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GIULIANA SGRENA LIBERA!!!
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Messaggio GIULIANA SGRENA LIBERA!!! 
 
Finalmente è stata confermata una bellissima notizia: hanno liberato la giornalista italiana Giuliana Sgrena!!!!!       
 



 
Simo Invia Messaggio Privato
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Sono molto felice che la vicenda si sia risolta al meglio.

Senza polemica ma veramente contento della cosa, spero che la Sgrena tornando in Italia dimostri la stessa gratitudine che noi le abbiamo dimostrato in questi giorni, attendendo il suo rilascio, e non la maleducata e mancata gratitudine delle due Simone.

Grazie Simo per la segnalazione  
 




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E' inutile discutere con un idiota...prima ti porta al suo livello e poi ti batte per esperienza.

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Andrea
 
Mystero Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage ICQ MSN Live
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pare purtroppo che nell'operazione sia morto uno dei nostri!
 




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Giuro a Dio, di non tradire ciò che riguarda il tribunale dei Beati Paoli; e se una parola mi sfuggirà , che sia spaccato il mio cuore e che il mio teschio biancheggi su questo altare, come quello che tocco, che è di un traditore

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Coriolano della Floresta Invia Messaggio Privato
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Che palle!!!! Il bliz dei nostri era andato alla perfezione ma poi per errore sono caduti sotto il fuoco amico di una pattuglia americana!!!!
 




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Giuro a Dio, di non tradire ciò che riguarda il tribunale dei Beati Paoli; e se una parola mi sfuggirà , che sia spaccato il mio cuore e che il mio teschio biancheggi su questo altare, come quello che tocco, che è di un traditore

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Coriolano della Floresta Invia Messaggio Privato
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E' una tragedia liberare qualcuno e perdere un nostro fratello in missione, mi sento vicino alla famiglia e ai familiari della vittima.

Blitz del genere non finiscono sempre nel migliore dei modi  come in questo caso  

Comunque sono sempre dell'opinione che le testate giornalistiche devono assolutamente lavorare come paramilitari e non per conto proprio, a meno che la situazione di allarme non sia cessata.

Oppure far fare corsi speciali ai giornalisti, assicurarli in modo più efficace, insomma due livelli, il primo garantire ok l'informazione, non voglio che si possa dire che non si può fare un mestiere, il secondo però mi porta a pensare che non è giusto che altri perdano la vita per salvarne una o che uno stato esborsi milioni di euro così a buon mercato.

La cosa principale sarebbe no guerre, ma quelle ci saranno sempre per il potere e per il dio denaro.

Può sembrare cinico ma se ci mettiamo nei panni dei familiari, mi sembra tanto come il film "salvate il soldato Ryan".

boh non ho parole forse ho scritto anche troppo e di sfogo, ma a volte mi vien voglia di dire che se la vedano da soli sti Iraqueni, scegliessero come vogliono continuare o cessare il loro futuro, di giovani e non morti non ne possiamo più. Ma so che se li lasciamo ora sarebbe solo dare le pecore in bocca ai lupi, altri lupi, magari più selvaggi dei primi.

Peccato e non ne voglio fare una questione politica, ma solo umana.

So già  che incontrerò altre vedute e punti di vista della cosa, ma di parole in questi casi se ne dicono troppe, quasi quasi non posto...

 
 




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Andrea
 
Mystero Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage ICQ MSN Live
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E' certamente terribile che la vicenda della liberazione della Sgrena abbia avuto un epilogo tanto tragico. Resta da capire come mai gli americani abbiano sparato verso l'auto dove si trovava la gionalista con i funzionari dei nostri servizi segreti...chissà  se ci faranno sapere fino in fondo la verità .

Riguardo all'Iraq, che dire? Non ci resta che sperare che arrivi presto a essere una paese "normale", anche se la strada sembra essere lunga e tortuosa.
 



 
Simo Invia Messaggio Privato
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[quote:dc131e26c4="Mystero"]Sono molto felice che la vicenda si sia risolta al meglio.

Senza polemica ma veramente contento della cosa, spero che la Sgrena tornando in Italia dimostri la stessa gratitudine che noi le abbiamo dimostrato in questi giorni, attendendo il suo rilascio, e non la maleducata e mancata gratitudine delle due Simone.

Grazie Simo per la segnalazione  :wink:[/quote:dc131e26c4]

Myster, ma ti aspetti veramente che quella donna ringrazi chi l`ha liberata? ha sempre insultato coloro che ora l`hanno liberata.......perche dovrebbe smettere di insultare? Siamo sicuri che il rapimento sia stato cosi come lo conosciamo, ossia cosi spontaneo, genuino, normale,reale, non indotto e non confezionato?
 



 
eyes Invia Messaggio Privato
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[quote:b2a97decbe="Mystero"]E' una tragedia liberare qualcuno e perdere un nostro fratello in missione, mi sento vicino alla famiglia e ai familiari della vittima.

Blitz del genere non finiscono sempre nel migliore dei modi  come in questo caso  

Comunque sono sempre dell'opinione che le testate giornalistiche devono assolutamente lavorare come paramilitari e non per conto proprio, a meno che la situazione di allarme non sia cessata.

Oppure far fare corsi speciali ai giornalisti, assicurarli in modo più efficace, insomma due livelli, il primo garantire ok l'informazione, non voglio che si possa dire che non si può fare un mestiere, il secondo però mi porta a pensare che non è giusto che altri perdano la vita per salvarne una o che uno stato esborsi milioni di euro così a buon mercato.

La cosa principale sarebbe no guerre, ma quelle ci saranno sempre per il potere e per il dio denaro.

Può sembrare cinico ma se ci mettiamo nei panni dei familiari, mi sembra tanto come il film "salvate il soldato Ryan".

boh non ho parole forse ho scritto anche troppo e di sfogo, ma a volte mi vien voglia di dire che se la vedano da soli sti Iraqueni, scegliessero come vogliono continuare o cessare il loro futuro, di giovani e non morti non ne possiamo più. Ma so che se li lasciamo ora sarebbe solo dare le pecore in bocca ai lupi, altri lupi, magari più selvaggi dei primi.

Peccato e non ne voglio fare una questione politica, ma solo umana.

So già  che incontrerò altre vedute e punti di vista della cosa, ma di parole in questi casi se ne dicono troppe, quasi quasi non posto...

 :-([/quote:b2a97decbe]

Sono d`accordo con te Mystero. Anch`io sto lentamente cambiando idea. Perche non ritirare la forza di pace? perche dobbiamo continuare a pagare con morti chi a volte non ci e` neanche riconoscente? perche dobbiamo risolvere i problemi degli altri? Forse un motivo c'e.....ed e' quello di assecondare l~America e di aiutarla per poi sentirci comunque da lei protetti non avendo noi una forza militare adeguata. L`unica cosa che puo fare l`Italia non avendo una forza militare adatta per far valere il proprio punto di vista e` la diplomazia e la cooperazione con forze dotate di forza militare, segnatamente gli Stati uniti.Fortunatamente ci stiamo riuscendo.....e potremo ancora poter godere del loro aiuto in caso di catastrofe o in difesa da tragedie come quella perpetrata dai nazisti. ( siamo stati liberati anche noi come gli Irakeni) Senza questa carta non conteremmo veramente niente.........cosi qualcosa contiamo e ci ascoltano anche se abbiamo 4 aerei in croce.....
 



 
eyes Invia Messaggio Privato
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[quote:ecda1b903e="EYES"][quote:ecda1b903e="Mystero"]Sono molto felice che la vicenda si sia risolta al meglio.

Senza polemica ma veramente contento della cosa, spero che la Sgrena tornando in Italia dimostri la stessa gratitudine che noi le abbiamo dimostrato in questi giorni, attendendo il suo rilascio, e non la maleducata e mancata gratitudine delle due Simone.

Grazie Simo per la segnalazione  :wink:[/quote:ecda1b903e]

Myster, ma ti aspetti veramente che quella donna ringrazi chi l`ha liberata? ha sempre insultato coloro che ora l`hanno liberata.......perche dovrebbe smettere di insultare? Siamo sicuri che il rapimento sia stato cosi come lo conosciamo, ossia cosi spontaneo, genuino, normale,reale, non indotto e non confezionato?[/quote:ecda1b903e]

Ma hai mai letto in vita tua un articolo di Giuliana Sgrena??????
L'ideologia ti acceca!!!!!

Rodofetto
 




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Rodofetto Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live Skype
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Questa volta hai ragione.( sono serio) Non ho letto mai un suo articolo e quindi non la conosco personalmente.Ho parlato di lei in qualita di esponente del manifesto.Puo darsi che scriva articoli diversi. quindi potrei essere stato approssimatico lo ammetto. Anzi, fammi un piccolo sunto del personaggio e te ne saro grato. ;-)
 



 
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[quote:4cd8f769f2="EYES"]Questa volta hai ragione.( sono serio) Non ho letto mai un suo articolo e quindi non la conosco personalmente.Ho parlato di lei in qualita di esponente del manifesto.Puo darsi che scriva articoli diversi. quindi potrei essere stato approssimatico lo ammetto. Anzi, fammi un piccolo sunto del personaggio e te ne saro grato. ;-)[/quote:4cd8f769f2]

basta che guardi qui

http://www.ilmanifesto.it/pag/sgrena/420d001486d37.html

Un abbraccio

Rodofetto
 




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da "il manifesto" del 05 Marzo 2005

La vita e la morte

GABRIELE POLO
Pochi minuti, tanto è durata la nostra gioia. Il tempo che passa tra una telefonata e l'altra: quella che ci annuncia la liberazione di Giuliana e quella che ci precipita nell'assassinio della persona che più di ogni altra ha lavorato per liberarla. Quindici, venti minuti al massimo, il tempo di recuperare una vita e perderne un'altra. Dentro l'assurdo di una guerra in cui rischiamo di perderci tutti. Certo, siamo felici di poter riabbracciare presto Giuliana, di poterla riavere tra noi, di tornare ad ascoltare e leggere le sue storie di pace. Lo dobbiamo a ciò che abbiamo fatto in questo lunghissimo mese. Tutti: noi del manifesto, i colleghi che ci hanno aiutato a tenere viva l'attenzione su questo rapimento, le tante e i tanti che con una telefonata, una lettera o scendendo in piazza hanno tenuto viva la presenza della nostra compagna anche quando era costretta al silenzio. Ma lo dobbiamo anche a coloro che hanno lavorato giorno e notte per trovare un contatto con i rapitori, per trattare con loro, per raggiungere un accordo. Gente diversa da noi, che parla un'altra lingua e usa altri mezzi. Eppure con alcuni di loro, in questa vicenda, siamo stati accomunati dallo stesso obiettivo: riportare a casa una donna privata della libertà  e farlo attraverso una trattativa, non con quelle armi che sono la radice del male che per trenta giorni ci ha privato di Giuliana.
Dopo quei quindici, venti minuti di gioia, ieri sera siamo precipitati in un dramma vissuto in presa diretta. Siamo giornalisti e dobbiamo raccontarlo, ma non chiedeteci il distacco del cronista. Non è possibile. Come non è stato possibile in queste settimane separare freddamente l'obbligo di compilare cronache e commenti dalla preoccupazione per la sorte di Giuliana, dalla paura che avesse paura, fame, freddo. Quando quella seconda telefonata è arrivata in un palazzo con gli alti soffitti e dagli ampi spazi - tanto diverso dal nostro luogo di lavoro quotidiano - noi eravamo lì. E non potremo mai dimenticare il dolore dei colleghi di Nicola Calipari, lo sconforto di Gianni Letta, persino l'incredulità  del presidente del consiglio che vedevamo per la prima volta. Non potremo mai dimenticare le telefonate convulse, il caos, il senso di spaesamento di un luogo di potere alle prese con un potere assoluto e incontrollabile, quello della guerra, di chi la fa e la dirige. «Nicola è morto, Giuliana è ferita»: un po' piangendo, un po' chiedendo notizie sull'entità  della ferita di Giuliana, sapendola lì, con i fucili americani puntati addosso, a sanguinare chissà  in che modo, chiedendo che venisse subito portata in ospedale. Poi abbiamo saputo che quella ferita non era grave, solo una scheggia nella spalla, perchè la pallottola che poteva ucciderla aveva prima attraversato il corpo di Nicola Calipari. Che l'ha salvata. Per la seconda volta. In quei minuti caotici, fatti di telefonate tra ministri, generali, ambasciatori - telefonate che sembravano tutte essere inutili - abbiamo assistito alla messa in scena dell'impotenza, alla rappresentazione della guerra che uccide la politica, che strozza la democrazia. Tutte le nostre ragioni - quelle di Giuliana - venivano confermate. Eppure avremmo voluto che non fosse così. Avremmo voluto sentire arrivare un'altra telefonata, per dirci che era tutto un equivoco, che non c'era nessun morto, che Nicola si era magicamente rialzato, magari un po' acciaccato e che insieme alla nostra Giuliana proseguiva il percorso per arrivare all'aeroporto, per tornare a casa. Avremmo abbracciato entrambi e tutto quello che avevamo appena visto sarebbe stato solo un brutto sogno.

Invece no. Quella telefonata non è mai arrivata. Ce n'è stata un'altra che ribadiva tutto: Nicola morto, Giuliana e altri due agenti dei servizi in ospedale. A quel punto non restava che andarsene, tornare al giornale, raccontare tutto ai compagni, spiegare che la gioia era perduta.

Ci hanno insegnato a essere freddi, ad analizzare gli eventi, a non farci coinvolgere troppo, per poter capire ciò che ci capita. E cercare di cambiarlo. Giusto. Ma il mondo è fatto di persone. I fatti, e persino la storia, sono un nostro prodotto: alla fine sono l'esito di corpi, di carne e sangue. Dipende tutto da noi, da cosa facciamo. Da cosa ha fatto e farà  Giuliana Sgrena, da cosa ha fatto ma non potrà  più fare Nicola Calipari. Abbiamo recuperato una compagna. Abbiamo perso quello che sarebbe diventato un nostro amico.
 




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Rodofetto Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live Skype
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Questo a far capire che gli uomini che sono lì non sono assassini come tante volte il manifesto ha scritto, ma sono capaci di sacrificare la propria vita per quella degli altri.

Rodo se dicevi a me se ho letto o meno articoli della giornalista, ti dico certo che li ho letti, anche se penso che alcuni giornali, come il manifesto in passato e liberazione o l'unità  hanno scritto un gran male dei nostri militari in passato... quanti ne devono morire ancora per aver un pò di riconoscenza da questi giornali di xwjyx?

poka
 




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Andrea
 
Mystero Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage ICQ MSN Live
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[quote:322a9588e7="Mystero"]Questo a far capire che gli uomini che sono lì non sono assassini come tante volte il manifesto ha scritto, ma sono capaci di sacrificare la propria vita per quella degli altri.

Rodo se dicevi a me se ho letto o meno articoli della giornalista, ti dico certo che li ho letti, anche se penso che alcuni giornali, come il manifesto in passato e liberazione o l'unità  hanno scritto un gran male dei nostri militari in passato... quanti ne devono morire ancora per aver un pò di riconoscenza da questi giornali di xwjyx?

poka[/quote:322a9588e7]

non dicevo a te!
continuo ad essere contro la guerra come il manifesto e tutti gli altri giornali.
continuerò a parlare male dei militari tutte le volte che se lo meriteranno, come se lo sono meritati in passato (vedi missione Arcobaleno e Somalia). Sono uomini come tutti, possono sbagliare, avere idee sbagliate, come tutti, agire male come tutti. Sono contro questa guerra che ci costringe ad avere inutili eroi. Sono contro questi governi, italiano e americano. La riconoscenza per chi fa le guerre non l'avrò mai. Diverso è essere riconoscente per chi sul piano umano si è dimostrato un uomo di grande valore, militare o meno che fosse.
Dove era il tuo Ministro degli esteri? Come può avere il coraggio di dire che la morte di Calipari sia dovuta solo al "triste destino"? Già  su questo episodio sconcertante cominciano a circolare le prime interpretazioni, e sono sconvolgenti! Tieniti vicino il tuo amico esercito americano se vuoi, ma non venire a fare lezioni di moralità  a chi ha sempre combattuto contro le guerre, per la pace, contro le ingiustizie, da qualunque parte venissero.
Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Rodofetto

 [b:322a9588e7]«Oggi posso raccontare che cosa è stata veramente l'invasione dell'Iraq: l'uccisione di civili, i combattimenti, la mancanza di sostegno per le nostre truppe. Ancora oggi il più grande problema dell'Iraq è l'occupazione americana».

Michael Hoffman, ex caporale dei Marines, fondatore del movimento Reduci contro la guerra[/b:322a9588e7]
 




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Ultima modifica di Rodofetto il 05 Marzo 2005, 15:59, modificato 2 volte in totale 
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Dopo l'arrivo a Ciampino, la giornalista ricoverata al Celio
"Non mi hanno trattata male, addolorata per quello che è successo all'agente"
Giuliana dovrà  essere rioperata
"E' stato un vero agguato"
Il compagno della reporter lancia pesanti accuse contro i soldati americani
Annullata per lutto la manifestazione prevista domani all'Auditorium


Giuliana Sgrena all'uscita dall'aereo atterrato a Ciampino

ROMA - L'aereo da Bagdad con Giuliana Sgrena è atterrato a Ciampino qualche minuto prima delle undici. Il primo a scendere è stato il suo compagno, Pier Scolari: teneva le radiografia di Giuliana in mano. Poi è scesa lei, la giornalista del Manifesto sequestrata un mese fa, ferita ad un polmone durante la drammatica liberazione costata la vita ad un agente dei Servizi e il ferimento di due altri due militari italiani. Ad attenderla anche il primo ministro Silvio Berlusconi.

Giuliana Sgrena era avvolta in una coperta, con il viso stanco, sorretta da un paio di medici. Ha sceso lenta la scaletta ed è entrata sull'ambulanza militare che l'aspettava proprio accanto all'aereo. "Sono contenta di essere tornata. Non mi hanno mai trattata male", sono state le sue prime parole. Il secondo pensiero è stato per l'agente che l'ha salvata: "Sono dispiaciuta per quello che è successo a Calipari. Il momento più difficile è stato quando ho visto morire tra le mie braccia la persona che mi aveva salvato".

Uno dei due agenti feriti era sul volo con Giuliana Sgrena e il suo compagno Pier Scolari. L'altro agente ferito è ancora ricoverato in gravi condizioni nell'ospedale allestito dalle forze militari italiane a Bagdad. Pier Scolari, il compagno della giornalista, ha detto: "Giuliana sta relativamente bene, sta come una che si è presa 300 colpi di pallottola. Ho raccontato a Giuliana tutto quello che la gente ha fatto qui per lei; lei mi ha raccontato tutto, dall'inizio alla fine, ma ci sono cose che per il momento non intendo dire".

"Certamente - ha continuato Scolari - quello che mi ha detto lei, come gli altri che erano ieri sul posto, è che l'attacco del blindato americano è stato senza giustificazione. Avevano allertato tutta la catena di comando, i militari italiani li aspettavano all'aeroporto. Eppure, gli hanno sparato addosso. Perchè? Le autorità  italiane si diano da fare per capire cosa è accaduto. Può essere stato solo un errore o un agguato. E non so quale delle due cose sia peggio. Il fatto che si diano in mano a ragazzini impauriti armi micidiali o che si possa solo ipotizzare un agguato ci fa capire che occorre mettere fine a questa guerra".

E Scolari ha aggiunto: "Calipari si è sacrificato per lei. L'Italia deve essere fiera di un uomo come lui", e poi ha rivelato altri dettagli: "Giuliana ha raccolto decine di proiettili, a manciate, erano tutti sul sedile dopo la sparatoria. Calipari aveva fatto quella strada tantissime volte e quindi si potrebbe pensare male: che gli americani non volevano il lieto fine. Questo è un motivo buono per andare via dall'Iraq".

E Scolari invita tutti a non credere alla versione dei fatti fornita dagli americani e lancia pesanti accuse ai
militari Usa: "Hanno impedito i soccorsi per alcuni minuti e hanno impedito che chiunque si avvicinasse all'auto - ha detto Scolari entrando all'ospedale del Celio - Giuliana aveva avuto delle informazioni secondo le quali gli Usa non l'avrebbero lasciata tornare viva a casa. Il governo ha l'obbligo di fare luce".

La giornalista e l'agente ferito sono stati ricoverati all'ospedale militare Celio di Roma, dove è arrivato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Per la giornalista sarà  necessario un altro intervento alla clavicola. "Sono pronta a collaborare con la magistratura", ha detto la reporter al pubblico ministero Franco Ionta, capo del pool antiterrorismo della Procura di Roma che indagherà  sul tragico episodio di ieri sera a Bagdad.

Ivan Sgrena, il fratello della giornalista, era a Ciampino quando l'aereo militare con la sorella è atterrato: "L'ho trovata sollevata, contenta per essere tornata a casa, amareggiata per la morte di Nicola Calipari. Non mi è sembrata psicologicamente troppo provata. I nostri genitori stanno bene".

La notizia della liberazione della giornalista ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche ai colleghi del Manifesto: "Finalmente l'abbiamo vista, provata ma viva. La nostragioia però è durata pochi minuti - ha spiegato il caporedattore Loris Campetti - perchè noi viviamo come nostro il dolore per la morte di Nicola Calipari". Per lutto, è stata annullata la manifestazione pubblica prevista per domani all'Auditorium di Roma e tutte le altre iniziative di festa organizzate per la liberazione della giornalista.

da "la Repubblica" (5 marzo 2005)
 




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Rodofetto Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live Skype
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L'ipotesi di un agguato non sta ne in cielo ne in terra!!!!
Berlusconi e Bush erano convinti di godersi un altro successo con la liberazione della giornalista ma un pugno di coglioni ha rovinato la festa anche a loro!!!
Pensate se invece di uccidere il nostro militare avessero colpito a morte la giornalista!!! In tutto il mondo la notizia sarebbe stata: "Trattata bene dai terroristi e uccisa dagli americani"!!!! Diciamo che già  così Bush ha un sacco di casini con il suo principale e quasi unico alleato Berlusconi, con l'opinione pubblica italiana, americana e mondiale, figuratevi se fosse andata assai peggio!!!!
L'unica spegazione è il fuoco amico che in ogni intervento militare americano miete più vittime del nemico!!!! I soldati americani sono stati sempre protagonisti di episodi del genere. Tempo addietro proprio in Iraq parecchi inglesi furono uccisi da un bombardamento degli elicotteri Usa per errore e potremmo contare centinaia di questi episodi!!!!!
 




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Coriolano della Floresta Invia Messaggio Privato
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[quote:e617285ed0="Coriolano della Floresta"]L'ipotesi di un agguato non sta ne in cielo ne in terra!!!!
Berlusconi e Bush erano convinti di godersi un altro successo con la liberazione della giornalista ma un pugno di coglioni ha rovinato la festa anche a loro!!!
Pensate se invece di uccidere il nostro militare avessero colpito a morte la giornalista!!! In tutto il mondo la notizia sarebbe stata: "Trattata bene dai terroristi e uccisa dagli americani"!!!! Diciamo che già  così Bush ha un sacco di casini con il suo principale e quasi unico alleato Berlusconi, con l'opinione pubblica italiana, americana e mondiale, figuratevi se fosse andata assai peggio!!!!
L'unica spegazione è il fuoco amico che in ogni intervento militare americano miete più vittime del nemico!!!! I soldati americani sono stati sempre protagonisti di episodi del genere. Tempo addietro proprio in Iraq parecchi inglesi furono uccisi da un bombardamento degli elicotteri Usa per errore e potremmo contare centinaia di questi episodi!!!!![/quote:e617285ed0]

Mi auguro sia come dici tu Corioluccio. Meglio essere alleati con dei cretini che con degli assassini. Però non dimenticarti di Ilaria Alpi!!!

Un abbraccio

Rodofetto
 




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Rodofetto Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live Skype
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Ilaria Alpi è il nome più ricorrente in questo momento. Tuttavia si tratta di un'altra storia, in un altro contesto e avvenuta con modalità  diverse. Qui parliamo di americani che in modo palese e non occultabile attaccano militari alleati attirandosi addosso la piena responsabilità  dell'accaduto agli occhi del mondo intero! Creando inoltre seri problemi politici attorno la vicenda Iraq in un momento in cui si tenta da tutte le parti di superare divisioni e ostacoli. Dalla morte della Sgrena in queste circostanze avrebbero tratto ancora più danno!!! Bush dice di avere pregato per lei e ci credo!!! Se crepava gli avrebbe creato guai a non finire!!!! Alla fine una giornalista di estrema sinistra in Europa che con le sue inchieste attacca la politica Usa in Iraq non è un problema tanto grosso per Bush, forse lo è un pò di più per il suo compare Berlusconi ma neanche tanto!!!
Non ho dubbio che è stata l'opera di cretini e la frequenza con cui avvengono questi episodi ne è una prova!!!!
Salvo l'emergere di fatti eclatanti nei prossimi giorni questo è il mio parere.
 




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Coriolano della Floresta Invia Messaggio Privato
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Ripeto, mi auguro che il tuo giudizio sia vero. Tutto quello che scrivi è plausibile, dico davvero. Ma sai bene che la storia, e tu la studi, se non ricordo male, non deve mai farci stupire di niente!!!! Stiamo a guardare ;-)

Rodofetto
 




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Rodofetto Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live Skype
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"Sparavano, e non riuscivamo a spiegare che eravamo italiani"
Al Celio la deposizione davanti al pubblico ministero Ionta
Sgrena interrogata dai giudici
"L'auto aveva un'andatura regolare"
La giornalista: "Frasi in video imposte dai sequestratori"
Uno 007 conferma: "L'azione di fuoco non era giustificata"


ROMA - "Non andavamo molto veloce, date le circostanze, non riuscivamo nemmeno a spiegare di essere italiani". Lo ha detto Giuliana Sgrena a Rai News 24, poco prima che il pm Franco Ionta, che indaga sulla sparatoria di ieri a Bagdad, iniziasse ad ascoltarla. "Siamo stati colpiti da una pioggia di fuoco, proprio mentre parlavo con Nicola Calipari, mi stava raccontando di tutte le fasi del sequestro".

Si fa strada l'ipotesi che i soldati del check-point, posto a settecento metri circa dall'aeroporto, non siano stati avvertiti dell'arrivo del convoglio italiano.

"Sono provata - afferma - per quello che è successo soprattutto nelle ultime 24 ore. E con il rischio che ho corso posso dire di stare bene. Pensavo che ormai il pericolo fosse finito dopo la mia riconsegna agli italiani, invece improvvisamente c' è stata questa sparatoria e siamo stati colpiti da una pioggia di fuoco".

"All'arrivo a Ciampino Berlusconi ha avuto parole molto gentili per me. Ora per favore vorrei stare tranquilla, sono molto stanca".

"Fuoco non giustificato". Dopo i controlli medici, l'inviata del Manifesto è stata ascoltata a lungo dai giudici. Sia lei che l'altro 007 ferito hanno confermato: "L'azione di fuoco non era giustificata dall'andamento della nostra auto. L'andatura era regolare e non suscettibile di equivoci".

"Sono rimasta sempre nella stessa casa - ha detto la giornalista- e tenuta sempre dallo stesso gruppo di rapitori. Fra loro c'era una donna. Alcuni di loro erano a viso scoperto. Non mi hanno mai fatto mancare l'assistenza. Le frasi in video ci sono state imposte dai sequestratori".

Non era un check point. "Non era un check point, ma una pattuglia che ha sparato appena dopo averci illuminato con un faro. Non si è capita la provenienza dei proiettili, precedentemente non avevamo incontrato posti di blocco".

da "la Repubblica" (5 marzo 2005)
 




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"IO NON MI SENTO ITALIANO MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO"
(Giorgio Gaber)

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