Messaggi: 2315 Residenza: Torino - Minsk
08 Settembre 2010, 11:34
“Una ballata per via Artom. Torino(, addio)” poesia da “E’ severamente proibito..” ed. Vicolo del Pavone Piacenza 2005
I.
Un caseggiato di edilizia popolare
per la gente di via Artom
per la gente de Tùrin con accento calabrese
per la gente arrivata nei rumorosi
anni cinquanta con la terra
smossa dalle ruspe della
ricostruzione,
per la gente
scesa dalla scaletta del treno
della speranza, con la valigia
di cartone.
.
II.
Un caseggiato di edilizia popolare
con la facciata stinta ormai grigia
e i panni vistosamente colorati
con riflessi di ricordi marini,
se arrivi dal fondo del viale
se gli occhi strabuzzi
ti sembra d’entrare nella festa
in una calle al carnevale.
.
III.
Un caseggiato di edilizia popolare
se t'avvicini ai terrazzamenti comuni
puoi contare su camicie e pantaloni
i rattoppi dei troppi adattamenti
per mantenerli, per passarli
di fratello in fratello, prima a Riccardo
poi a Tolomeo e alla fine viene il turno di
Domitilla.
.
IV.
Alla finestra a guardare un punto lontano
dal terzo piano
c'è una contessa con i suoi gatti
ormai decaduta con molto rimmel
e troppi ricordi da conservare,
attraversa il tempo, attraverso le generazioni,
ancora per una formaggia e un etto di salame
ci sta ad aspettare
per una bottiglia di latte
per poche monete ci può ancora
ad occhi chiusi far sognare.
.
V.
C'è un insegnante nel vano ricavato
nel sottotetto con le vene varicose rigonfie,
che stancamente strascica l'anima sulle scale
custode d’una diversa sensibilità
i ragazzi del cortile lo stanno ad aspettare,
il centravanti ferma la palla
di stracci, sentendo lo stridio del ferro del cancelletto,
è tregua proclamata tra
già alcolizzati e tossici avanzati
per in gruppo ballare, canzonare
"sarai tu per sempre perduto
tu povero misero il diavolo,
tu derelitto frocio vergogna del quartiere"
parola di alcolizzati, parola di tossici avanzati.
.
VI.
C'è un bar tabaccheria abusivo
ricavato nel sottoscala
e due cartelli tracciati col gessetto colorato
a ricordar grandi imprese, l’uno
"qui tutti insieme Italia 4 germania in culo",
l’altro, sbiadito, ingiallito,
"poliziotto se vuoi fumare
qui non ti fermare
la tua pantera ci può servire
in culo poliziotto in culo
la vibrazione rombante dell'acceleratore
della tua pantera
vale il riscatto d'una vita intera".
.
VII.
Un caseggiato di edilizia popolare
con i muri impregnati del vapore
di infiniti bucati, della pasta a bollire,
dove viviamo in culotte e canottiera
col puzzo indelebile del sudore che bagna
i pavimenti dello stabilimento
della grande fabbrica, col puzzo del sudore
che non si stacca più
dalla nostra pelle, dalle nostre facce
dai sorrisi che la fatica
ha stravolto, in un ghigno
definitivo e permanente.
.
VIII.
Un caseggiato di edilizia popolare
stampato nella memoria collettiva
immagini confuse, immagini di dolore, polvere,
caschi, scudi, mazze, manganelli, scarponi,
richiami e pianti di bimbi, ululati di cani,
ululati di sirene,
l'hanno chiamata ristrutturazione,
ristrutturazione aziendale,
i caschi blu ci hanno messo
in fila ordinata,
fila sconfitta e disciplinata,
con le valigie,
ritorno al futuro retrodatato,
sono arrivate le prime ruspe
e gli altoparlanti hanno annunciato
la partenza del treno.
.
IX.
Tutti i finestrini sbarrati.
Un caseggiato di edilizia popolare.
Via Artom. Il sax accompagna
il ritmo dello scorrere del treno
sulle rotaie di ferro.
Torino, addio.
.