neanche conosciamo bene.

Io sono "expat" non solo in Russia, ma in Algeria, Congo, Brasile, Mexico, Qatar, Cina, Singapore, e molti altri posti. Ma nel cuore sono un eterno emigrante. In ogni luogo cerco di impare qualche parola, facio amicizia con la gente locale, i colleghi. Vado a trovare le loro famiglie. Non fai questo per guadagnare dei soldi, ma a volte i soldi li guadagni perche sono loro a volerti li di nuovo.

Per chiudere, ci sono molti "expats" un po bastardi (ma ignoranti sarebbe la parola più adatta) che solo sfruttano il posto, la gente locale. Ma ce ne sono molti che poi piantano radici nel posto dove vanno, e si costruiscono una nuova vita, diventando  emigranti.
 



 
pochi_rubli Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
gringox ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Io per primo non mi posso lamentare della vita che faccio a KIev (che certamnete non mi potrei permettere in Italia). Lo ammetto e devo essere onesto con me stesso su questo. In fondo lavoro, mi faccio il c..o e guadagno i miei soldi senza rubarli a nessuno e fortunatamnete qui il mio potere d'acquisto mi permette un certo tenore di vita.

In generale sono d'accordo con quello che scrivi, ma il punto è che SaPa ha visto una realtà assolutamente di nicchia e di questo ne vuole fare una regola assoluta.
Che tu stia bene a Kiev è indiscutibile, sicuramente con un buon stipendio e con il cambio favorevole vivrai bene. Ma sono convinto che tu come la maggior parte dei tuoi amici italiani che lavorano a Kiev o Mosca sono lontani dalle cifre riportate da SaPa...
 



 
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
pochi_rubli ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Scusa SaPa, sei già stato nella rambla barcellonense oppure devi ancora uscire? E una domanda amichevole, perche ho capito che i tuoi interventi vanno aggiustati in base allo stato etilico.

Purtroppo la rambla barcellonese non è più quella di una volta. Se era rimasta come ai vecchi tempi allora sì che c'era da ridere.  
 




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È appurato che: "L'imbecillità di certe persone non conosce confini ed è inevitabile come il sole, la pioggia, il buio e la luna."
 
Speck Invia Messaggio Privato ICQ
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
SaPa ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Luca se pensi che a mosca siano una minoranza ti sbagli, non so quanto tu l'abbia vissuta, girata, esperita, ma Mosca è una grande megalopoli, un centro finanziario mondiale, dove il business richiama nazionalità diverse e dove massicci sono gli investimenti da parte di imprese straniere, SPESSO MULTINAZIONALI. Battaglia persa cmq...


Non so cosa dirti.... ho incontrato alcune persone che prendevano cifre enormi a Mosca, ma la maggior parte degli stranieri che ho conosciuto a Mosca erano lontani dal dire che solo i pazzi lavorerebbero per meno 10000 euro.... Si potrebbe andare avanti all'infinito con questi discorsi se non si hanno dei dati. Rimango dell'idea che le persone da 10000 euro non sono (in percentuale) così tante...
 



 
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
pochi_rubli ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Bravo Gringox, sono pienamente d'accordo, come lo devono essere tutti quelli che usano il buon senso.

Non capisco questa insistenza sugli "expats", come esempio da seguire. Tu hai usato la parola giusta: "emigrante". Questo forum è costituito da emigranti, sia reali, nel senso che stano già lontani dalle loro origini, che virtuali, nel senso che pur stando ancora a casa hanno una pulsione verso una cultura lontana che la voglio fare propria.

Poi gli "expats" hanno spazio tranquillamente in questo mondo, magari perche chiedono dei consigli prattici, informazioni, e altro.

Ma il fastidio che provocano i comenti del buon SaPa, lo dico con affetto, non è perche non abbia raggione su alcuni punti, ma perche ci vuole mettere tutti nella pentola degli "expats", togliendoci quella pulsione che ci fa amare una terra, una cultura che molti neanche conosciamo bene.

Io sono "expat" non solo in Russia, ma in Algeria, Congo, Brasile, Mexico, Qatar, Cina, Singapore, e molti altri posti. Ma nel cuore sono un eterno emigrante. In ogni luogo cerco di impare qualche parola, facio amicizia con la gente locale, i colleghi. Vado a trovare le loro famiglie. Non fai questo per guadagnare dei soldi, ma a volte i soldi li guadagni perche sono loro a volerti li di nuovo.

Per chiudere, ci sono molti "expats" un po bastardi (ma ignoranti sarebbe la parola più adatta) che solo sfruttano il posto, la gente locale. Ma ce ne sono molti che poi piantano radici nel posto dove vanno, e si costruiscono una nuova vita, diventando  emigranti.


Hai detto giusto.
Ad ogni modo mi sembra che qua si combatta una guerra persa già in partenza. C'è una piccola differenza: tutti noi pensiamo di cozzare contro un muro di pietra, ma cozzando oggi, cozzando domani il muro si può rompere, ma in realtà cozziamo contro un muro di gomma dove il tutto rimbalza. Avere una visione limitata oppure vivere sempre nello stessa bambagia il più delle volte non si rende conto che la realtà è formata anche ben altre situazioni lavorative basate sulla diretta comunicazione con gli interessati. Basta vedere che gira sempre intorno allo stesso argomento senza trarre le dovute conclusioni. Per cui...meglio lasciarlo parlare, più giusto scrivere; arriverà ad un certo punto che i suoi scritti saran buttati al vento senza che se ne renda conto.

SaPa ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Non so cosa dirti.... ho incontrato alcune persone che prendevano cifre enormi a Mosca, ma la maggior parte degli stranieri che ho conosciuto a Mosca erano lontani dal dire che solo i pazzi lavorerebbero per meno 10000 euro.... Si potrebbe andare avanti all'infinito con questi discorsi se non si hanno dei dati. Rimango dell'idea che le persone da 10000 euro non sono (in percentuale) così tante...

Persone che prendono grosse cifre non sono solo a mosca, ma sono in tutto il mondo, soprattutto in quelle zone dove nessuno si permetterebbe mai di andare a lavorare. Molti anni fa, e parlo ancora di quando c'era la bella lira e il dollaro valeva quasi 700 lire, c'erano alcuni miei conoscenti (non li posso chiamare amici perchè li vedevo ogni morte di papa) che prendevano fior di milioni al mese (quando in italia un operaio specializzato si portava a casa nemmeno 700.000 lire al mese) lavorando nei posti più assurdi e disparati della terra con condizioni climatiche molto spesso proibitive, come siberia, deserto libico ed arabico, piattaforme petrolifere del mar del nord, ed altri luoghi. Non erano manager, non spiaccicavano una parola della lingua in cui si trovavano (sapevano a malapena quattro parole di inglese necessarie per adempiere alla propria mansione, quattro di tedesco e una di francese), ma erano semplici operai specializzati in determianti settori della saldatura sia terrestre che marina. I contratti che loro firmavano erano basati sulla durata dei termini di consegna delle opere (minimo erano sempre 2-3 anni, alcune volte raggiungevano i 10 anni) cove in alcuni dei quali e a seconda delle condizioni rigide in cui dovevano operare, erano inclusi 180 gg annuali di ferie suddivisi in 15 giorni da fare ogni 15 giorni lavorati.
 




____________
È appurato che: "L'imbecillità di certe persone non conosce confini ed è inevitabile come il sole, la pioggia, il buio e la luna."
 
Ultima modifica di Speck il 01 Aprile 2009, 11:51, modificato 5 volte in totale 
Speck Invia Messaggio Privato ICQ
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
luca ha scritto: [Visualizza Messaggio]
gringox ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Io per primo non mi posso lamentare della vita che faccio a KIev (che certamnete non mi potrei permettere in Italia). Lo ammetto e devo essere onesto con me stesso su questo. In fondo lavoro, mi faccio il c..o e guadagno i miei soldi senza rubarli a nessuno e fortunatamnete qui il mio potere d'acquisto mi permette un certo tenore di vita.

In generale sono d'accordo con quello che scrivi, ma il punto è che SaPa ha visto una realtà assolutamente di nicchia e di questo ne vuole fare una regola assoluta.
Che tu stia bene a Kiev è indiscutibile, sicuramente con un buon stipendio e con il cambio favorevole vivrai bene. Ma sono convinto che tu come la maggior parte dei tuoi amici italiani che lavorano a Kiev o Mosca sono lontani dalle cifre riportate da SaPa...



Beh...luchetto, non lontano, direi lontanissimo...

Gringox

PS: tra l'altro non mi reputo nè uno sborone, nè un "модный" (come si dice qui, cioè uno "strafigo alla moda") e gli ambienti che giro io sono sostanzialmente popolari, alla mano e fuori dai giri "in" della città.
 




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gringox Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Lavoro A Mosca, Richiesta Di Aiuto 
 
Grazie per il processo alle intenzioni che fate a me ed io non ho fatto a voi. Infatti io caro Pochi Rubli non vi voglio spogliare di niente, e da emigrante capisco benissimo quello che dici. Nemmeno ho parlato di modelli anche se credo, permettimi, che un professionista da 10.000€ al mese può essere un esempio (non con valore assoluto ovvio - dipende dalla persona).

E tu mi parli di contatto con la gente locale? Non lavori nelle piattaforme tu? lavoro più estraniante dal contesto locale non ci potrebbe essere...

Non sono arrabbiato nè inacidito, si fa per discutere e basta. A proposito vivo a Valencia e le ramblas non ci sono.
 



 
SaPa Invia Messaggio Privato
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