Stipendio In Italia


Titolo: Re: Stipendio In Italia
Lantis ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Si, e' vero.

Ma bisogna comunque analizzare anche altri fattori, come il fatto che c'e' molta offerta di laureati e relativamente poca domanda.

Esempio: se in una epoca non molto addietro serviva un ingeniere specializzato, la ricerca di questi era relativamente ristretta e lo stipendio buono.
Oggi invece, con la grande disponibilita' di ingenieri specializzati, si presentano 2 problemi: 1' la difficolta' nella ricerca del profilo piu' valido (da parte del datore di lavoro), 2' stipendi piu' bassi considerando sempre la maggiore offerta di ingenieri.

Altro esempio: conosco molti laureati italiani, soprattutto di area economico-aziendale, con percorsi di studio portati a termine ottimamente, che una volta giunti sul mondo del lavoro si accorgono le 8 ore di contabilita' non sono per loro.
E allora che hanno studiato a fare?

Senza considerare che in alcune zone d'Italia molti laureati sono restii a spostarsi dove c'e' effettivamente la domanda per quello che hanno studiato.


Hai detto molte verità ma applichiamole al contesto...
In italia regna la piccola/media impresa dove la parola "media" è spesso un eufenismo.
L'industrializzazione che ha caratterizzato l'italia è stata piuttosto "anomala" ed ha visto la nascita dei cosiddetti distretti industriali a loro volta composti da decine (se non centinaia) di piccole aziende a carattere familiare. queste aziende Adesso sono quasi leader mondiali o se non sono leader sono tra i marchi più rinomati... quando parliamo di risultati economici o di fama, spesso paragoniamo l'italia agli usa o ad altri continenti.. dimenticandoci che siamo una piccolissa nazione sperduta nel mondo.
Mi sembra che tu alla fine dei tuoi studi (se ben ricordo) sarai un ingegniere... sarai ben disposto, con la tua intelligenza e conoscenza ad accettare un posto da dipendente a lungo? o peggio ancora da centralinista par time (mi scuso con la categoria ma è solo un esempio)?
Questa è sempre stata la risposta italiana ad una mancanza di domanda che, sopratutto al nord, mi sembra un falso problema,
Chi ha studiato economia aziendale, non per ottenere il voto buono ma per passione, posso assicurarti che non avrà grosse difficoltà. Quando parlo di guadagni per queste persone non mi riferisco ai 1500 euro ma a moltidi più.
Chi si laurea è un libero professionista. Mai sottoalutare i lavori di consulenza... le possibilità sono grandi e te lo dice uno dei peggiori allievi dell'università che nel tempo libero si diletta a selezionare quali potrenno essere le forme più remunerative di busness fregandosene della massa

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Titolo: Re: Stipendio In Italia
Losagen ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Da parte mia ritengo che un laureato non può abbassarsi a fare certi lavori... In questi anni di studio si presume che abbia accumulato conoscenze tali per ottenere il meglio e cominciare magari a pensare a qualcosa in proprio... Se non lo ha fatto la sua laurea conseguita anche con 110 e lode non vale nulla...


Non vedo cosa ci sia di male ad avere una laurea e fare il macellaio, o avere una laurea in ingegneria e fare il muratore, e per esperienza ti posso dire che quando esci dalla scuola sei imbottito di teoria, ma se non la lasci un momento da parte e ti butti nella realtà dei fatti sarai solo un teorico, ma null'altro.
Io conosco molti ingegneri strutturalisti dei quali avrei paura a fargli montare una tenda canadese e non un palazzo di 10 piani, il fatto di avere una laurea non significa partire da uno scalino piu' alto fino a che non hai dimostrato che lo meriti.


Se con l laurea fai il macellaio e guadagni molto più della tua concorrenza, non ci trovo nulla di male. Ad esempio a me, , tra le varie attività che ho in mente, non dispiacerebbe l'idea di aprire un piccolo locale tipo pub che lavora solo di notte con una persona oltre me di personale e tavolini fuori (non sarebbe l'unica cosa da fare)...
Noi stiamo parlando di persone minimamenti capaci, il resto, se ha conseguito un'inutile laurea (se non sfruttata), è giusto che si guadagni anche meno degli 800 euro previsti...

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alessandroc78
Titolo: Re: Stipendio In Italia
Io ne conosco molti di laureati che 1500 se li sognano, e pure vivo al nord, mi sembra che stiamo tornando al pensiero bengodi che non esiste...dove si vede tutto sto lavoro non lo so...laureati a spasso o sottovalutati ne è pieno, avvolte addirittura non ti assumono perchè sei iperqualificato...

Mio fratello è laureato, in economia e commercio (110 e lode), sui trasporti marittimi, sono di Genova, ha avuto molti lavori, ma no nel suo specifico, ed ora dalla Barilla lavora all'Eni, certo lo stipendio non è male, ma c'è stata una selezione per uno preso 100 a casa, ha avuto fortuna e preparazione, ma dire che è così semplice trovare un lavoro mi sembra un azzardo

Non è così facile trovare un lavoro giustamente remunerato, anzi già è difficile farlo, se poi vogliamo vedere realtà diverse uno è libero di farlo.
La laurea aiuta ad aprirti più strade ma non sempre è così, io sono diplomato geometra e non l'ho mai fatto, perchè prima di guadagnare uno stipendio minimamente decente per un 19 enne cioè almeno 700 euro avrei dovuto fare lo schiavo tra apprendistato e lavori in studio non sò per quanti anni...a me no che non ti capitava il culo di finire in un buon posto.
Non è scusante, ma bisogna dare alla dignità alle persone con stipendi base decenti, non si pretende chissà che cosa...ma non 500 lire!!!! all'ora....
Aprirsi uno studio e fare il libero professionista??? Per molti settori tutto è in mano a caste e comunque devi avere delle basi economiche elevate, per cui tutto diventa arduo...

Posti statali o similari??? Calcio nel culo altrimenti meglio lasciar stare...

Titolo: Re: Stipendio In Italia
posto statale magari alle poste... se lo ottenessi dopo ver studiato fin troppi anni all'università lo considererei un fallimento personale o forse lo vedrei solo come hobby...

La mia ex polacca al sud come cameriera fa 35 euro a sera x 26 giorni lavorativi... Non ditemi che non siamo tutti capaci di fare un lavoro simile...

Penso che come italiani possiamo avere, come cultura e fantasia la possibilità di fare molto di più e non dobbiamo accontentarci del posticino di sopravvivenza.

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Titolo: Re: Stipendio In Italia
Roxana ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ho vissuto al nord Italia 9 anni e posso dire che tante volte guadagnare anche questi modesti stipendi e' molto difficile, e non solo per gli stranieri, ma anche per italiani, perche' il lavoro manca drasticamente, soprattutto il lavoro da impiegati. Lavoravo in un call center di Novara ed era pieno di trentenni lauretai che erano costretti a fare questo lavoro e guadagnare 800-1200 euro, perche' non si trovava altro. Addirittura, se c'erano le fabbriche aperte andrebbero anche a fare gli operai! Gli stipendi da impiegati per i giovani spesso non superano 700-800 euro, per un posto di lavoro ci sono decine di candidati disposti ad accettare qualsiasi condizioni di lavoro, c'e' uno sfruttamento disumano da parte di datori di lavoro, i giovani vengono assunti come apprendisti e per anni prendono questo stipendio basso e non hanno nessuna sicurezza.
Chi ha possibilita' di mettersi in qualche modo in proprio o ha parenti che sono in proprio, ovviamente sono avvantaggiati, ma, come ripeto, per quel che ho visto in 9 anni la situazione e' drammatica. Speriamo che cambi!


Ciao Roxana,

Dal mio punto di vista hai avuto modo di vedere quella che è la realtà ormai radicata in questo paese. Gli stipendi sono mediamente bassi se paragonati al costo della vita, la ricchezza è sempre più concentrata nelle mani di pochi (spesso i più furbi), il merito non è quasi mai premiato ne riconosciuto.
Se le cose non cominceranno a cambiare, prima o poi quello che sta accadendo porterà ad una polveriera sociale destinata a scoppiare.

Poka

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alessandroc78
Titolo: Re: Stipendio In Italia
Molti italiani fanno lo fanno per secondo lavoro..a me non sembra normale...
E comunque non capisco il senso, vuoi dire che c'è un immensa richiesta di questo lavoro al sud? E che non vogliono lavorare?

Non mi sembra che al sud ci sia così tanto lavoro..altrimenti c'è qualcosa che non quadra...

alessandroc78
Titolo: Re: Stipendio In Italia
Chrys ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Roxana ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ho vissuto al nord Italia 9 anni e posso dire che tante volte guadagnare anche questi modesti stipendi e' molto difficile, e non solo per gli stranieri, ma anche per italiani, perche' il lavoro manca drasticamente, soprattutto il lavoro da impiegati. Lavoravo in un call center di Novara ed era pieno di trentenni lauretai che erano costretti a fare questo lavoro e guadagnare 800-1200 euro, perche' non si trovava altro. Addirittura, se c'erano le fabbriche aperte andrebbero anche a fare gli operai! Gli stipendi da impiegati per i giovani spesso non superano 700-800 euro, per un posto di lavoro ci sono decine di candidati disposti ad accettare qualsiasi condizioni di lavoro, c'e' uno sfruttamento disumano da parte di datori di lavoro, i giovani vengono assunti come apprendisti e per anni prendono questo stipendio basso e non hanno nessuna sicurezza.
Chi ha possibilita' di mettersi in qualche modo in proprio o ha parenti che sono in proprio, ovviamente sono avvantaggiati, ma, come ripeto, per quel che ho visto in 9 anni la situazione e' drammatica. Speriamo che cambi!


Ciao Roxana,

Dal mio punto di vista hai avuto modo di vedere quella che è la realtà ormai radicata in questo paese. Gli stipendi sono mediamente bassi se paragonati al costo della vita, la ricchezza è sempre più concentrata nelle mani di pochi (spesso i più furbi), il merito non è quasi mai premiato ne riconosciuto.
Se le cose non cominceranno a cambiare, prima o poi quello che sta accadendo porterà ad una polveriera sociale destinata a scoppiare.

Poka



Sono pienamente d'accordo con te!!!!

Titolo: Re: Stipendio In Italia
alessandroc78 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Molti italiani fanno lo fanno per secondo lavoro..a me non sembra normale...
E comunque non capisco il senso, vuoi dire che c'è un immensa richiesta di questo lavoro al sud? E che non vogliono lavorare?

Non mi sembra che al sud ci sia così tanto lavoro..altrimenti c'è qualcosa che non quadra...


io ho 2 attività, appena finisco di studiare diventeranno 4 e la cosa mi sembra normalissima se una persona vuole realmente fare bene

Per quanto riguarda il sud, mi sono forse spiegato male... c'è un enorme offertà a fronte di una domanda praticamente inesistente

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alessandroc78
Titolo: Re: Stipendio In Italia
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]
alessandroc78 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Molti italiani fanno lo fanno per secondo lavoro..a me non sembra normale...
E comunque non capisco il senso, vuoi dire che c'è un immensa richiesta di questo lavoro al sud? E che non vogliono lavorare?

Non mi sembra che al sud ci sia così tanto lavoro..altrimenti c'è qualcosa che non quadra...


io ho 2 attività, appena finisco di studiare diventeranno 4 e la cosa mi sembra normalissima se una persona vuole realmente fare bene

Per quanto riguarda il sud, mi sono forse spiegato male... c'è un enorme offertà a fronte di una domanda praticamente inesistente



Io intendo che molti fanno il secondo lavoro in nero per campare...visti gli stipendi, se poi te riesci a fare quattro lavori in regola, sei fortunato e con 10000 braccia...

Fare due lavori non è la normalità per avere una vita non solo di lavoro...in frase banale si racchiude tutto, vivi per lavorare? O lavori per vivere?

Titolo: Re: Stipendio In Italia
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Losagen ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Da parte mia ritengo che un laureato non può abbassarsi a fare certi lavori... In questi anni di studio si presume che abbia accumulato conoscenze tali per ottenere il meglio e cominciare magari a pensare a qualcosa in proprio... Se non lo ha fatto la sua laurea conseguita anche con 110 e lode non vale nulla...


Non vedo cosa ci sia di male ad avere una laurea e fare il macellaio, o avere una laurea in ingegneria e fare il muratore, e per esperienza ti posso dire che quando esci dalla scuola sei imbottito di teoria, ma se non la lasci un momento da parte e ti butti nella realtà dei fatti sarai solo un teorico, ma null'altro.
Io conosco molti ingegneri strutturalisti dei quali avrei paura a fargli montare una tenda canadese e non un palazzo di 10 piani, il fatto di avere una laurea non significa partire da uno scalino piu' alto fino a che non hai dimostrato che lo meriti.


Se con l laurea fai il macellaio e guadagni molto più della tua concorrenza, non ci trovo nulla di male. Ad esempio a me, , tra le varie attività che ho in mente, non dispiacerebbe l'idea di aprire un piccolo locale tipo pub che lavora solo di notte con una persona oltre me di personale e tavolini fuori (non sarebbe l'unica cosa da fare)...
Noi stiamo parlando di persone minimamenti capaci, il resto, se ha conseguito un'inutile laurea (se non sfruttata), è giusto che si guadagni anche meno degli 800 euro previsti...


se poi nel tuo locale fai musica live , conosco una band molto brava che ha un chitarrista bravo e bello (e in piu' laureato con master che si abbassa a fare il buffone.... ma forse perche' lo e' ) . angelo

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Titolo: Re: Stipendio In Italia
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]
In italia regna la piccola/media impresa dove la parola "media" è spesso un eufenismo.
L'industrializzazione che ha caratterizzato l'italia è stata piuttosto "anomala" ed ha visto la nascita dei cosiddetti distretti industriali a loro volta composti da decine (se non centinaia) di piccole aziende a carattere familiare.


Esatto, come ben dici... considerando lo status piccola/media impresa, in Italia manca un (per cosi' dire) "mercato dei manager" poiche' le imprese grosse sono poche, di conseguenza manca anche una scuola di formazione di questi manager.
Diventa quindi necessario, per chi lo desidera, rivolgersi a Paesi esteri per aumentare la propria competitivita' nazionale/internazionale (e quindi muovere il culo dal BelPaese).

Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Mi sembra che tu alla fine dei tuoi studi (se ben ricordo) sarai un ingegniere... sarai ben disposto, con la tua intelligenza e conoscenza ad accettare un posto da dipendente a lungo? o peggio ancora da centralinista par time (mi scuso con la categoria ma è solo un esempio)?


Mal ricordi!
Studio Economia, precisamente la mia triennale e' "Economia e Diritto", anche se prediligo l'aspetto manageriale a quello giuridico.
Terminata questa, vediamo cosa si presenta e, se mi riesce andare per un paio d'anni in Russia per un MBA/o equivalente (in inglese! :-D con studio del russo a parte).

Titolo: Re: Stipendio In Italia
Leggo che Roxana ha toccato con un mano una realtà consolidata,idealizzata pure nell'ultimo film"generazione mille euro"..

Bè,personalmente parto dal concetto che "vivere per lavorare" ti metta poi nelle condizioni di perdere molto altro(e ne conosco di gente che ha perso affetti e amicizie per dedicarsi esclusivamente al lavoro),ma con ciò non voglia dire che chi si da dare e mette in campo le proprie competenze per avere maggiori possibilità e più attività non abbia la mia stima...anzi...lo farei io stesso se ne avessi l'opportunità!
Oggi costa pure respirare,credo che a tutti farebbe comodo arrotondare...
Sinceramente poi,nel contesto italiano nella fattispecie,fa tristezza vedere giovani preparati barcamenarsi fra lavoretti e venire umiliati da capi che ci vogliono solo guadagnare su!
Dove lavoro io abbiamo due laureandi,con stipendi da clandestini più o meno,mentre il proprietario si arricchisce ma firma ancora con la X!!
Ahi.....poveri noi!!!
Poka

Titolo: Re: Stipendio In Italia
Allora, per tenere su il discorso, credo sia necessario portare un po di dati
Uno studio dello scorso anno, sondando quali siano le imprese più ambite dai neolaureati significa
1 Intesa Sanpaolo
2 ENI
3 Nokia Siemens Network
4 Microsoft
5 Barilla
6 Mondadori
7 BNL - Gruppo BNP Paribas
8 Ferrari
9 Bayer
10 Unicredit
11 Apple
12 Enel
12 L'Oreal
13 Fiat Group
13 Mediaset
13 Rai
14 Accenture
15 HP
15 Poste Italiane
15 Procter & Gamble
16 Ikea
17 Editoriale l'Espresso
17 Ferrero
17 Novartis
17 Sky
18 Ferrovie dello Stato
19 Telecom Italia
20 GlaxoSmithKline
20 Il Sole 24 Ore
20 Intel
20 Johnson & Johnson
21 Finmeccanica
21 Sony Ericsson
22 Deutsche Bank
22 Gruppo Generali
22 McKinsey & Company
22 Roche
22 Unilever
23 Acer
23 Adecco
23 Coop
23 Ernst & Young
23 Pirelli & C.
24 Altran
24 Borsa Italiana
24 Cisco Systems
24 Granarolo
24 Merck
24 Pfizer
25 Angelini Farmaceutici
25 Antonveneta
25 Vodafone
26 Jp Morgan
26 Rcs
26 Sun Microsystems
27 Coca Cola
27 Esselunga
27 IBM
27 KPMG
27 Luxottica
27 Manpower
28 Decathlon
28 Eli Lilly
28 Indesit Company
28 Morgan Stanley
28 Nestlé
29 Alstom
29 Auchan
29 Banca Mediolanum
29 Bracco
29 Capitalia
29 Citigroup
29 Kraft Foods
29 La Rinascente
29 PricewaterhouseCoopers
29 Ras
29 SAP
29 Volkswagen
30 AstraZeneca
30 Bosch
30 British Telecom
30 Gruppo Carrefour Italia
30 Credem
30 Dell
30 Deloitte
30 Philips
30 Randstad
31 Conad
31 Electrolux
31 Fater
31 General Motors
31 Leroy Merlin
31 Lidl
31 Merrill Lynch
32 Alcatel Lucent
32 Bpu Banca
32 Bristol Myers Squibb
32 Fastweb
32 Gruppo Zurich Italia
32 Kimberly Clark
32 Seat Pagine Gialle
32 Shell
32 Wind
Nessuno che dice Mapei, Fisher, Nord Bitumi, Ceda, Viessman, Riello, Reale Mutua, Alubel, Gruppo Ordine, eppure sono aziende esistenti, sane, eppure ignorate.
Uno studio della London School of Economics, opera di quattro ricercatori italiani: Oriana Bandiera, Luigi Guiso, Andrea Prat e Raffaella Sadun, chiamato "What does a Ceo do?" risponde all'interrogativo: ma poi, che cosa diavolo fa, esattamente, un amministratore delegato? Come spesso, la realtà è un'intuizione, ma tocca alla scienza suffragarla con prove. Per farlo i 4 studiosi hanno valutato la carriera di 600 manager, di cui 121 amministratori delegati. Sono entrati in possesso delle loro agende ricostruendo gli impegni di una settimana lavorativa. Hanno verificato all'Inps le loro retribuzioni (al netto dei bonus e della soave prassi delle aziende italiche di pagarne una parte in nero). Il risultato? Prevedibilmente sconfortante. Ineludibilmente di cattivo auspicio. Vediamo in dettaglio.
Come viene scelto un manager in Italia? Una minoranza di imprese (quelle non familistiche e a vocazione multinazionale) si basa sulle performance, incarica cacciatori di teste, mette annunci, fa riferimento a precedenti contatti d'affari. Ma la maggioranza decide altrimenti. Come? Sulla base delle relazioni personali. Al limite di quelle familiari. Tradotto: non si sceglie qualcuno che ha dimostrato di valere, ma uno con cui si è fatto il liceo, o il compagno di merende del cugino. I dirigenti delle aziende di Silvio Berlusconi non sono forse stati in maggioranza suoi compagni di scuola? E non è poi venuta la volta dei compagni di Pier Silvio (cooptato per eredità)? Ci sono sistemi peggiori? Forse sì: il presidente Moratti affidò la panchina dell'Inter a Orrico dopo averlo sottoposto a prova grafologica e Gabriella Spada, moglie del fondatore della Giacomelli Sport, non si fidava di nessuno che non fosse stato approvato dalla cartomante (poi Orrico fu esonerato e la Giacomelli ha fatto crac).
Proviamo a confrontare i manager italiani usciti da questa ricerca con quelli di un sondaggio effettuato in 4mila aziende di 12 Paesi esteri. Per età sono simili. Per genere l'Italia si rivela più misogina (benché sia risalita negli ultimi vent'anni e abbia una donna alla guida di Confindustria). Più che altrove, da noi la scelta è domestica (solo il 4% dei manager è straniero). Se il paragone regge: 1 sola squadra italiana delle 4 presenti in Champions League aveva un allenatore straniero. Risultato: tutte fuori. Tre squadre inglesi su 4 si affidavano a un tecnico venuto da fuori. Esito: tutte in corsa. Ma dove, quasi letteralmente, casca l'asino è nel livello di studi del manager italiano. La metà non possiede laurea. E quando ce l'ha, è lontana dalla lode.
Ora, se deponiamo un attimo la ricerca e proviamo ad incrociare questi dati con l'esperienza recente per cercare il modello perfetto, l'impresa italiana che riassume tutte queste condizioni, struttura familistica, management maschile, scelto nel cortile di casa e con basso livello culturale, che risultato otteniamo? Parmalat. Otteniamo il più grosso crac made in Italy degli ultimi anni. Otteniamo un'azienda gestita da Calisto Tanzi come un padre padrone. Dove entravano figli e nipoti con cariche non commisurate alle capacità. Dove a parte due donne (ovviamente una figlia e una nipote) tutti i dirigenti erano maschi. Dove le carte d'identità recavano inevitabilmente la scritta "Nato a: Collecchio (Parma)". Dove tutti erano, con orgoglio, ragionieri, Tanzi incluso. Dunque, questo modello porta allo sfascio? Non necessariamente. È tuttavia provato che l'altro, quello che valuta le performance, è più fruttuoso per l'azienda.
Che i manager scelti per il curriculum e i risultati lavorano di più, sono più soddisfatti, spingono l'impresa più avanti, avendo più propensione al rischio. Il problema è che la maggioranza non solo viene assunta per affidabilità, ma fa anche carriera per le stesse ragioni e viene licenziata non quando manca gli obiettivi, ma se non si sdraia sulla linea tracciata dal padre-padrone.Questo determina il larga misura l'esito del secondo studio: che cosa fa un manager? Dei 121 a cui è stata "rubata l'agenda" questo sappiamo: lavorano in media 48 ore alla settimana. Ogni giorno svolgono 7 diversi tipi di attività. Quali? Metà del tempo lo spendono in "riunioni". Il 14% soli alla scrivania. Il 12% in viaggi. Nel restante 25% telefonano, partecipano a videoconferenze, pranzi di lavoro, eventi speciali. Chi incontrano? Questa può apparire una sorpresa. Principalmente consulenti esterni all'azienda. Piuttosto che i capi divisione interni vedono persone che ruotano in altre orbite. A seguire: clienti, investitori, banche, politici, fornitori. Come si spiega? Perché un amministratore delegato passa più tempo con un faccendiere, un ministro, un banchiere che con il direttore marketing o il capo del personale della propria azienda?
Mettiamola così: tu sei un manager rampante, pensi che ti sarà più utile per fare carriera il risultato ottenuto nell'attuale incarico o la conoscenza non superficiale di Gianni Letta? In un universo in cui la determinazione delle posizioni non è legata ai titoli né ai risultati, ma ai rapporti, i manager dedicano più tempo a tessere questi che a far funzionare le aziende di cui hanno la responsabilità. Ecco che il circolo vizioso si chiude: in mezzo restano aziende che non brillano più da oltre un decennio, lavoratori che ne pagano le conseguenze, un marchio, "Made in Italy", appannato. Segnali di un'inversione di tendenza? Nessuno. Hai una laurea con il massimo dei voti, hai un carattere indipendente, non sei propenso alle relazioni pubbliche, tendi a dire quel che pensi e contrastare anche chi ti paga se pensi che sia per il bene comune? Sei magari perfino donna? Non pensare di fare il manager in Italia. Al limite vai all'estero, alla London School of Economics a fare un'impietosa ricerca sui manager.

Ora, bisogna anche dire, frase presa di sopra, che sento spesso ovunque e che mi sta notevolmente sullo stomaco "vivi per lavorare? O lavori per vivere?" è una cosa senza senso e che esiste, critica solo personale, poi ogniuno la pensi come crede, di un proliferare di lauree pseudo-inutili (scienze delle comunicazioni, sociologia, et similia) oppure inflazionate, vedi giurisprudenza, o non intercambiabili, portano a disoccupazione naturale

Titolo: Re: Stipendio In Italia
Interessante lo studio citato da Losagen.

Non sono d'accordo con la realtà che vede Rapisarda (non è che non sono d'accordo è che non la vedo - delle tante amicizie e conoscenze che ho in Italia stanno bene in pochi davvero CORREZIONE: stanno tutti bene ma perchè hanno famiglie ed immobili alle spalle, io stesso, figlio di una commessa ed un vicepreside, non mi posso lamentare...) ma però si tocca un punto decisivo: vivere per lavorare?

Bene sembrerà strano ma il suddetto assunto è accettato da molte culture, quindi possibile anche che gli Italiani abbiano qualcosa da imparare in tal senso.

Interessante anche come sia emerso (questo è verissimo) che spesso la produttività del lavoratore italiano, causa mancanza di un sistema organizzativo solido intorno a sè, è decisamente ridotta. Se non sbaglio venne fuori che gli Italiani lavoravano molto, anche più dei loro colleghi UE, poi ci si rese conto che però era perchè il sistema di appoggio intorno a loro era insufficiente.

All'estero rabbrividiscono quando gli dici che eri un giornalista ma vendevi anche pubblicità e tenevi la contabilità di mezzo giornale...

Profilo PM  
alessandroc78
Titolo: Re: Stipendio In Italia
Più che altro dobbiamo lavorare per vivere...no vivere per lavorare (lavora produci e crepa)...
Non credo che le culture estere vivono per lavorare...anzi lavorano forse meno di noi (chi fortunato ad avere un occupazione) ma rendiamo meno per incompetenza manageriale e guadagniamo meno!!!

Titolo: Re: Stipendio In Italia
In Italia vige la cultura del vivere per lavorare, al estero sono un po più intelligenti di noi e lavorano per vivere, quà quasi tutti a fare ore e straore, e gli altri al estero a casa a godersi famiglia e hobby, specialmente in Spagna, vero Sapa?

Ultima modifica di mauri_f il 19 Mag 2009, 22:13, modificato 1 volta in totale
Titolo: Re: Stipendio In Italia
boh, io tutti questi grandi lavoratori in italia non li vedo...non li vedono nemmeno i miei amici inglesi, americani, e russi, che ci pensano dei grandi fancazzisti.

la spagna sta male, l'unica è che a parità di guadagno qui il potere d'acquisto è maggiore

Profilo PM  
alessandroc78
Titolo: Re: Stipendio In Italia
Beh non è che in Russia, Inghilterra, Germania, Francia tutti si ammazzano...non esageriamo...a parità di lavoro vorrei vedere se non devo avere lo scazzo...noi lavorando sopravviviamo e loro vivono felici e sereni.

In un studio qualche hanno fa nella UE si fa meno mutua che negli altri paesi europei...

Forse abbiamo troppi problemi già citati che portano a rendere male il nostro lavoro...

Ultima modifica di Ospite il 19 Mag 2009, 23:25, modificato 1 volta in totale
Titolo: Re: Stipendio In Italia
mauri_f ha scritto: [Visualizza Messaggio]
In Italia vige la cultura del vivere per lavorare, al estero sono un po più intelligenti di noi e lavorano per vivere, quà quasi tutti a fare ore e straore, e gli altri al estero a casa a godersi famiglia e hobby, specialmente in Spagna, vero Sapa?


Ti posso garantire che quando sono stato per lavoro a Londra, in un ufficio dentro la city, pure li alle 5 tutti alzavano i tacchi e giù al pub! La cosa mi aveva sbalordito, ma loro sono giustamente abituati a lavorare per obiettivi e non navigando a vista come in Italia. D'altronde la produttività di una persona non si misura per le ore di straordinario concesse, come molti (purtroppo) ancora credono in Italia...

Poka

Profilo PM  
Titolo: Re: Stipendio In Italia
Ma la lista è lunga, Francia, Austria, Portogallo, Romania, Grecia Bulgaria, Croazia,Belgio, Finlandia, un minuto dopo sono fuori del lavoro, chi al bar, chi a casa, sereni, pochissimi parlano di lavoro, dopo il lavoro, probabilmente non sentono lo Stato sanguisuga che li spreme come succede quà :-x

Qualcuno di voi lavora al sabato mattino? parlo dei dipendenti, provate a farvi 2 conti, calcolate quanto prendete per quelle straordinarie e quanto ve le tassano, eppure siamo sempre li al lavoro :-x :-x :-x

Anni adietro quando le pagavano in nero, allora si valeva la pena di farle, chiedete a un qualsiasi operaio in un'altro stato UE se và a lavorare per quella miseria che ci danno quà?

Ultima modifica di mauri_f il 19 Mag 2009, 23:40, modificato 2 volte in totale

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